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martedì 15 agosto 2017

Il Triple Post Offense Di Tex Winter, Phil Jackson e Steve Kerr (Triangolo)

Il Triangolo, conosciuto anche come Triple Post Offense, nasce negli anni 30 nel mondo del college Basket grazie a coach Sam Barry dell' University Of Southern California, e viene in seguito perfezionato alla Kansas State University negli anni 50/60 da Tex Winter, che nella seconda metà degli anni 40 aveva giocato proprio per Barry a Southern California, apprendendone i principi.
Poi è stato implementato anche da Phil Jackson, che lo ha adottato come sistema di gioco nella NBA, sin dalla metà degli anni 80.
Anche in questo Winter è stato fondamentale, visto che è da quell’epoca che è il fido assistente di Jackson.
Le squadre di Barry e Winter al college si son dimostrate vincenti, così come quelle di Jackson nella NBA.
I Chicago Bulls con Michael Jordan, Scottie Pippen e Dennis Rodman e, più recentemente, i Lakers di Kobe Bryant.
Tale disegno offensivo in sostanza consiste nel creare un triangolo tra tre giocatori in modo da poter creare lo spazio per liberare il compagno al tiro.
Passi la palla, tagli, crei un blocco sino a che qualcuno non trova un buon tiro.
Chi gioca con il Triangolo non forza una situazione offensiva, ma mette alla prova la difesa, in cerca del punto di minor resistenza, in cerca di un varco.
Nello schieramento dal quale prende il nome, il Triangolo Laterale serve per sovraccaricare un lato e poi ribaltare sul lato che la difesa ha sguarnito.
Esso mette in risalto guardie e lunghi, in egual misura.

Tex Winter: "Il Basket, inteso come gioco di squadra, surclassa ogni altro sport perché ciascun giocatore riceve continuamente la palla durante l’azione di attacco, ed è anche un potenziale realizzatore"
Tex Winter racconta che, ai tempi in cui allenava i Rockets, chiese a Elvin Hayes, superstar e principale realizzatore della franchigia, di fare qualcosa di diverso, come passare la palla.
Hayes gli rispose: “Io sono un All Star. Perché dovrei cambiare il mio modo di giocare? Chiedermi di passare la palla è come chiedere a Babe Ruth di fare un bunt”.
In realtà, il problema di Hayes, che viaggiava con medie pazzesche pur facendo sempre lo stesso immarcabile palleggio e tiro, consisteva nei suoi limitati fondamentali.
Alla fine, Hayes, ammettendo di saper fare una cosa soltanto, confessò a Winter che "Coach, è troppo imbarazzante per me fare queste cose" e Tex modificò l’attacco per consentirgli di ricevere e tirare. 
Horace Grant: "È molto difficile difendere contro il triangolo, perché ci sono tantissime opzioni disponibili. 
A lungo andare, il Triangolo porta anche grandi benefici al fisico dei giocatori, perché ti devi sempre allontanare dalla pressione e muoverti per il campo. 
Dopo il Triangolo, gli altri sistemi tradizionali sembrano troppo semplici o inefficienti, perché o ti mandano a sbattere contro la difesa, oppure te ne stai da parte e aspetti il tuo turno. 
La fisicità ti logora, e l’attesa fa perdere concentrazione"
John Wetzel: "Giocavamo l’Attacco Triangolo in una versione non molto dettagliata. 
Lo usavamo perfino contro le zone. 
Ci sono molti motivi per i quali in NBA non si usa più il triangolo: prima di tutto, perché è estraneo al modo in cui i giocatori di oggi hanno imparato a giocare. 
Secondo, perché di solito mentre i giocatori cercano di impararlo si gioca molto male e, in quel periodo, il lavoro dell’allenatore è a rischio. 
Terzo, perché si deve convincere un giocatore dominante ad accettare un sistema che richiede a tutti di giocare molto a lungo senza palla. 
Ma se avessi un contratto garantito e lungo, userei sicuramente il Triangolo"


TRIPLE POST OFFENSE DEI BULLS DI JACKSON E DEI WARRIORS DI KERR
Che differenza c'è oggi tra i Chicago Bulls di Michael Jordan e gli attuali Golden State Warriors di Stephen Curry?
Steve Kerr head coach, vincente all’esordio nella lega con i Warriors, è stato il playmaker dei Chicago Bulls dal 1993 al 1998. 
Ma il triangolo dei Bulls non è assolutamente il triangolo dei Warriors. 
Il Basket degli anni ’90 non è quello del nuovo millennio e il gioco di Chicago non è quello di Golden State perchè il Basket si è evoluto ed oggi i ritmi sono più forsennati che mai.
L'uomo cardine del “Triple Post Offense” dei Bulls di Phil Jackson era ovviamente Michael Jordan. 
Jordan era l’uomo designato per ricevere la palla in post. 
Una volta arrivata in quella posizione, tutti si muovevano con tagli verso il lato opposto e il 23 che decideva il da farsi, anche grazie alla sua strepitosa intelligenza. 
Come diceva Tex Winter, chiunque deve mostrare pericolosità all’interno di questo sistema di gioco, chiunque deve essere potenzialmente un pericolo a cui la difesa deve prestare attenzione.
Scottie Pippen era un tiratore da 3, spaccava le difese, raramente sbagliava una decisione nella metà campo offensiva (tantomeno in quella difensiva). 
Steve Kerr e Ron Harper, playmaker in grado di far girare la squadra e sempre letali dall’arco, Toni Kukoc oltre al già citato Scottie Pippen e lunghi come Dennis Rodman o Horace Grant. 
Ali in grado di segnare, sempre dotate di fisico e buon tiro e lunghi sempre presenti a rimbalzo, ma con intelligenza e capacità di passare la palla e vedere i compagni sempre sopra la media. 
In base a come si muove la difesa, l’attacco deve essere abile e rapido nel capire che fare e come farlo nel miglior modo possibile.
La palla arrivava costantemente in post, dove spesso si applicava il triangolo e dove nella maggior parte dei casi si optava o per il ribaltamento sul lato debole (a causa dei constanti raddoppi su Jordan) coi tiratori sempre pronti, o si sfruttava il talento immenso dello stesso. 
La lentezza del gioco permetteva di ragionare e valutare la migliore giocata possibile all’interno del triangolo grazie all’intelligenza cestista dei protagonisti.
Steve Kerr, ai tempi giocatore di quei Bulls, ha riadattato questo schema ai Warriors tenendo bene a mente che oggi il gioco è molto più fluido e veloce.
Da qui l’idea di Kerr di sviluppare un gioco adatto alle caratteristiche di una squadra piena di tiratori, all’interno di un sistema offensivo ben collaudato. 
Il gioco dei Warriors di Steve Kerr è molto più veloce e rapido, sfruttando ovviamente le caratteristiche dei protagonisti. 
Una situazione di triangolo con Curry, Green e Thompson può sfociare in mille ipotetiche opzioni: Curry, Durant o Thompson da 3, Curry in penetrazione, Curry con l’arresto e tiro (Curry ma anche Klay Thompson, Kevin Durant o Draymond Green).
Steve Kerr ha capito perfettamente l’uso e la “forza” di questo schema offensivo. 
Tutti devono essere (e sono) coinvolti nei movimenti offensivi della squadra, tutti sono possibili pericoli per gli avversari in grado di poter segnare o creare danni alla difesa avversaria ed è per questo che ogni eventuale raddoppio è letale contro questa macchina da guerra chiamata Golden State Warriors. 
Kerr ha sviluppato un gioco fenomenale, pieno di movimento di qualsiasi giocatore in campo, di rapidità di pensiero e esecuzione, sfruttando a pieno le caratteristiche dei suoi ragazzi. 

sabato 12 agosto 2017

La Favola Del Bournemouth Di Eddie Howe

La storia dell'AFC Bournemouth è un qualcosa d'incredibile, soprattutto per quanto riguarda l’ultimo decennio, quando dalle paludi della League Two (la quarta divisione inglese), grazie ad Eddie Howe sono stati in grado di arrivare sino in Premier League.
E di rimanerci, giocando un calcio splendido.
Howe ex giocatore del club, lasciò il calcio a soli 30 anni per continui problemi fisici e divenne il più giovane allenatore della Football League a 31 anni.
Tra 2006 e 2007 sono anni duri per il Bournemouth con il manager Sean O'Driscoll che si accasa al Doncaster Rovers, il 2008 a maggior ragione per gravi problemi finanziari.



EDDIE HOWE: LEAGUT TWO E ONE
Nel 2007/08 il Bournemouth riceve 10 punti di penalizzazione e retrocede dalla terza alla quarta divisione, rischiando addirittura di scomparire dai professionisti avendo cominciato la stagione successiva, 2008/09, con ben 17 punti di penalizzazione e una condanna al ritorno tra i dilettanti ormai scritta.
Nel caos più totale, a metà stagione la società decide di affidare la squadra a Howe, che incredibilmente centra una strepitosa salvezza ribattezzata “The Great Escape”.
Questa frase in Inghilterra viene usata quando una squadra, ormai spacciata, riesce a salvarsi.
Howe: "I giocatori non percepivano lo stipendio, ci dissero che il club era a 15 minuti dal fallimento. Allora chiesi ai ragazzi di pensare ai tifosi, creai una dialettica de ‘i loro interessi davanti ai nostri’. Funzionò"

Per quanto riguarda i giocatori c'è Pitman dal 2005, dal 2010 arrivano Arter e Pugh.
L’anno dopo, in concomitanza con l’acquisto del club da parte di una cordata guidata dall’uomo d’affari Adam Murray, conquista il secondo posto che vale il ritorno dalla League Two alla League One (terza divisione).
Howe, seguendo un po' i dettami del vecchio manager O'Driscoll, imposta una squadra che gioca sempre palla a terra, in modo veloce ed offensivo (O'Driscoll porterà un simile gioco anche al Doncaster Rovers in Championship).
Comunque le sirene di club più importanti cominciano a farsi sentire, così Howe si lancia nell’avventura al Burnley, in Championship, mentre il suo ex club sfiora la promozione per due anni consecutivi.
Nel 2012 la storia si ripete: Howe si dimette dal Burnley e torna sulla panchina di un Bournemouth in grande difficoltà: altro miracolo e promozione dalla League One alla Championship al primo tentativo.
Nella rosa si aggiungono Daniels, il capitano Elphick e Ritchie.


CHAMPIONSHIP
Il resto è storia recente: un anno di apprendistato nella seconda divisione (parliamo del 2013/14 con la squadra che finì al decimo posto, nonostante le 22 reti di Grabban e le 9 di Ritchie), poi la cavalcata dell'anno successivo (quasi tre anni fa) culminata con la vittoria del campionato e la leggendaria promozione in Premier League, accolta dalla città con una celebrazione mai vista prima da quelle parti.
In Championship, in quella stagione, il Bournemouth realizza 90 punti e ben 98 reti (malgrado la partenza del bomber Grabban).
La stagione inizia subito con un 0-4 all'Huddersfield, poi arrivano 7 vittorie in 8 partite (tra cui il 5-3 a Cardiff e ad ottobre con il Birmingham che viene demolito 0-8 a St.Andrews) e la testa della classifica alla 21esima giornata (39 punti con il Boro).
Si ricorda anche la grande cavalcata in League Cup (quarti di finale, miglior risultato della storia), con il WBA di Premier eliminato (gran azione che porta alla rete di O'Kane) e i bellissimi goal realizzati nel 3-0 al Cardiff.
Oppure la rovesciata di Kermorgant all'Ipswich.
L'1-5 rifilato al Fulham con la rete irreale di Cook.
Alla 28esima giornata il Bournemouth battendo 2-0 il Watford, mantiene il +3 sul Derby e +4 su Boro ed Ispwich.
Dopo qualche giornata difficile con qualche pareggio inaspettato, una delle chiavi della stagione è la vittoria alla 39sima contro il Middlesbrough per 3-0 con reti di Kermorgant, la rete pazzesca di Arter (con un'azione fuori da mondo di Pugh) e quello finale di Pitman dal dischetto che chiude la contesa.
Il Bournemouth domina e gioca in modo spettacolare umiliando il Boro ri-agguantando la testa della classifica.
Poi arriva un pareggio a Portman Road contro l'Ipswich.
Alla 41esima giornata il Birmingham, dopo l'0-8 dell'andata, si porta incredibilmente sullo 0-2 dopo 20 minuti ma Cook e Wilson pareggiano prima della fine del 1t.
Poi Kermorgant porta i suoi sul 3-2 (3 reti in 7 minuti tra fine 1t ed inizio ripresa), la chiude Daniels a 15 minuti dalla fine per il definitivo 4-2.
Nella giornata successiva espugnano Brighton 0-2 con 2 reti che evidenziano quanto questa squadra giochi bene di squadra, 0-1 anche a Reading nella successiva giornata per il +1 in classifica.
Nella 44esima giornata il Bournemouth si ritrova 1-1 contro lo Sheffield Wednesday ma nonostante l'inferiorità numerica riesce addirittura a portarsi sul 2-1 ma le Owls pareggiano al 95esimo con un calcio di rigore.
Vista la ressa che c'è in alta classifica con tante squadre in pochi punti, sembra che la stagione possa prendere una brutta piega e che si debba passare dai playoff.
Tuttavia, a seguito del pareggio del Boro contro il Fulham (2-2) nella 45esima giornata, battendo nel Monday Night il Bolton la promozione sarebbe aritmetica.
Finirà infatti 3-0 e parte la grande festa.
La vittoria sul Charlton all'ultima giornata, garantisce anche la vittoria del campionato, Wilson chiuderà con 20 reti, Kermorgant e l'ala Ritchie con 15.
Pitman, bandiera della squadra (giocava a Dean Court dal 2005), ne realizza 13 reti non partendo sempre titolare, 9 reti per Arter e Pugh.
Nel 2015 Howe viene ovviamente eletto "Manager del decennio" (2005-2015) e, questa, viene considerata la stagione più bella di sempre del Bournemouth.


PREMIER LEAGUE
Il Bournemouth anche in Premier League dà spettacolo.
Il primo anno è il 2015/16.
Howe alterna il 4-4-2 al 4-4-1-1 e il 4-1-4-1 passando in base ai giocatori disponibili anche al 4-2-3-1.
In fase di attacco si può parlare di un offensivo 3-4-2-1.
La squadra gioca in modo veloce, con grande intensità, passaggi più in verticale che in orizzontale quindi attacca sempre la profondità con geometrie e cambi di gioco da una fascia all'altra.
Howe: "Io non temo le altre squadre, non ho emozioni negative quando entro nello stadio di qualcun altro"

Wilson, Ritchie, Surman, Arter, Francis, Cook, Gosling, King e Daniels sono le stelle della squadra.
Il Bournemouth porta tanti uomini ad attaccare l’ultimo terzo di campo: alle ali si aggiunge uno degli interni di centrocampo, più spesso Gosling, che ha licenza di spaziare tra le linee ed inserirsi in area di rigore arrivando a rimorchio.
Al contempo i terzini continuano nella loro azione, fornendo ampiezza e finendo per allargare le maglie della difesa avversaria.
A creare gioco, oltre agli interni di centrocampo, anche la fantasia dell'ala scozzese Matt Ritchie: autore di assist pazzeschi e cross velenosissimi a rientrare.
Prima il 3-4 in casa del West Ham, poi i pareggi spettacolari con Swansea (2-2) ed Everton (3-3), poi le clamorose vittorie contro il Chelsea a Stamford Bridge e nel meraviglioso catino di Dean Court (11.700 posti a sedere) contro il Manchester United, piegato da un super gol da calcio d’angolo di Stanislas e da una rete di King (ragazzo uscito proprio dalle giovanili dei Red Devils).
Si ricordi anche la grandissima rete di Ritchie contro lo Stoke.
Una stagione culminata con una salvezza tranquilla e l’obiettivo di puntare sempre più in alto.
E' un'annata storica, anche perchè il Leicester vince la Premier League (il Bournemouth pareggia entrambe le partite).
Nel 2016/17, il Bournemouth si rende protagonista di una stagione ancora migliore, malgrado il grave infortunio di Wilson (e non solo).
Viene preso anche Wilshere in prestito dall'Arsenal ma non si ambienta mai.
La sorpresa della stagione, oltre a King, è assolutamente il terzino Daniels che fa una stagione meravigliosa soprattutto in fase offensiva con 4 reti e tantissimi assist.
Si ricordino il 3-3 con l'Arsenal (ma lì fu una clamorosa rimonta dei Gunners), il 6-1 all'Hull, il 4-3 al Liverpool (oltre al 2-2 ad Anfield), il 4-0 al Middlesbrough.
Le Cherries chiuderanno al nono posto con ben 55 reti realizzate, settimo migliore attacco della lega (meglio anche del Manchester United di Mourinho).

martedì 8 agosto 2017

Le Scuse Più Assurde Per Giustificare Il Doping

Quali sono le scuse/giustificazioni più assurde degli atleti implicati in casi di Doping?
Ce n'è di tutti i tipi, anche se la più ricorrente è quella della carne contaminata o dei cosmetici contenenti  X sostanza dopante.
Anche le scuse a base di sesso sono molto usate.


Angelo Peruzzi ed Andrea Carnevale (Calcio)
Nel 1990 Peruzzi venne trovato positivo al Lipopill (stessa sorte per Carnevale).
Il portiere cercò di spiegare il fatto raccontando che "il Lipopill ce l'ha dato mia madre per smaltire una cena troppo generosa cucinata da lei dopo la gara con il Benfica".
I giudici non gli credettero e lui e Carnevale vennero squalificati per un anno.


Squadra PDM (Ciclismo)
Durante il Tour de France del 1992, la squadra francese PDM si ritira in blocco dalla corsa a tappa alla vigilia di un controllo antidoping.
Il motivo? Intossicazione alimentare e problemi intestinali dovuti all’aria condizionata dell’albergo in cui avevano alloggiato la sera precedente.


Daniel Plaza (Atletica)
Vincitore dell’oro olimpico nella marcia 20 km a Barcellona 1992, quattro anni dopo risulta positivo agli steroidi.
Replica dicendo di aver fatto sesso orale con la moglie incinta e di aver ingerito grandi dosi di testosterone prodotto in eccesso dalla stessa compagna.


Mario Boni (Basket)
Nel 1993, il c.t. Messina lo convocò per gli Europei di Germania, però lo scartò alla vigilia e tempo dopo venne resa nota la sua positività (nandrolone).
Come si giustifico? Affermando che, deluso per l'esclusione e prossimo al matrimonio, per non far cilecca nel viaggio di nozze, aveva chiesto un "ricostituente" a un medico amico.



Bernard Lama (Calcio)
Viene trovato positivo alla Cannabis nel 1998.
Il francese si giustificherà così davanti all'antidoping: "Sono stato troppo educato: volevo rifiutare lo spinello, ma temevo di fare la figura dello scortese".


Dennis Mitchell (Atletica)
Risulta positivo nel 1998 al testosterone.
Risponde affermando che, la sera prima del test, avrebbe bevuto 5 birre e fatto una maratona di sesso con la moglie per festeggiare il suo compleanno.
Viene squalificato per due anni.


Petr Korda (Tennis)
Positivo al nandrolone nel 1998 dopo aver vinto l’Australian Open, il cieco si difende dicendo di aver consumato grandi quantità di carne di vitello allevato con anabolizzanti.
La Federtennis internazionale replica affermando che, per raggiungere una concentrazione tale di nandrolone nel sangue, avrebbe dovuto mangiare 40 vitelli al giorno per 20 anni.


Dieter Baumann (Atletica)
Nel 1999 risulta positivo al nandrolone e riceve una squalifica di due anni.
Dopo una serie di test ripetuti, emerge che i valori risultano molto differenti a seconda dei momenti della giornata in cui vengono effettuati: la difesa sostiene che il nandrolone si trova nel dentifricio utilizzato dall’atleta, appositamente iniettato da qualcuno con una siringa.


Javier Sotomayor (Atletica)
Nel 1999 vinti i Giochi Panamericani il cubano è trovato positivo alla cocaina: Fidel Castro interviene affermando che i test sono stati alterati per danneggiare Cuba e la sua reputazione comunista.
Anche lui si dice vittima di una cospirazione.
Sotomayor viene ammesso alle Olimpiadi di Sydney 2000, ma l’anno dopo risulta nuovamente positivo al nandrolone e costretto al ritiro.


Linford Christie (Atletica)
L'anglo giamaicano viene pizzicato dall'antidoping nel 1999, anche per lui nandrolone.
Il motivo? Aver mangiato l'avocado! (avrebbe dovuto consumarne circa una tonnellata)
Fu la seconda volta per Christie, trovato positivo alla pseudoefedrina nel 1988: lì fu colpa del Ginseng (venne comunque scagionato).


Christian Henn (Ciclismo)
Il tedesco per giustificare l’alto valore di testosterone  fece appello alla tisana alle erbe fatta in casa dalla suocera e da lei consigliata per aumentare la sua capacità riproduttiva.


Christian Bucchi e Salvatore Monaco (Calcio)
Alla fine dello scorso millennio in Italia scoppiò il caso nandrolone.
I due giocatori, all’epoca al Perugia, furono tra i primi a risultare positivi.
La giustificazione anche in questo caso fu alimentare: eccessivo consumo di carne di cinghiale dopo una grigliata.
8 mesi di squalifica.


Fernando Couto, Manuele Blasi, Edgar Davids, Pep Guardiola, Mohammed Kallon e Santos Mozart (Calcio)
Dopo il caso Bucchi e Monaco, poi toccò a molti altri che giocavano in Serie A all'epoca.
Per Fernando Couto fu invece "tutta colpa di quello shampoo che conteneva nandrolone. E con la chioma che ho, io devo usarne molto".
Blasi disse che "deve essere stato lo schiarente che uso per i capelli": anche lì c'era del nandrolone. Sospesi per la stessa sostanza, e dopo spiegazioni più o meno fantasiose anche Gillet (Bari), Torrisi (Parma), De Rold (Pescara), Caccia e Sacchetti (Piacenza) e lo juventino Edgar Davids ("avevo la tosse e ho usato uno sciroppo omeopatico che conteneva nandrolone").
Pep Guardiola trovato positivo alla stessa sostanza quando giocava nel Brescia, si giustificò dicendo di aver mangiato carne di manzo.
Per il procuratore di Kallon (Inter) è il motivo era una crema "allungata" con il nandrolone: serviva per curare l'acne.
Infine per il calciatore brasiliano Santos Mozart la colpa era della crema applicata sulla pelle della figlia punta da un insetto.


Jan Ullrich (Ciclismo)
Trovato positivo alle anfetamine nell’estate del 2002 nonostante fosse in pausa da allenamenti, il vincitore del Tour 1997 Jan Ulrich si scusò raccontando che gli erano state passate un paio di pillole durante una notte in discoteca.


Frank Vandenbroucke (Ciclismo)
Il belga torna a correre nel 2002, dopo due stagioni di stop per via di una forte depressione (e di un arresto per esser stato trovato positivo in Francia), viene trovato in possesso di fiale di EPO, prodotti ormonali, morfina e clenbuterolo.
Il belga si rifiutò di fare ammissioni riguardo alle sostanze che gli furono trovate a casa, limitandosi a dire che gli sarebbero servite per il cane.
Viene licenziato dalla squadra.
Nel 2007 prova il suicidio, nel 2009 viene trovato morto in Tailandia.


Mark Bosnich (Calcio)
Il portiere australiano risulta positivo alla cocaina nel 2002, quando milita nel Chelsea.
Dice di aver fatto utilizzo di droga per sensibilizzare la moglie Sophie Anderton a smettere: “Le ho detto che, per ogni striscia che si fosse fatta, io me ne sarei fatte due. E così è successo”.
I due poco dopo si separano, Bosnich finisce anche in bancarotta, l'australiano poi ammette di aver fatto uso di cocaina a lungo.


Gilberto Simoni (Ciclismo)
Nel 2002 risulta positivo alla cocaina e viene squalificato al Giro d’Italia.
Si difende dicendo di aver consumato caramelle balsamiche e analgesiche per il mal di gola acquistate dalla zia in un viaggio in Perù, che contengono cocaina in piccole dosi.


Raimondas Rumsas (Ciclismo)
Positivo all’EPO e trovato in possesso di un arsenale di sostanze dopanti nella macchina affidata alla moglie, il ciclista lituano si difende affermando di aver acquistato i farmaci per curare la matrigna, molto malata, e di aver incaricato la moglie di consegnarglieli.


Shane Warne (Cricket)
Nel 2003 il giocatore di Cricket australiano Shane Warne saltò il mondiale dopo la positività a un diuretico.
Le autorità non credettero alla versione ufficiale: ovvero mamma Warne, che vedendo il figlio leggermente in sovrappeso, pensò bene di dare al figlio un paio di pillole delle sue.
L’antidoping disse che il diuretico era per coprire il doping e Warne si beccò 12 mesi di squalifica.


Adrian Mutu (Calcio)
Il giocatore rumeno verrà più volte pizzicato all'antidoping nel 2004, in seguito spiegò di aver preso cocaina "per migliorare le prestazioni sessuali".
Aveva infatti conosciuto una pornostar romena e voleva essere all'altezza.


Mario De Clercq (Ciclocross)
Il corridore spiegò agli inquirenti che gli avevano trovato due diari con la descrizione dei programmi di allenamento (e le sostanze illecite assunte) che si trattava di un romanzo di fantasia che stava scrivendo.


Lenny Paul (Bob)
L'atleta di Bob, trovato positivo, accusò il macinato di vitello (e di nandrolone) usato per un ragù alla bolognese, anche in questo caso con il vitello in contumacia.


Tyler Hamilton (Ciclismo)
Nel 2005 nel sangue di Tyler Hamilton furono trovate tracce non appartenenti al suo DNA, evidente segnale di trasfusioni di sangue.
L’americano si giustificò così: le cellule estranee trovate nel suo sistema sanguigno erano frutto di una Chimera, ovvero un organismo con due o più popolazioni di cellule geneticamente distinte, prodotto da un fratello gemello che è morto prima della nascita.
Si beccò 2 anni di squalifica.


Floyd Landis (Ciclismo)
Il ciclista americano, ex gregario di Armstrong all'US Postal, risulta positivo al testosterone nel 2006 dopo la fantastica tappa di Morzine, quindi cerca di difendersi con una lista di scuse: una nottata a base di whisky, iniezioni di cortisone per placare dolori all’anca, medicine per la tiroide e problemi naturali di metabolismo.
Cerca anche di hackerare i dati ufficiali sul computer.
Squalificato per due anni, Landis ammette nel maggio del 2010 di aver fatto uso di sostanze dopanti.


Marco Borriello (Calcio)
Marco Borriello, nel 2006 disse di avere avuto un rapporto sessuale non protetto con Belen Rodriguez la quale, per curare un’infezione vaginale, assumeva una crema al cortisone (che lo rese positivo ai controlli).
Ebbe tre mesi di squalifica.


Justin Gatlin (Atletica)
Nell’aprile 2006, tre mesi dopo aver segnato il record del mondo nei 100 metri a Doha, risulta positivo al testosterone: replica accusando il massaggiatore, con cui avrebbe avuto un acceso litigio, di avergli passato una crema al testosterone per vendetta.
Viene squalificato per otto anni, pena poi dimezzata, ma evita la sospensione a vita per aver collaborato con le autorità.


LaShawn Merritt (Atletica)
Dopo essere risultato positivo a uno steroide anabolizzante nel 2009, Merritt afferma di aver fatto utilizzo di un prodotto per aumentare le dimensioni del pene, responsabile dei valori alterati del sangue.
Viene squalificato.


Richard Gasquet (Tennis)
Nel marzo 2009 si ritira improvvisamente dal torneo di Miami, e due mesi dopo riceve una squalifica di due anni per cocaina.
Si difende dicendo che, la sera precedente, in discoteca, avrebbe baciato una ragazza che aveva assunto la sostanza e che gliela “avrebbe” passata attraverso la saliva.
La Federtennis lo riammette nel circuito a luglio.


Stefano Garzelli (Ciclismo)
Il vincitore del Giro d'Italia 2000 viene trovato positivo al probenecid nel 2009.
Il motivo? Aver mangiato carne di pollo contaminata.
Viene squalificato 8 mesi.


Alberto Contador (Ciclismo)
Nel 2010 lo spagnolo viene trovato positivo al clenbuterolo e la giustificazione ufficiale fu anche in questo caso legata al consumo di carne.
Contador fu prima smentito dalla associazione di allevatori spagnoli e successivamente condannato dal TAS di Losanna a 2 anni di squalifica.


Melky Cabrera (Baseball)
Il Cabrera meno noto, risultato positivo al testosterone nel 2012, investì 10.000 dollari per comprare un sito web già esistente, per pubblicizzare la vendita di un prodotto fasullo che avrebbe assunto alterando i valori sanguigni (un prodotto che conteneva testosterone e steroidi "mascherati").
L'inganno viene scoperto poco dopo dagli agenti investigativi federali e Cabrera è subito squalificato.


Sun Yang (Nuoto)
Sun Yang viene squalificato nel 2014 per uno stimolante che, a suo dire, sarebbe stato contenuto in una medicina utilizzata per problemi di cuore.


Alex Schwazer (Atletica)
Viene trovato positivo per la seconda volta nel 2016, secondo il procuratore la colpa sarebbe stata di una bistecca contenente testosterone.

lunedì 7 agosto 2017

Migliori Frasi Di Federico Buffa e Flavio Tranquillo (NBA)



FEDERICO BUFFA
-[Sul pubblico di Washington che fischia Lebron]
Buffa: "Non capiscono che fischiandolo fanno solo il suo gioco. Che bisogno hai di provocarlo? Che bisogno c’è di buttare lava nello Stromboli???"

-[Sulla condizione psico-fisica di Jannero Pargo]
Buffa: "Canestro di Pargo…questo sta vivendo letteralmente su Plutone"

-Buffa: "Beh…se volevate delle statistiche, siamo all’imbarazzo: l’unico plus-minus più efficace è quello tra Jack Nicholson e le ragazze che si porta alle partite dei Lakers…"

-Buffa: "Un mio carissimo amico direbbe che Garnett in carriera ha il chilometraggio pari a quello delle Mercedes degli zingari"

-[Durante Atlanta-Boston, Sam Cassel e Joe Johnson si beccano a vicenda e vengono entrambi puniti con il fallo tecnico]
-Mamoli: "Non capisco perché Cassel è tornato in panchina con quella faccia, tutto contento manco avesse segnato una tripla con fallo. Cioè, s’è preso un tecnico!"
Buffa: "Eh ma perché lo voleva prendere, voleva coinvolgere Joe Johnson, ravvivare gli animi...insomma, voleva mettere l’oliva nel Martini"

-Buffa: "Ci sono Socrate, Platone e Aristotele, cioè Gasol, Bryant e Nash, che parlano dell’immortalità dell’anima.
E poi c’è il giocatore-chiave, cioè Dwight Howard, che è in una stanza a giocare con i Lego e a guardare Scooby-doo"

-Buffa: "Sembravano quelli dell'ultima cena..."

-Buffa: "La sera in cui Larry Bird disse agli altri: ‘Vediamo chi arriva secondo...' "

-[sugli Indiana Pacers]
Buffa: "La franchigia è maledetta da quella notte del novembre 2004, da quando Ron Artest, che stava facendo la Maya Desnuda a bordo campo, è stato coperto da una birra di uno spettatore.
E ormai è la solita dicotomia tra good guys e bad guys,
Ecco, questa del bene e del male è la dicotomia che accompagna gli Stati Uniti da quando erano una comunità silvo-pastorale, come forse avete intuito dalla storia del Paese... tendono ad automettersi dalla parte del bene...Hollywood c’azzuppa da 80 anni"

-[su Kevin Durant]
Buffa: "Io non so cosa volesse realmente dire Phil Jackson quando ha inventato la vera massima zen della pallacanestro NBA, ‘lascia che la partita arrivi a te’.
Ho capito che Jordan giocava due quarti così così, poi ne giocava due finali in cui vinceva la partita. Bryant magari su questo argomento aveva qualcosa da aggiungere. Ho capito però cosa voleva dire ieri sera: Durant ha fatto il facilitatore e ha poi deciso la gara"

-Buffa: "Le gioie della vita: Michelle Pfeiffer, il cioccolato... e Kobe Bryant in campo aperto"

-Buffa: "La Grande Mela, dove anche la Statua della Libertà, com’è noto, ha già il braccio alzato per ricevere in post-basso, non perdona, anch’essa, in tutti i sensi..."

-[su Rasheed Wallace]
Buffa: "C’è una regalità, una bellezza, una forza in quell’uomo fuori dal comune.
Certo, ci sono due problemini psichici… ma chi non ne ha?"

-Buffa: "Austin aspetta una franchigia NFL, cosa possibile in un universo parallelo dove i Clippers vincono il titolo NBA e il Milan non vende i Palloni d’Oro..."

-[sul canestro decisivo di Michael Jordan nelle Finals del 1998, Chicago v Utah]
Buffa: "Qui ne mette due di una certa rilevanza, diciamo così"

-[su Kevin Durant]
Buffa: "Come Zidane, gli tiri pietre e ti manda indietro petali di rosa..."

-Buffa: "L'idea dei Celtics è diamo a Bryan l'idea di sentirsi da solo sull'isola e vediamo come reagisce"

-Buffa: "Ad Atlanta incontra Tree Rollins, 220 centimetri di tronco d’ebano già al fernet, difficilmente in grado di ricordare un infortunio che non avesse patito.
L’Albero era il classico nero del Sud, che con un po’ più di ‘ghetto di città’ sarebbe stato devastante, ma che da tempo era stazionato nel Southside del pino.
Il nero collezionò 14 sere con un solo minuto giocato e un clamoroso '0' in tutte le altre voci statistiche. Un culto. Scott sentì che si stava per scrivere la letteratura del gioco e urlò: ‘Go get another trillion, man!’. Era nato il ‘Trilione’: 1.000.000.000.000"

-Buffa: "Allen Iverson è la cosa più veloce mai vista su due gambe"

-Buffa: "Tra le cose più imprevedibili della vita ci sono i liberi di Shaq... alterna tocchi dolcissimi a palle da bowling buttate in zona-ferro..."

-[su Kobe Bryant quando, a 12 anni, giocava a Reggio Emilia]
Buffa: "Non sembrava in linea di massima sarebbe diventato questo..."
Tranquillo: "Beh, ma anche perché faceva il portatore d’acqua per la prima opzione della squadra. eh, con Morani in squadra non puoi certo dare la palla a Kobe Bryant, dai!".
Buffa: "Esatto...tra l’altro c’era anche un altro americano ritenuto più forte di Kobe Bryant" Tranquillo: "E adesso dove gioca? Su Marte?"
-Tranquillo: "Attacca ancora Kobe, arresto, tiro...si muove ancora la retina, leggendaria prova di Kobe Bryant.
Buffa: "Decisamente, no mercy Kobe...che fosse un uomo in missione lo sapevamo che volesse far diventare questa partita un suo show era evidente. Poi ci sono tutte le sue abitudini, per esempio questo serpentone...è la lingua del Mamba. Poi se lo seguite è ossessivamente nelle condizioni di asciugarsi le mani perchè vuole sempre avere la temperatura a livello di potersi permettere...cose di questo genere! Qua però non so se sia a livello di umidità, credo che i problemi siano altrove..."

-[Su Lebron James]
Buffa: "C'è differenza tra essere il migliore di tutti e essere sul punto di diventare il migliore di tutti, se quel punto dura da tre anni"

-[Dopo il tiro da tre di LeBron James che decide la partita]
Buffa: "L'onnipotenza logora chi non ce l'ha..."

-[Canestro e fallo subito da Derek Fisher]
Buffa: "Fish dà l'ultimo colpo di pennello ai suoi girasoli..."

-[Dopo un assist di Rajon Rondo]
"Non so quanto intenzionale fosse, però le cose accadono intorno a lui"

-Tranquillo: "Con buona pace di quelli a cui non piace quest'espressione... Come giudichi il "linguaggio del corpo" di Radmanovic?
Buffa: "Sembra un'anfora!"

[Su Tracy McGrady]
Buffa: "Il suo meglio probabilmente l'ha dato nel primo tempo contro Utah poi...sfiga!
È nato il figlio. Ma anche tu, giovane McGrady, ma non lo sai che senza il tuo papà son 0-10?
Dovevi nascere proprio nell'intervallo?"

[Su Dalembert]
-"15 anni lavandoti con l'acqua piovana, e poi stai un pochino più attento al dollaro che guadagni nell'NBA..."

-Buffa: "Non puoi difendere su Rasheed Wallace quando tira così! Non è un problema di Radmanovic, non è un problema dei Sonics... è un problema del mondo!"

-[Riguardo ad una schiacciata rovesciata su raddoppio di Kobe Bryant]
"Canestro che probabilmente è possibile ad un solo altro bipede sulla faccia della terra e s'è ritirato!"

-[Commentando una schiacciata di Rasheed Wallace]
Buffa: "Wallace gli è andato via non solo fisicamente, ma anche verbalmente a Garnett!"

-[Sulla regola del "semicerchio" difensivo]
Buffa: "Quel fruscìo che sentite, è James Naismith, che 'sto gioco l'ha inventato, che si rivolta nella tomba"

-[Su una schiacciata di LeBron James]
Buffa: "Diario dell'uomo che volle farsi re"

-Buffa: "Baroni si nasce; e lui, modestamente, lo nacque. Tre quarti di nobiltà cestistica, Baron Davis"

-Buffa: "Nel romanzo di Philip Dick che ha dato origine a Blade Runner a un certo punto uno chiede: “Ditemelo se sono un androide, eh.” Ditemelo se è un androide… Sei un androide Shaq!"

-[Accenno di lite fra DeAndre Jordan e Metta World Peace]
Buffa: "Sono buddhista ma le mani levamele dal collo, grazie!"

-[Su Rajon Rondo durante Celtics-76ers, NBA Playoff 2002]
Buffa: "Le partite in cui piglia 13, 14, 15 rimbalzi all'interno della tripla doppia, veramente, mi sbiellano!

-[Su Ray Allen durante Celtics-Lakers, NBA Playoff 2010]
La storia in verde ha un numero, un nome ed un rumore, quello della retina.

-[Su Ray Allen durante Lakers-Celtics, NBA Playoff 2011]
Buffa: "Commovente... il suo tiro è più pulito della Casa Bianca. Guardate cosa esce da quella mano... un sonetto!"

-[Su Ray Allen, a seguito della tripla record numero 2561]
Buffa: "Se non siete in piedi vi invitiamo caldamente a farlo.. obiettivamente davanti alla grandezza c'è poco da fare, si osserva!"

-[Sulla prima schiacciata di Gerald Green, suggerita dal fratello Garlon durante lo Slam Dunk 2007]
Magata di Garlon! Già titolare di "la butto contro l'orologio sopra il tabellone e la riprendo" mai vista prima, contro l'esterno del tabellone, bisogna metterla anche bene... Eh!
Geraldo sale ragazzi, questo è uno schiacciatore come non ne circolano più, la testa è sopra il ferro e come vedete è molto coreografico, cinetico, tersicoreo e poi potente nell'ultima parte.
No, no, proprio... stiamo un paio di spanne sopra tutti.

-[Sul tiro di Kobe Bryant, marcato da Grant Hill, che di fatto dà la vittoria ai Lakers]
Il tredicesimo apostolo! No... Hill si ritira quest'estate.

-[Su JaVale McGee]
Hai sempre l'impressione che debba spaccare il mondo, ma il mondo resta intatto con una certa continuità.

-[Su Chri Andersen]
Se lo vedete questa sera per la prima volta perché siete spettatori occasionali dell'Nba e avete bisogno di spiegazioni... non ne abbiamo. Persino Artest, o World Metta, lo guarda con sospetto.

-[Su una canestro da 10 metri di LeBron James]
Buffa: Vuoi un commento?
Mamoli: Eh...Sei pagato!
Federico Buffa: No, ok, li ridò indietro!

-[Su Gilbert Arenas]
Buffa: "M'hanno detto che un colpo che ha è, quando è in trasferta, ciula le chiavi della macchina a un suo compagno di squadra e, gente che prezzola lui, le fa duplicare e poi le manda Federal Express a un altro suo complice che è a Washington, quando sono in un viaggio lungo, e quindi questo gli porta via la macchina al suo compagno di squadra perché è nel garage dei Wizards. Questi arriva e fa: "Porca troia, il Cayenne! Ma chi cazzo me l'ha ciulato qua dentro?".
E lui: "Ma guarda che è incredibile...è uno scandalo!".

-[Su Wilt Chamberlain]
Buffa: "A casa di Chamberlain c'era un semaforo, che Chamberlain azionava quando portava le sue discrete conquiste, ovviamente più di una alla volta, rosso giallo verde. Rosso: te ne devi andare. Giallo: vediamo. Verde: go.
Chissà perché diceva sempre "go"...

-Buffa: "I giocatori si presentavano tra di loro, finché uno va da Chamberlain e dice: "Buonasera signor Chamberlain, io sono Karl Malone...".
Ma Chamberlain era talmente superiore che gli diceva "Sì, sì, bravo, bravo...".
"Mi autograferebbe...". "Sì, sì, volentieri. Come hai detto che ti chiami?".

-Buffa: "E’ una macchina: tu metti il gettone, lui tira ed escono due punti"

-[Sam Cassell, a terra, viene colpito in testa da una ginocchiata di Ilgauskas]
Buffa: "Penso che queste immagini le abbiano viste alla Olympic Tower, la sede dell’NBA: per Ilga prevedo meno disposizioni per i regali alla gentile signora a fine mese.
Ci vuole il legale che ha permesso a O.J. Simpson di uscire di galera per cavarsela…"

-[A seguito di brutte difesa da parte di Lakers e Nuggets]
Buffa: "Ci sono state squadre di Zeman che avevano più copertura in difesa..."



FLAVIO TRANQUILLO
-Tranquillo: "Ormai vedono una vasca da bagna al posto del canestro"

-Tranquillo: "Qui è andato dentro con la moto"

-Tranquillo: "Rubata degli Spurs, palleggio per Parker che dice: 'Fatemi riposare un attimo, che anche io sono un uomo'. Blocco di Diaw, riaccelera Parker, va ancora in palleggio-arresto-tiro! Uomo sì, ma non troppo!"

-Tranquillo: "Vent'anni dopo, ma i moschettieri non sono 4, sono 24. Sempre giovane, sempre attuale. NBA All-Star Game edizione 2012, dopo 20 anni si torna ad Orlando. Si trova un gioiello dell'architettonica sportiva, l'Amway Center. Si trova Dwight Howard, non si sa ancora per quanto, e si trova Magic Johnson, da spettatore e non da protagonista, in un weekend lunghissimo che ci mantiene giovani"

-Tranquillo: "Forse, forse fallo un po' generoso. La pensa così anche Nicholson che prende il proscenio a Van Gandi.
Buffa: "Non lo vedevo così incazzato da Shining"

-[su Stephen Curry]
Tranquillo: "Ma no dai, non dirmi che ha fatto canestro?"

-Tranquillo: "Intanto Curry non ha bisogno di niente, incrocia il palleggio, oh ma quello è  Parker...difende anche"
-Tranquillo: "Ragazzi ce lo fate vedere...20 volte sto canestro?"

-[Dopo un canestro da 3 di Curry]
Tranquillo: "Ti prego, fammi finire una frase. Mi fai finire una frase senza fare una cosa che mi costringa ad interrompermi? Ma no dai ma stiamo scherzando?"

-Tranquillo: "Li sta facendo impazzire"

-Tranquillo: "Joseph va a lavorare contro Curry, nessuno va ad aiutarlo e Curry tira da centrocampo! Dentro! Dentro! 90! La paura fa 90...per San Antonio! E fa Stephen Curry da centrocampo, dopo 8 palleggi. Sono 32 e il tassametro è lì che corre!"
-Tranquillo: "Ma siamo ancora qui? Ma andiamo tutti là: io voglio vederlo, voglio toccarlo, voglio abbracciarlo"

-Tranquillo: "Inizio debordante degli "Splash Brothers"! Ogni cosa che fa Curry ha un sapore diverso ed è fin troppo facile la battuta: è speziata"

[Tiro da 3 di Curry]
-Tranquillo: "Quello per lui è un tiro normale. Non dico che sia un Lay-up ma è un tiro normale"

-Tranquillo: "Che come sempre torna indietro come Gigi il Bullo 'Naa, non ho fatto niente di speciale'"

-Tranquillo: "Posizione interna di Curry contro Howard, scusa scusa scusa, ho visto Curry che ha preso un rimbalzo dalla mani di Howard o ho le traveggole?

-Tranquillo: "Giocatore di biliardo di qui, giocatore di biliardo di là"

-[su Kobe Bryant]
Tranquillo: "Chi meglio del Mamba per segnare in 5 secondi?"

-Tranquillo: "Concedere punti qui, significherebbe sanguinare davanti ad uno squalo"

[su Stephen Curry]
-Tranquillo: "Ma io non so se ci rendiamo conto: ha fatto 2 canestri. Sono due canestri che emotivamente ed al di là di qualsiasi altro ragionamento e ce ne sarebbero da fare un miliardo, metterebbero per terra...Jack LaMotta, non una squadra di Basket, un grande pugile! Non puoi resistere ad uno che fa così, non c'è la possibilità mentale, non è un discorso di pallacanestro, viene giù e tu senti chiaramente che sta per fare quel qualcosa che ti fa pensare 'ma io cosa son qui a fare? Non certo a vincere la partita... ma questo non sarà mica un tiro? Non sarà mica un tiro...accettabile? Non dico buono, dico accettabile. Ne ha fatti 3 son 9 punti"

[statistica su Stephen Curry quando mancano 3 minuti alla fine del secondo quarto]
-Tranquillo: "31 cos'è? I punti delle ultime 4 partite?"

[su Stephen Curry]
-Tranquillo: "Non dovete pensare dov'è adesso, dove pensare dov'è adesso rispetto all'high school e dove era 2 anni fa, se cominciate a pensare così...allora fa davvero paura perchè questa è una cosa che fa paura"

-Tranquillo: "Conta conta, non fa niente, via via via. In briciole la legge, via. Nuova legge per Stephany, un'altra cosa, un altro mondo, un nuovo mondo quello che sta facendo Curry cambierà per sempre questo gioco"

-Tranquillo: "Ha fatto 11 triple dicono. No, non è che dicono è proprio vero! Ha fatto 11 triple!

 [commentando una buona difesa di Martin su Nowitzki):
-Tranquillo: "Il fidanzatino di Trina non concede niente di niente di niente"
Buffa: "Non so se avete mai visto Trina, ma se ti scegli Trina come fidanzata, o meglio, se Trina sceglie te come fidanzato…beh, il resto è paesaggio..."
Tranquillo (ride): "Oh, il primo singolo di Trina recita le mutandine non me le levo, soprattutto gratis, se vuoi entrare qui dentro e non credo sia nella stanza...gratis no. Diciamo che non è Iva Zanicchi..."
Buffa: "Eh no eh…ma è un esametro classico!"
Tranquillo: "Esatto! Un endecasillabo molto sciolto, scioltissimo!"

-Tranquillo: "E' caldo come una stufa. Ultimo carrello"

-Tranquillo: "Manda per aria l'ultima preghiera da metà-campo"

-[A seguito d'infrazioni di passi clamorose]
Tranquillo: "Passi sesquipedali"

-Tranquillo: "Spettacoloso canestro"

-[A seguito di canestri difficili e forzati]
Tranquillo: "Tiro forzato anzi che no...e segnato anzi che no!"

-[A seguito di una schiacciata di Nate Robinson su Howard]
Tranquillo: "Ma non può passargli sopra dai, non può...è 2.10 non può passargli sopra"

mercoledì 2 agosto 2017

La Storia Di Paul Vaessen: Dalla Gloria All'Overdose Fatale

La carriera di Paul Vaessen, nato nel 1961 a Gillingham, fu brevissima.
Una trentina di partite in tutto.
Figli di quel Leon Vaessen, ex giocatore del Millwall.
Paul comunque il 23 aprile del 1980, ai tempi 18enne, entrò nella storia per la zuccata vincente su cross di Graham Rix che sancì la vittoria dell’Arsenal sulla Juventus nella semifinale di ritorno di Coppa delle Coppe.
Goal decisivo e che valse la qualificazione in finale (ad Highbury era finita 1-1).
L'Arsenal di O'Leary, Brady (che poi passerà proprio alla Juventus) e Vaessen appunto.
Dopo quella rete importantissima giocherà un'altra ventina di partite, segnerà anche un altro goal ai rivali storici dei Gunners: il Tottenham.
Tuttavia nel 1981/82 in un match estivo (sempre contro il Tottenham, prima squadra a cui aveva segnato da pro) si romperà il legamento crociato del ginocchio destro.
3 interventi, una protesi dolorosa quanto inutile che porterà a diversi mesi di riabilitazione.
Tutto inutile.
Nell’estate del 1982, quando non ha ancora 22 anni, dovette abbandonare il calcio.
Il dolore, fisico e morale, di chi si è visto strappare i suoi sogni in un modo così crudele lo avvicineranno alla peggiore delle compagne: l’Eroina.
In pochi anni la vita di Paul Vaessen, diventerà identica a tanti altri ragazzi come lui caduti nella spirale della tossicodipendenza.
Dopo l’addio al calcio, Paul infatti finì in brutti ambienti, una volta addirittura rischiò la vita dopo una coltellata seguita ad un affare di droga andato male.


PRIMA LA MARIJUANA, POI L'EROINA
Rimasto senza soldi e bisognoso di far fronte al dolore causatogli dal ginocchio infortunato, tornò inizialmente ad assumere Marijuana della quale era occasionale fumatore già a 13 anni.
Come detto dalla Marijuana passò poi alle droghe pesanti.
Passò anche attraverso un divorzio e un tentativo di rapina, per la quale ricevette tre mesi di carcere.
L’Arsenal, nel mentre, lo scaricherà senza nessun tipo di appoggio, né morale né economico.
Marijuana, rapine, carcere, Eroina, tentativi di riabilitazione, poi ancora eroina, arresti ed altri giri pericolosi.
Arriva anche un figlio, un breve periodo di serenità ma il dolore al ginocchio aumenta, ora è zoppo. L’Eroina (135 pounds per ogni dose) lenisce il dolore al ginocchio e alla mente.
In un regolamento di conti in quel torbido mondo si prende sei coltellate.
In sala operatoria il suo cuore di ferma due volte ma si salva per miracolo.
Arriva a pesare poco più di 60 kg, lui che è quasi 190 centimetri.


I TENTATIVI DI RIABILITAZIONE
Si fece ricoverare in una clinica di Bexleyheath per disintossicarsi.
Ripulito, andò a vivere ad Andover dove conobbe Sally, già madre di una bimba, Abigail.
Più tardi, da Sally ebbe anche il secondo figlio, Jack.
Si trasferirono a Farnborough.
Sembrava che la vita cominciasse a sorridergli ma quel ginocchio faceva le bizze: dolore, difficoltà nel camminare quindi riprese a drogarsi.


L'OVERDOSE FATALE
Abbandonò così la famiglia e si trasferì nuovamente a Bristol, dal fratello.
Jason Murphy, un suo caro amico, l'unico che gli rimase vicino nonostante le disavventure trovò Paul cadavere nel bagno della casa in cui abitava col fratello.
'Overdose' chiarì l'autopsia.
Era l'8 di agosto del 2001 e Paul aveva 39 anni.
Sul giornale locale venne riportata la notizia che un uomo di 40 anni in cura col metadone era morto il giorno prima a causa di una overdose.
Da giorni aveva un terrore in più con cui fare i conti: la possibilità di vedersi amputare la gamba. Occorreva una delicata e costosa operazione per evitarlo.
La madre cercò di rintracciarlo disperatamente nelle ore precedenti.
Il giorno prima arrivò la conferma che i fondi per l’operazione sarebbero arrivati.
Troppo tardi.

Tony Adams: "Da 17 anni non tocco una goccia di alcool, ma ai tempo dell’infortunio di Vas e della sua caduta nella droga tendevo a negare la mia dipendenza per non doverla affrontare e mi costringevo a non vedere le somiglianze che c’erano tra di noi, pensando che non ‘stavo male come lui’. Quando sono diventato sobrio ho capito cosa stava accadendo a Vas e mi sono identificato con i suoi demoni. Di lui mi resto il ricordo dolce di quel suo gol segnato alla Juventus, unito alla profonda tristezza per un amico che purtroppo non ce l’ha fatta"
Passarono 3 mesi ed un quotidiano sportivo inglese ricordò quella semifinale di Torino, quando Paul Vaessen segnò il gol che poi avrebbe portato i Gunners a giocarsi la finale col Valencia.
Della morte di Paul nemmeno un cenno.
Trascorsero altri 5 mesi prima che un giornale ne desse la notizia.
La notte di Torino, la “sua” notte, è ormai lontanissima.