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mercoledì 19 luglio 2017

Migliori Frasi Di Gianni Clerici e Rino Tommasi (Tennis)


GIANNI CLERICI
-Clerici: "Wimbledon è qualcosa di più di un torneo, è una religione. La gente va lì, fa la fila ai cancelli da due notti prima, ma non solo per andare a vedere Nadal piuttosto che Federer.
Wimbledon è il Vaticano del tennis. È come per un cattolico andare in pellegrinaggio a San Pietro"

-Clerici: "Questa isola, tanto lontana e dissimile dalla nostra piccola Europa, detiene un curioso primato.
Wimbledon è infatti, senza dubbio alcuno, la capitale mondiale del Tennis. Masse di fedeli vi accorrono, in devoti atteggiamenti. E tuttavia, fin da lontano 1936, dall'addio di Fred Perry, il Papa non appartiene alla stirpe dei padri fondatori"

[A seguito di una discussione sui crampi]
-Clerici: "E lui, e lui... è andato via con il massaggiatore!"
-Tommasi: "Be' per trovare un ambiente un po' più discreto"
-Clerici (ride): "Si sono appartati, si sono appartati con il massaggiatore. O mio Dio, sto cercando di riprendermi, di riprendere tutta la mia serietà professionale che è venuta meno per un istante"
-Tommasi: "Solo per un istante? Un quarto d'ora, ti sono venute le convulsioni"
-Clerici: "Si, è venuta quella che si chiama il furir ma l'idea che è sbocciato un amore, una passione, tra questo serio professionista del North Carolina e questo massaggiatore australiano...è un'idea che mi ha sconvolto"

-Clerici: "Che cosa fanno i giocatori di Tennis quando si mette a piovere? Aspettano che smetta di piovere"

-[Gran punto di Federer con Philippoussis]
Clerici: "Io sono a braccia alzate e sono spinto ad applaudire. Guarda dove va a prendere questa palla che era finita quasi nella buca della talpa e lui la tira fuori"

-Clerici: "Rovescio al volo da un metro dalla linea, io dico delle cose che voi vedete benissimo da soli quindi farei bene a tacere però taccio con le braccia spalancate dallo stupore, guarda...
Tommasi: "Non c'ha pensato neanche un secondo, vediamo se è buona, dentro, baaam e via"

-Clerici: "Se fossi un po più gay di quello che sono, mi farebbe piacere essere accarezzato dalla volée di McEnroe"

 -Clerici: "Se Tiriac usa la sua racchetta come la clava di un cavernicolo, Nastase pare Aramis"

-[Su John McEnroe]
Clerici: "Il più creativo dei contemporanei, in grado di prescindere dalla muscolarità dilagante dei nostri tempi. Mancino, capace di scoraggiare Lendl, di sfruttare al meglio l'erba di Wimbledon (tre titoli) e l'atmosfera di New York (quattro titoli). Mostro di talento, di egocentrismo"

-[Su Boris Becker]
Clerici: "Nato per errore fuori dalla Gran Bretagna, non fu meno volleatore di Edberg. Più precoce, vinse Wimbledon a diciassette anni, e raggiunse per sette volte la finale. Soprannominato Bum Bum da cronisti incompetenti, ebbe, oltre al vigore, manina fatata"

[A seguito di un urlo di Safin]
-Clerici: "Con chi ce l'ha sta volta?"
Tommasi: "Ce l'ha con qualcuno ma non si capisce chi"

[Safin che rompe la racchetta]
Clerici: "Ma lui è abituato a spaccare le racchette, erano preoccupati tutti perchè non ne aveva spaccata ancora mezza"

-Clerici: "Pronosticato campione sin dalla culla, fu dirottata infelicemente dal coach Bollettieri dall'istintivo serve and volley, per divenire tuttavia il più razzente attaccante da fondo dell'Era contemporanea. Già semifinalista di due Slam a diciotto anni, la sua carriera subì slanci e contronde per ragioni extrasportive e sentimentali. La rivalità con Sampras lo vede perdente, per sei Grand Slam a tre, e venti match a quattordici. E tuttavia Andre è stato capace di spalmare i suoi Slam su tutte le quattro superfici, a differenza di Pete. Carriera ammirevole, di un niente seconda ad un altro immortale, Big Bill Tilden, capace di vincere Wimbledon a trentasette anni. Nel 1930. Altri tempi"

-Clerici: Monica è imbattibile se gioca su 4 metri quadri di campo, se esce di lì diventa una giocatrice di terza fila, perchè quante giocano qui il torneo...126?
Tommasi: 128, deve essere una potenza del 2.
Clerici: Ah già, ecco, non mi ricordo mai, comunque su 128 se si mettono a fare gara di corsa, la Seles arriva 127esima solo perchè c'è la De Swart.
Tommasi: Eh già la De Swart arriva ultima!
Clerici: Balena bianca!

-Clerici: "Siamo alla disperazione"

-Clerici: "Guarda che linetta che ha preso"

-Clerici: "Una volèe non oso dire artigianale ma lungi dalla perfezione"

-Clerici: "E se ne cava delle difficoltà con una roba...e ci fanno vedere il panorama, che regia di paese, madonna!"

-Clerici: "L'ha giocata retrocedendo...mezzo miracolo"

-Clerici: "Si la volèe doveva uscirgli corta per cavarsi fuori dai pericoli ma adesso non voglio pretendere troppo"
Tommasi: Si era improvvisato attaccante, nel senso che aveva fatto una specie di attacco in contro-tempo"
Clerici: "Si solamente che poi l'ha giocata in modo ovvio, be' insomma se sapesse fare anche lì una volèe vincete e smorzata"
Tommasi: "Be' chiudiamo bottega"
Clerici: "Be', diventa un mostro"

-Clerici: "Il suo nome, tradotto, significa Orso e Roccaforte, e rende bene l'idea di un difensore inattaccabile, se non da geni della rete, quali McEnroe, o il nostro Panatta.
Bjorn fu il primo ad usare racchette composite, legno mescolato a plastica, con uno scheletro di grafite.
Pesantissime, oltre le 14 once, che gli consentirono di sviluppare per primo un movimento rotatorio sul diritto, mentre il rovescio gli fu gentilmente offerto dalla pratica giovanile dell'Hockey su ghiaccio.
Atleta capace di emergere in qualsiasi altro sport, Borg dominò dal 1975 all'81, vincendo non solo 6 Roland Garros, ma 5 Wimbledon, con sbalorditivo adattamento dei suoi gesti a prati.
La fine della sua carriera fu causata, al di là di sfortunate scelte umane, dall'arrivo di McEnroe, che lo scoraggiò nella finale di Wimbledon 1981"

-[Nadal chiamato a rete da Federer]
Clerici: "Disperato a rete"
Tommasi: "Assediato"
Clerici: "Ed anche questo non ce lo fanno rivedere: è un cialtrone, non un regista"

-Clerici: "Ma che sciagurato..."

-[A seguito di un attacco di Roddick con punto perso]
Clerici: "Probabilmente ha ragione, eccolo lì era molto lontano, non aveva spinta però uno straccio lui lo butta di là e va a rete"

-Clerici: "Questa è una palla ammirevole..."

-Clerici: "Questa è una partita da erba battuta, come dico io"

[A seguito di una scivolata di Nadal]
Clerici: "Mi pare che soggiorni un po' a lungo lì per terra, si era preso un po' di riposo spero"

-Clerici: "Roddick poi gioca quella specie di moncherino di rovescio, con una mano sola..."

-Clerici: "E' venuto a rete con un quarto d'ora di ritardo"

-Clerici: "Ho voluto bene ad Arthur Ashe, perché altro non si poteva fare.
Un negro che difendeva i diritti suoi e dei suoi fratelli senza urlare né rompere vetrine, a bassa voce, come accadeva in altri tempi alla Camera dei Lord.
Un negro che faceva massima attenzione a vestirsi di candide flanelle, e una volta che un suo sponsor lo costrinse al blu mi disse indignato che non avrebbe rinnovato il contratto.
Un gentleman, e cioè un uomo di animo gentile.
Proprio a lui doveva toccare una trasfusione di sangue infetto di Aids.
Proprio lui doveva essere denunciato su un quotidiano da un suo corazziale che ancora scrive, senza vergogna, a pochi metri da me.
L'ultima volta che l'abbracciai, Arthur, mi parve di tenermi stretto un sacco vuoto"

-Clerici: "Poveraccio"

[Federer vince Wimbledon nel 2005 e si butta a terra]
-Clerici: "Un signore così chic che cade a terra"

-Clerici: "Era serio, Ken, infinitamente più serio di Hoad: l' unico suo difetto, a considerarlo tale, era proprio la gravità. Lo salvava il suo Tennis. La perfezione di quei grandi rovesci simili a rasoiate diveniva spesso così assoluta, che si era costretti a sorridere. Quello che non concedeva di sé, Ken lo offriva con i suoi colpi, con esecuzioni tanto immacolate da illuminare i suoi match di una luce bianchissima, un tocco di perfezione geometrica simile alle note di Mozart"

-Clerici: "Quando il piccolo Bjorn Borg iniziò a giocare, trovò fortuitamente un insegnante che lo lasciò colpire quel suo colpo diritto che ancora non si chiamava arrotata perché nemmeno io ne avevo mai visto uno simile. E anche gli lasciò impugnare, quel Maestro intelligente, il rovescio come Borghetto aveva appreso giocando ad Hockey. E il risultato fu l' immenso Borg. Mentre, con alcuni maestri canini che conosco io, Borg non sarebbe diventato Borg, ma al più un giocatore di Serie B, dotato di uno stile superatissimo e soprattutto disadatto alla sua struttura osteomuscolare"

-[Sulla finale di Wimbledon 1980 Borg-McEnroe]
Clerici: "Sono stato tre ore e cinquantatré minuti senza fare la pipì. Non solo per questo, la finale mi è parsa indimenticabile.
Prima di andar sotto, quella testa rossa e dura di Mac ha salvato qualcosa come sette match point. Prima di difendere in quel modo orgoglioso una sconfitta quasi sicura, aveva condotto il match per circa un' ora e dieci minuti, facendo apparire Borg goffo, inadeguato all' erba, a tratti impaurito"

-[Su Roscoe Tanner]
Clerici: "Come lo vidi la prima volta colpire un incredibile servizio mancino, un movimento in accelerazione, con un bassissimo lancio di palla che ne celava l'indirizzo, non potei fare a meno di pensare a un lanciatore del Baseball. E il mio amico Bud Collins, che sedeva con me, ebbe a dirmi che proprio il Baseball era stato lo sport del bambino Roscoe, a Chattanooga, la città di una famosa canzone portata tra noi dai G. I. Fuori dal campo, era un tipo di una introversa bizzarria, quel ragazzo di pelle candida seminata di efelidi. Capace anche di improvvise allegrie, ma inadatto, pareva, a lunghi sodalizi, né con i compagni di doppio, né con le ragazze"

-Clerici: "Il torneo che tutti i giovani tennisti sognano di vincere, ma che per un inglese e qualcosa più di un sogno"

-Clerici: "Stich è un giocatore polivalente: sulla terra è un terraiolo, sull'erba è un erbivoro e sul cemento è un cementaro"

-Clerici: "Tiriac, atleta di forza e resistenza belluine, campione di tennis si improvvisa"

[In riferimento a Lleyton Hewitt]
-Clerici: "Satanello..."

-[Su Pete Sampras]
Clerici: "Fu, la sua, la potenza più esplosiva del Tennis contemporaneo, certo incoraggiata, sulla battuta, dal perfezionamento e dall'ampliamento dell'area delle racchette in grafite. Fortunato nell'incontrare un grande allenatore dilettante, il dottor Fisher, che lo costrinse ad un rovescio a una mano, tanto più adatto per le discese a rete. Incredibilmente capace di condividere la sua vita sportiva con un'ereditaria anemia mediterranea, non trovò tuttavia, come altri attaccanti quali Connors, Becker, Lendl, la regolarità per affermarsi nel più duro dei tornei, sulla più lenta delle superfici: il Roland Garros. È questa, nonostante il suo record negli Slam, la lacuna che impedisce di classificarlo come il migliore di tutti i tempi"

Clerici: "È probabilmente per questa sua indifferenza, questo fatalismo, che Marat non rimane negli annali come il suo talento gli avrebbe concesso. In un mondo in cui il professionismo richiede ormai devozione assoluta, Marat è stato capace di vivere come un tipo bizzarro, ma dilettante. Oltre alle risse, delle quali portava spesso i segni, rifiutandosi di entrare nei dettagli, oltre l'ovvia passione per il gioco d'azzardo, rimane l'invenzione delle safinette, gruppi di giovani donne affascinate, e da lui finanziate"

-[Sulla partita più lunga di sempre, Mahut-Isner]
Clerici: "L'incontro odierno è stato, tecnicamente, ancora più modesto, tra un americano che già tendeva al record causa la statura, due metri e sei centimetri, la più alta nella storia del gioco.
A nome John Isner, sfuggito al Basket ma non a una laurea in economia nell'università della Georgia. Evidentemente noto per la sua battuta, Isner, n.19 del mondo, contava certamente di venire a capo con minor fatica del francese Nicolas Mahut, un ex ragazzo prodigio, vincitore di Wimbledon Junior dieci anni fa, e poi smarritosi, sino a scivolare all'attuale n. 148, ed essere costretto a qualificarsi.
Ma il talento sciupato doveva aver lasciato qualche briciola nel francese, meno imponente di Isner col suo metro e novanta, e tuttavia in grado di tenere botta, e addirittura rifiutarsi, alla fine, di lasciare il campo"

-[Su Ivan Lendl]
Clerici: "Era una sorta di birillo snodatissimo, con un faccino teso addosso al teschio come una pergamena a un paralume. Vederlo sorridere, anche da ragazzo, non era facile, e ancor meno facile divenne in seguito. Una volta che glielo chiesi, mi sentii rispondere, aggressivo: "Non vedo che così ci sia da divertirsi, lì dentro". Aveva ragione lui"

-Clerici: "Facciamo pure, e cerchiamo di spiegare che non solo è totalmente mutata la gestualità di quello che fu chiamato lawn (prato) tennis, ma sta cambiando il tipo di atleta protagonista. Il tennista di trent'anni addietro poteva essere uno stupendo atleta, come fu Borg, ma la sua muscolatura non ricordava certo quella di un wrestler.
I suoi gesti non conoscevano la violenza capace di causare le esasperate rotazioni che io chiamo arrotate.
I fondi sui quali il giocatore si ritrova a scattare, correre, e soprattutto a frenare erano praticamente erba e terra.
 E, di conseguenza, i microtraumi non erano lontanamente paragonabili. Metà della stagione si svolge ora sui campi hard, duri, spesso in cemento. Non esiste, al mondo, nessun altro sport che coniughi le corse e il cemento"

-Clerici: "Fu, quella di New York la volta che vidi Sampras incredulo ancor prima che battuto, ricordo addirittura un suo esordio in conferenza stampa in cui mi parve desideroso di un umano conforto, invece che di una scusa tattica. «Safin ha giocato un tennis che non conoscevo», disse, e nello scuotere il capo, incredulo, pareva rivedere dei flash di quanto gli era accaduto in campo.
E, infatti, finì per aggiungere: «Spero sia una specie di incubo, e che non si ripeta».
Il Safin di quel giorno fu probabilmente, il miglior tennista dell'ultimo decennio. Destinato a non ripetersi per ragioni che uno psicoterapeuta saprebbe meglio analizzare dello scriba"

-[Su Jimmy Connors]
Clerici: "La sua grande annata fu il 1974, quando una squalifica della Federazione Internazionale gli impedì, forse, un successo a Parigi che l'avrebbe ammesso al poker del Grand Slam. Precursore, se non inventore, del rovescio bimane, mai si arrese alla superiorità di Borg, né, come l'Orso si fu ritirato, a quella di Mac. Non meno antisportivo di Mac, non meno disonesto nel carpire punti, riuscì ad incendiare come nessuno, eccettuato Agassi, il pubblico del nuovo Flushing Meadows, inaugurato nel 1978"

Clerici: "Ho visto per la prima volta il giovane Federer nel corso del torneo jr. di Wimbledon del 1998. Era il 2° o 3° turno di una gara che avrebbe finito col dominare, e io passavo per caso tra i vialetti dei campi secondari.
Vidi un tipo battere, fare un passo in avanti e affrontare un rimbalzo con una velocità di braccio, più che insolita, incredibile. D'un colpo, quel viso squadrato, ornato di un naso a patata, parve sovrapporsi ad un altro, biondo, di qualcuno che conoscevo bene, con cui avevo addirittura giocato: Lew Hoad. Quello che spinse Pancho Gonzales ad affermare: "Io sarò certo il miglior tennista del mondo ma, se è in giornata, Lew Hoad mi batte"

-Clerici: "Il Federer di oggi è infatti praticamente ingiocabile. Per cominciare, il suo campo pare più stretto degli abituali otto metri e ventitré, perché il fenomeno posa i piedini negli immediati dintorni della linea di fondo, e si rifiuta recisamente quanto serenamente di indietreggiare. Lì piazzato, Roger ribatte tutto quanto l' avversario tenti di inviargli con gesti che, se non proprio mezze volate, son trequarti di volata. Un po' alla McEnroe, se permettete, ma ad una velocità quasi doppia. Il suo lavoro di avambraccio ricorda quello di Sugar Ray Robinson, quello di ginocchia il miglior Tomba su un paletto: non sono certo iperboli, ma pallide similitudini. Oltre alla sublime qualità del gesto, il Federer di oggi possiede, im massimo grado, le caratteristiche del killer, sportivo, beninteso. Gioca al massimo delle possibilità non appena il punto diviene – come ben dice il Tommasi – pesante. Si supera, insomma, negli scambi decisivi.“
-Clerici: "Lew Hoad era proprio diverso. Picchiava, saltava, sbuffava, la camicia poteva anche uscirgli dai pantaloni, a Rosewall non uscì mai durante tutta la sua carriera, e c' era rischio che litigasse col pubblico, o con un giudice di linea.
Si dannava per vincere, andava in forma, usciva di forma, si infuriava per una sconfitta e subito si dimenticava, c'era subito un bel concerto jazz o ancor meglio un bel match di boxe, e, infine, quando si fece maggiorenne, una bella bottiglia.
Il suo limite fu probabilmente l'incapacità ad attendere, a immaginare che quel divertimento in pieno sole, di fronte a migliaia di persone, avesse anche ben precise regole tattiche, e fosse strettamente connesso con la necessità di non sbagliare. massiccio com'era, Lew aveva bisogno di molto lavoro per andare in forma, e non sempre ne ebbe voglia, non sempre arrivò al massimo nel momento opportuno"

-[Su Roger Federer]
Clerici: "Le ripetute lacrime di Federer, depurate da ogni sospetto di soap opera, hanno sottolineato anche per i più scettici una gioia che mai aveva esternato, ad eccezione forse del suo primo Wimbledon.
E ci hanno aiutato a capire l'incredibile fragilità psichica contro la quale è costretto a battersi questo superdotato.
Tipo che ammise, con me, di non aver letto Freud, quasi certamente per paura, prima che per insufficiente cultura"

-Clerici: "La volee era una benedizione laterale"

-[Su Ivan Lendl]
Clerici: "Ma la mania più grande, quella che dovrebbe averlo reso, se non simpatico, quantomeno ammirevole, fu quella di voler vincere Wimbledon. Per strappare anche quella corona dello Slam, la più gloriosa, Ivan cambiò tecnica, ingaggiò uno specialista quale Tony Roche, arrivò addirittura, nel 1990 a saltare un Roland Garros accessibilissimo per dedicarsi all'erba anima e cuore. Ma anche in quell'edizione, come nelle due finali dell'86 e dell'87, Ivan non riuscì ad aver ragione di un autentico giardiniere, nella fattispecie Edberg"

-[Su Andy Murray]
Clerici: "Nato, per cominciare, in una Scozia vivamente regionalista, capace lui stesso di rivendicarne la diversità, è stato spesso considerato nei giorni neri "Scozzese", in quelli felici "Inglese". Figlio di mamma ciecamente determinata alla sua affermazione (insomma, un mammo), ha trascorso gli anni formativi in Spagna, uscendone con uno stile certo più simile ad un arrotino che ad un giardiniere. Nato con un manina benedetta, non manca certo di lucidità tattica, di qualità che lo portarono, lo scorso anno, ad una finale dello US Open in cui l' accumulo di stanchezza non gli consentì di competere con Federer"

Clerici: "Vederli fianco a fianco, il Divino [Roger Federer] e Tipsarevic, sul campo, mi spinge a domandarmi come sia possibile che un tennista elegante, creativo, insomma un grande artista quale il mio svizzero, sia del tutto disinteressato alla lettura, a partire, come ho scritto ieri, dalle sue stesse biografie. È tuttavia da poco iniziato il cosiddetto match, che i miei dubbi intorno alla cultura di Roger svaniscono, mentre mi dico che, probabilmente, Nijinsky e Nureyev non erano pronti ad affrontare l'esame di maturità, ma nemmeno minimamente interessati a farlo. Forse si sarebbero astenuti dall'indossare una maglietta viola, sfuggita da qualsiasi attore sul palcoscenico, ma anche di questo il Divino non è a conoscenza, soltanto intento ai suoi gesti sublimi, che arrivano addirittura a conquistare l'ammirazione dello sportivissimo e malandato avversario. Un mio vicino, uno scriba inglese che sta componendo un epicedio sulla scomparsa del rovescio a una mano, mi fa notare i vantaggi di quell'arma nella panoplia guerresca di Roger. Non solo lo taglia spessissimo, facendo scivolare la palla sul rugoso tappeto quasi fosse l'erba di Wimbledon; ma se ne serve per mortiferi dropshot, alternandoli poi con violenti passanti liftati, che lasciano ancor più scorato dei microbi il povero Tip"

-[Su Mats Wilander]
Clerici: "Secondo soltanto al suo connazionale Borg per doti podistiche, imbattibile oltre le quattro ore di gioco, ebbe l'intelligenza di alternare ad un nativo rovescio bimane un gesto ad una sola mano. Mancato il poker nel 1988 per inadeguatezza all'erba, parve appagato da quella grande stagione, e si lasciò sedurre da divagazioni oppiacee"

-Clerici: "Nel 1977, Vilas vinse quarantasette partite, prima di cadere alla quarantottesima in modo curioso. Un genietto austriaco, Werner Fisher, aveva inventato un curioso modo di incordare le racchette, e un filologo yankee le aveva soprannominate "Racchette Spaghetti". La rotazione assestata alla palla era tale che, indignato, Vilas si ritirò per lasciare la finale di Aix en Provence a quel birbo di Nastase, armato della Spaghetti. La racchetta fu poi dichiarata illegale, ma la lunga striscia di Vilas era ormai interrotta"

-Clerici: "Non era, il suo modo di colpire, un colpo di pennello di quelli che fanno godere l'autore.
Ivan era un regolarista, e un picchiatore. Proprio per lui, mi venne da adattare il termine "regolarista", che avevo coniato per Borg, in "regolarista d' attacco".
Se, da piccolo, ai tempi in cui era stato mondiale junior, Ivan si era limitato a rimandare, attendendo la palla buona per avventarsi con il diritto, via via andava migliorando la battuta, dall'alto di un metro e 86 ragguardevole per gli anni Ottanta. E, pian piano, abbandonava un rovescino tagliato e velenoso per una terribile sberla liftata, che non sarebbe servita soltanto a passare, ma anche ad attaccare. Dominato all'inizio dal ritmo superiore di Jimmy Connors, dalle volée e dai tocchi di John McEnroe, Ivan riuscì a riguadagnare un buon metro di campo ai due geni, per rendergli la vita difficile e spesso impossibile.
Contro di lui, vincere di regolarità, o in palleggi aperti, era quasi impossibile. Rallentargli il gioco era impresa suicida.
E bisognava allora attaccarlo.
Un bel problema, perché Ivan passava quasi altrettanto bene di rovescio che di diritto"

-[Su Roger Federer]
Clerici: "Per quanto mi riguarda, lo ritengo di gran lunga il più dotato della sua generazione, l'unico capace di giocare a tutto campo, come accadeva prima delle invenzioni delle padelle supersoniche, quelle che hanno consentito ad un gioco di divenire uno sport"

-Clerici: "Questa deliziosa rappresentazione ci sarebbe stata offerta da un giovanotto che avrebbe potuto scegliere il suo destino non su un court, ma su un palcoscenico, uno che, ancor prima di diventare campione, attore è nato.
Nell'annuale show che i tennisti offrono ad un pubblico di addetti ai lavori, il mercoledì di ogni anno, Djokovic era stato la star, un imitatore che, volendo, sarebbe potuto divenire un protagonista alla Teocoli, alla Crozza.
Persino i bersagli delle sue imitazioni, Nadal, Federer, erano stati costretti a divertirsi, di fronte ai propri difetti ingigantiti"

-Clerici: "Se Cochet è stato scritto fu l' inventore di se stesso, e Borotra il regista di se stesso, Lacoste fu il suo stesso allenatore. Un allenatore raffinatissimo, severo sino alla crudeltà, addirittura maniaco"

-Clerici: "L'australiana Yvonne Goolagong è nata a Varellan, un paese di ottanta persone dove la casa più bella è un silos"

-Clerici: "Quanto andava la prima?
Tommasi: "185 km/h e gli è tornato indietro un siluro"
Clerici: "Mamma mia"

-Clerici: "L'individualismo, l'internazionalità, le antiche origini regali, dovrebbero fare del Tennis un gioco alieno dalle sanguigne passioni di sport più volgari"

-[Su Ellsworth Vines]
Clerici: "Nessun altro vinse Wimbledon e Forest Hills a vent'anni, per divenire campione del mondo e passare al professionismo l'anno seguente, dopo una stagione disastrosa. Nessuno, fino alla Grande Guerra, colpì la palla con altrettanta violenza, con l'unico scopo di fare il punto, sempre"

-[Riguardo alla situazione del tennis femminile riferito alle Williams]
Clerici: "Abbiamo bisogno di una terza sorella"

-Clerici: "Ancora adesso, scrollo la testa. Quel passante, che forse Dino Zoff avrebbe deviato in angolo, Adriano arrivò a giocarlo, e a metterlo dove andava messo, fuori portata"

-Clerici: "Alcuni tennisti immortali hanno iniziato giocando al benedetto battimuro.
Ha cominciato così René Lacoste, quello del coccodrilletto, e ci giocava tanto che suo papà doveva fargli intonacare il muro ad ogni stagione"

-Clerici: "Poi Djokovic è straordinario. Le sue imitazioni erano divertentissime.
Peccato che alcuni non abbiano gradito.
Sai cosa mi disse Fiorello: "Questo può diventare più bravo di me".
Magari finito di fare il tennista si divertirà a far l'attore.
Poi il campione è anche attore, in fondo, almeno sul campo.
C'è una componente di teatralità nel campione"

-Clerici: "I match, è noto, si vincono dentro di noi. Vanno immaginati costruiti in ogni dettaglio, quasi fossero i cartoni di un affresco. Sul campo, poi, bisogna essere svelti a mettere i colori"

-Clerici: "Clamoroso che l'arbitro non ha chiamato l'overrule. Si vede che sta lì a fare il contabile"

-Clerici: "Uuuuh non è vero!"
Tommasi: "Come non è vero?"
Clerici: "Be' insomma ma gli ha fatto un'angolazione assolutamente disumana"

-[Dopo diversi aces di Federer]
Clerici: "Be' come ti sei permesso...a raggiungere una palla break? Ti faccio 2...3 aces!"

-Clerici: "Due righe Rino, due! Una di quà e una di là"

-Clerici: "Vorrei rivederlo perchè mi pare abbia giocato da fuori il paletto"

-[Riferito a Federer]
Clerici: "Era lontano dalla palla perchè lo vedete non era in spaccata, voglio dire il suo baricentro andava a spasso. Prima ha fatto un allungo e sembrava un telemark, guarda come riesce a mantenere l'equilibrio"



RINO TOMMASI
-Tommasi: "Nella sua migliore giornata il russo avrebbe potuto battere chiunque, solo che di buone giornate ne ha avute poche.
Il talento, comprese le qualità atletiche, non si discute ma il tennis e lo sport richiedono altre doti ed altre priorità.
Il Tennis è sempre stata la più importante per Federer, Safin si è concesso altre distrazioni"

-Tommasi: "Barry MacKay è stato un campione che non si è mai preso sul serio. Da giocatore dilettante prima, da professionista della troupe Kramer poi, da commentatore per la NBC, da compagno di merende e di bevute fino agli ultimi giorni della sua vita non si è mai negato una battuta, un ricordo, una risata"

-Tommasi: "Il Tennis avrebbe bisogno di un Nastase ad ogni generazione"

-Tommasi: "È tutta la vita che dò i numeri"

-Tommasi: "Gran dritto, difficoltà 11"

-Tommasi: "Ci rimane il ricordo di 40-45 minuti di grande tennis giocati da Federer, che ha infilato la gemma di un recupero laterale probabilmente più complicato da descrivere di quanto non sia stato per Federer eseguirlo. È stato un colpo che chiunque possieda un televisore avrà modo di vedere più volte, perché è ideale sia per comporre una sigla tennistica di buona qualità sia per dimostrare che cosa siano il talento e la capacità di rendere semplici le cose difficili"

Tommasi: "Forse Jimmy Connors anziché il tennista avrebbe dovuto fare il pugile"

Tommasi: "Forse Borg è stato il più grande atleta che abbia mai giocato a tennis. Ci sono stati, prima e dopo di lui, molti tennisti che servivano meglio e che potevano giocare la volée con maggiore disinvoltura ed efficacia ma che contro Borg andavano in campo con pochissime probabilità di vittoria"

[Durante Federer-Hewitt]
-Tommasi: "Per ora KO tecnico"

-Tommasi: "Poi controlla con serenità la rete"

-Tommasi: "Velenoso questo cross di dritto"

-Tommasi: "Questo è un colpo di difficoltà 12 della scala Mercalli"

-Tommasi: "Non lo sapremo mai ma quelle due strisce di cinque game consecutivi che Djokovic ha infilato dal 3 a 1 per Federer nel secondo ed ancora nel terzo set mi fanno pensare che il campione svizzero abbia smarrito prima ancora dei suoi magici colpi quella spavalda sicurezza che gli ha quasi sempre consentito di risolvere molte partite.
In altre parole temo che Federer si sia troppo abituato a perdere e che consideri la sconfitta una possibilità dopo che per molti anni l'aveva rifiutata"

-[Su Jimmy Connors]
Tommasi: "Il tennista più simile, negli atteggiamenti gladiatori e nella determinazione agonistica, a un pugile. Pur essendo stato sconfitto sempre in modo scoraggiante da Borg, è andato ogni volta in campo convinto di vincere"

-[Su Ivan Lendl]
Tommasi: "Questo campione ha compensato con il rigore e la determinazione quel pizzico di talento in meno che una natura, comunque generosa, gli ha messo a disposizione"

Tommasi: "Molti tennisti in ogni parte del mondo hanno indossato le magliette con la coroncina di alloro senza sapere che, prima di essere una marca, Fred Perry era stato un campione"

-[Su Stefan Edberg]
Tommasi: "È stato il più elegante interprete del tennis serve and volley. La sua correttezza e il suo comportamento in campo hanno indotto qualche critico a ritenerlo incapace di lottare"

-Tommasi: "Sono convinto che nessuno abbia giocato a tennis come Hoad ha fatto nei suoi anni migliori. Purtroppo cronici problemi alla schiena gli hanno accorciato la carriera e gli hanno impedito di vincere ciò che avrebbe potuto"

-Tommasi: "Le volèe su terra le devi giocare d'attacco, su erba l'importante è mandare di là la palla che muore poi nell'erba"

-Tommasi: "Per scoprire il segreto di Hoad era sufficiente stringergli la mano, e rendersi conto dell'incredibile forza che aveva nel polso"

-Tommasi: "Lleyton Hewitt ha sfruttato al meglio, vincendo due prove importanti del Grande Slam, la fase di passaggio dal dominio di Pete Sampras a quello di Roger Federer. Ha compensato con grandi qualità agonistiche e di corsa alcuni limiti tecnici, anche perché la grande tradizione del tennis australiano aveva già iniziato prima di lui un declino nella produzione di campioni e di talenti difficile da spiegare senza uno studio più ampio della società australiana"

-Tommasi: "Ted Schroeder è stato probabilmente il più forte dilettante che abbia mai giocato a tennis. Per dilettante intendo un signore che ha sempre svolto un altro lavoro e che utilizzava le sue vacanze per giocare qualche torneo. Curiosamente lo si vedeva solo in Australia, da dove inviava i suoi commenti a una radio americana che gli aveva affidato quell'incarico fin dai tempi in cui non erano molti i giornalisti che seguivano regolarmente il circuito"

-Tommasi: "L'erba è una superficie che sarebbe già sparita dal Tennis se non fosse stata tenuta in vita da Wimbledon, ma è anche la più onesta nei confronti del talento.
Sulla terra si può vincere con la pazienza e con la corsa, sul cemento con la violenza, sui prati ci vuole molto di più"

-Tommasi: "McEnroe è uno di quei giocatori che non possono essere trascurati quando si tratta di risolvere un quesito antico, stabilire cioè chi sia stato il più forte tennista di tutti i tempi.
Premesso che la trasformazione del gioco e delle racchette rende impossibile una risposta credibile e convincente, credo che si possa indicare in McEnroe il tennista più geniale in tutta la storia di questo gioco.
La sua magica mano sinistra sapeva ricavare traiettorie incredibili, rotazioni diaboliche, angoli che buttavano l'avversario fuori dal campo"

-Tommasi: "Ah era out? Una volta Federer ha battuto il falco!"

-Tommasi: "La giornata non si può chiudere senza ricordare Jack Kramer, il campione che ha dominato il tennis nell'immediato dopoguerra come nessuno ha fatto prima e dopo di lui e che si è spento ad 88 anni.
Nato a Las Vegas il 1° agosto 1921, Kramer è stato penalizzato in termini di risultati dalla guerra che gli ha sottratto i sei anni migliori della sua carriera"

-Tommasi: "L'Australian Open ha una storia meno antica e meno nobile rispetto agli altri tornei dello Slam. Il libro d'oro si salva perché arricchito dai nomi dei grandi campioni australiani che per anni hanno fatto dell'Australia il primo paese del mondo.
Quando la generazione di quel grande motivatore (più che maestro) di Geppetto Hopman si è esaurita lasciando i Sedgman, i Cooper, gli Hoad, i Rosewall, i Laver, i Newcombe ed i Roche senza eredi, gli australiani hanno reagito e hanno capito che senza i campioni di casa il loro torneo sarebbe morto senza la partecipazione dei migliori campioni stranieri.
Per convincerli alla lunga trasferta hanno dovuto rinunciare all'erba e costruire un nuovo stadio"
-Tommasi: "Roddick è un campione incompleto.
Avesse avuto un rovescio adeguato, la sua carriera e la stessa storia del tennis degli ultimi anni sarebbero state diverse.
Il suo Tennis si è sempre basato su un dritto devastante e una prima di servizio con la quale ha raggiunto velocità impossibili per i colleghi. Questi due colpi gli hanno impedito, o più probabilmente non gli hanno fatto ritenere necessario, di lavorare sul rovescio, sul quale sono intervenuti senza successo allenatori ed ex campioni (Connors)"

-Tommasi: "Se l'immagine di Agassi si è trasformata negli anni (spariti i capelli, più castigati gli abiti) sono rimaste identiche le sue caratteristiche di giocatore, che ha inventato un nuovo stile di gioco. Una volta gli attaccanti andavano a rete, i regolaristi stavano in fondo, Agassi è stato un attaccante da fondo, un tipo di gioco reso possibile dalla sua qualità primaria, uno straordinario, inimitabile senso dell'anticipo sostenuto da una eccezionale coordinazione. Arrivando prima sulla palla riusciva a trovare angoli e traiettorie che gli consentivano di dominare il gioco e dettare i tempi"

-[Nel 1983]
Tommasi: "Se Stefan Edberg non vince il torneo di Wimbledon entro cinque anni, smetto di scrivere di Tennis"

-Tommasi: "Se avessi avuto la possibilità di scegliere un modello e di realizzare il sogno di giocare come lui, non avrei avuto esitazioni: avrei voluto giocare come Ken Rosewall"

-[Su Rod Laver]
Tommasi: "Tra le molte qualità che gli hanno consentito di essere considerato forse il miglior tennista di ogni epoca penso che la velocità di esecuzione sia stata la più importante.
È probabile che essere mancino lo abbia aiutato nel rendere micidiale il suo servizio da sinistra, quasi sempre seguito a rete"

-[Su Evonne Goolagong]
Tommasi: "Talmente gentile ed elegante da dare l'impressione che le dispiacesse, vincendo, procurare un dolore alla sua avversaria"

-Tommasi: "O mamma miaa"

-Tommasi: "Un gancio sinistro, il dritto di Nadal"

-Tommasi: "Non sono qui a vendere tappeti"

-Tommasi: "I pronostici li sbaglia solo chi li fa"

-Tommasi: "Pioggia di circoletti rossi"

-Tommasi: "Salva il match point con questo rovescio, dopo un palleggio abbastanza avventuroso"
"Stavo pensando rocambolesco, mentre tu pronunciavi avventuroso. Guarda quà cosa ha ripreso il mostro"

-Tommasi: "Non puoi giocare da fondo campo contro Aaron Krickstein, lui sbaglia solo dopo 120 scambi"

-Tommasi: "Il computer sa fare il conto ma non conosce il Tennis"

-Tommasi: "Chiamato a rete rivelava le sue umili origini"

-Tommasi: "Si decide tutto al 7° game...la chiave del gioco!"

-Tommasi: "Chiamato a giocar di fino rivelo le su umili origini"

-Tommasi: "Ci pagano per svolgere un lavoro per il quale pagheremmo noi"

-Tommasi: "Minibreak, 3 a 0 pesante!"

-Tommasi: "La classe è la qualità di giocare bene i punti importanti (non l'eleganza dello stile!)"

-Tommasi: "La superficie di Flushing Meadows è la superficie più onesta"

-Tommasi: "Negli Stati Uniti hanno costruito Flushing Meadows in 8 mesi: lo stesso
tempo che occorre in Italia affinchè una pratica passi da una scrivania ad
un'altra"

-Tommasi: "Pete Sampras credo che non vincerà Wimbledon perchè serve troppo forte per
avere il tempo di arrivare a coprire la rete"

-[Su Sampras, dopo qualche anno che fece incetta di Wimbledon]
Tommasi: "Su Sampras credo di essermi sbagliato"

-Tommasi: "E' possibile essere oggettivi, è impossibile restare neutrali"

-Tommasi: ‎"Palla calante, voleè perdente"

-Tommasi: "Il doppio non è più di nessun interesse da quando è disertato dai giocatori più importanti"

-Tommasi: "Il miglior giocatore erbivoro"

-Tommasi: "Butta la palla di là e può darsi che non ritorni"

-Tommasi: "Il girone all'italiana è una formula che non va bene per il tennis, chi perde deve andare a casa e non può vincere il torneo come invece successo spesso al Master"

-Tommasi: "Il migliore di tutti i tempi non esiste! C'è solo il migliore di ogni epoca tennistica!"

-Tommasi: "Il periodico medio" (6-4 6-4)

-Tommasi: "Dritto anomalo"

-Tommasi: "Ricamo!"

-Tommasi: "Spaventoso questo rovescio di Federer"

-Tommasi: "Il fuso orario non lo abbiamo inventato noi"

-Tommasi: "Il Tennis è il ritratto della vita, ti insegna sia a vincere sia a perdere!"

-Tommasi: "Una seconda robusta!"

-Tommasi: "E' in uno stato di grazia, non si puo' far nulla contro di lui!"

-Tommasi: "Si doperebbero solo per vincere il torneo del condominio"

-Tommasi: "E' un regolarista falloso..."

-Tommasi: "Un onesto terraiolo"

-Tommasi: "Si è trovato nella terra di nessuno"

-Tommasi: ‎"Ha fatto una figura da cioccolataio"

-Tommasi: "Davydenko ha il fisico da impiegato del catasto"

-Tommasi: "Volèe artigianale"

-Tommasi: "Questa avrebbe ucciso un elefante"

-Tommasi: "E' un giocatore che timbra tutti i giorni il cartellino"

-Tommasi: "Il doppio è un altro sport". E, come ha già detto qualcuno, "un malato terminale".

-Tommasi: "Un parente molto stretto del match-point"

-Tommasi: "Non è detto che nel Tennis chi fa più punti vince la partita...perchè i punti non sono tutti uguali"

-Tommasi: "Nel Tennis non sempre 1+1 fa 2"

-Tommasi: "La Davenport sarebbe campionessa del mondo di Tennis, se il Tennis sì giocasse da fermi"

-Tommasi: "Ahia si avvicina l'uomo della pioggia"

-Tommasi: "Al tie break vince chi sbaglia meno"

-Tommasi: "Sta giocando in braccia allo spettatore della prima fila"

-Tommasi: "Cambio gomme"

-Tommasi: "Bentornati a Wimbledon, sul campo centrale sono stati messi i teloni, Giove Pluvio ha deciso che non si deve giocare"



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