Visualizzazioni totali

mercoledì 12 aprile 2017

Russ Hamilton e gli Scandali UltimateBet ed Absolute Poker

“Le puntate grosse attirano i polli col soldo e questi ultimi attirano gli squali” (e quindi truffatori)

Russ Hamilton, nato a Detroit, riuscì a vincere il Main Event WSOP del 1994 per oltre 1 milione di dollari, battendo Hugh Vincent.
In seguito divenne proprietario di UltimeteBet, Poker room del circuito Cereus, con il quale si rese protagonista di una delle truffe di Poker online più grandi di tutti i tempi.
UltimateBet ma coinvolto ci fu anche il sito Absolute Poker, entrambi del network Cereus,
Gli inganni iniziarono nel 2003 e durarono sino al 2007: Hamilton, infatti, era riuscito a manomettere il sistema di sicurezza della Poker room e a creare DEI “super-user” capaci, attraverso un software di terze parti (God Mode), di vedere le carte degli avversari in tempo reale e trarne, ovviamente, profitto.
Hamilton riuscì a vincere una cifra tra i 16 e i 18 milioni di dollari, raggirando numerosi giocatori famosi e non.
Hamilton viene beccato per via di alcune registrazioni dove afferma spudoratamente di aver fatto utilizzo del “God Mode” e di aver vinto circa 20 milioni di dollari, dichiarando però al fisco soltanto una somma di 5,2 milioni di dollari.
Nel file audio, inoltre, compaiono anche le voci di Greg Pierson, fondatore di UB, Daniel Friedberg e Sanford Millar, implicati anche loro nella truffa: i quattro cercavano un modo di uscire fuori da questo scandalo, in quanto la frode era ormai diventata troppo grande agli occhi di tutti e si sentivano ormai braccati dalle forze dell’ordine.
Dai dialoghi emergono anche alcune vittime illustri di questo sistema: a Prahlad Friedman, per esempio, sono stati sottratti circa 360.000 dollari (poi gli è stato proposto di entrare nel team pro come parziale risarcimento).
Anche Mike Matusow è caduto nella trappola, ma il più danneggiato è stato Ben Affleck (tradito anche da una donna, Annie Duke).
Quando Affleck accedeva ad UltimateBet, il software truffaldino avvisava della sua presenza ed Hamilton era pronto a sedersi allo stesso tavolo: con questo metodo sono stati sottratti alla stella di Hollywood più di 500.000 dollari.
Hamilton, inoltre, tira in ballo la stessa Duke: “Lei era a conoscenza di tutto ed utilizzava il “God Mode” anche se poteva visualizzare le carte con un ritardo di 15 minuti, però era in grado di studiare meglio la hand history degli avversari.”
Annie si difese dicendo "Ho avuto accesso alla visualizzazione ritardata delle carte soltanto per alcuni tornei di UB dove svolgevo il compito di commentatrice radiofonica".


GIOCATORI IMBATTIBILI
Hamilton si faceva prestare dalla sua malcapitata vittima 50.000$ per iniziare l’heads-up e dopo pochi mani riusciva puntualmente a saldare il debito.
In un paio di ore di gioco ripuliva il bankroll degli avversari, osservando le loro carte.
Riguardo Absolute Poker, l'informatico Todd Witteles è stato tra i primi ad accorgersi che qualcosa non andava: un giocatore, noto sul portale come "Grey Cat", si comportava come un novizio e secondo Witteles lo faceva deliberatamente e con l'obiettivo di "demolire il gioco giorno per giorno".
Contemporaneamente, su Ultimate Bet, altri giocatori si erano accorti di una serie di vittorie praticamente infinita e statisticamente impossibile.
David Paredes, graduato di Harvard che grazie al poker online ha pagato il mutuo della scuola di legge e mantiene il suo costoso appartamento a New York, ha finito per essere debitore di "qualcosa come 70mila dollari" nei confronti di un certo "Nio Nio".
E agli altri stava andando anche peggio: Nio Nio aveva collezionato somme tra i 70mila e 250mila dollari sulle carte di credito (o meglio di debito) degli sfortunati e ignari giocatori.
Serge Ravitch, un altro ex-legale trasformatosi in giocatore professionista di bische online, ha cominciato a tracciare le vecchie partite con un software chiamato Poker Tracker, scoprendo che in sostanza questo Nio Nio non sbagliava un colpo, come se sapesse sempre quali carte fossero in mano ai partecipanti al gioco.
Non potendo rivolgersi alle autorità, i giocatori si sono fatti inviare da Absolute Poker, in maniera apparentemente "fortuita", un foglio di calcolo in formato Excel con 65mila righe contenenti le mani giocate contro un sospetto baro, tale "Potripper".
Michael Josem, un altro frequentatore di Absolute Poker, ha ricavato da quel file un'analisi statistica che confermava, al di là di ogni ragionevole dubbio, l'infallibilità di Potripper e del giocatore che si nascondeva dietro questo nickname.
Procedendo con le indagini, i giocatori hanno infine scovato la location in cui è registrata la società di Absolute Poker, in Costa Rica e ben al sicuro dalle leggi USA, e il luogo dove sono attualmente ospitati i server da cui vengono gestiti i giochi d'azzardo online, una riserva poco fuori la città canadese di Montreal.
Il gioco online è illegale in Canada, ma il particolare status giuridico della riserva Mohawk Kahnawake ha fatto sì che nel posto convergessero attori del gambling telematico.
Quel che è peggio è che Hamilton, ex-dipendente di Absolute Poker, è stato protetto dietro l'anonimato per aver deciso di collaborare con la società spifferando il modo in cui ha agito online per questi quattro anni.


LE SANZIONI
Nel 2009 la Kahnawake Gaming Commission rese note le proprie decisioni finali in merito allo scandalo Ultimate Bet.
Il risultato fu una multa di $1.5 milioni e la richiesta di rimborsi ad una lista di giocatori per $22 milioni.
La KGC è colei che concede licenze e regolamenta le attività di gioco dal Mohawk Territory Of Kahnawake, Quebec.
Le indagini della KGC hanno permesso di individuare 117 nicknames appartenenti a 23 account coinvolti in attività di baro.
All’avvio delle investigazioni, si era già messa in preventivo la possibilità di non riuscire ad identificare con assoluta certezza e precisione l’identità dei possessori di quegli accounts.
La KGC stessa aveva infatti affermato che "la maggior parte dei dati più rilevanti era preservata in un database frammentario e non completamente aggiornato fino al febbraio 2006".
Stando al rapporto della KGC "la maggior parte dei dispositivi e indirizzi IP usati per il cheating erano direttamente collegati con Russell Hamilton. La maggior parte degli accounts illegali trasferiva denaro per mezzo del conto giocatore di Russell Hamilton."
Anche se Hamilton è stato con buona probabilità colui che ha tratto maggiore profitto dalle attività fraudolente, la KGC ha incolpato altri 31 cospiratori in questa attività criminale.

Nessun commento:

Posta un commento