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giovedì 27 aprile 2017

Le Mafie e Il Gioco D'Azzardo Illegale: Da New York A Chicago

“In un casinò la regola fondamentale è di farli continuare a giocare e costringerli a tornare. 
Più giocano e più perdono. Alla fine becchiamo tutto noi”

L'adottare misure nei confronti del Gambling è un qualcosa che esiste da sempre e soprattutto negli USA ha avuto importanti ripercussioni nel corso del secolo appena passato.
Tutto ciò per via delle mafie.
Videopoker, Slot Machine, Gioco D'Azzardo, Scommesse Clandestine e in tempi recenti Poker e Scommesse online sono sempre stati ostracizzati dal sistema, proprio perchè storicamente c'è chi se ne approfitta.
Le lotterie erano diffuse già a fine del 700, esse rappresentavano la fonte primaria da cui ricavare fondi necessari per il commercio e nuove costruzioni.
La prima casa per il gioco d’azzardo degli Stati Uniti fu aperta a New Orleans nel 1822 da John Davis che ebbe la felice intuizione di avviare un club aperto tutto il giorno ogni giorno della settimana in cui i giocatori potevano dannarsi intorno al tavolo da Poker, ma anche mangiare, bere e divertirsi con le roulette.
Decine e decine di locali simili a questo sorsero in tutta New Orleans, rendendola presto la capitale del gioco d’azzardo e in questo ambiente proliferarono anche i Gambler, i bari ed altra gente pericolosa.
La zona della città più famosa era quella nei dintorni del porto, chiamata “The Swamp” da cui persino la polizia stava alla larga e in cui era possibile guadagnare al tavolo da gioco ingenti somme che magari venivano rapinate appena fuori dal locale.
Il 1835 è caratterizzato dalla nascita di un movimento che si contrappone al gioco d’azzardo.
Nei 30 anni successivi nel Missouri e nel  Kentucky viene sancito il divieto delle lotterie e nel 1891 diventa illegale nella maggior parte degli stati USA.
Nel mentre però si diffondono sempre di più le Slot Machine (a San Francisco, nella famosa "costa dei barbari"), la California è l’ultimo stato a sancire il divieto.
Nel 1911 vengono bandite le Slot Machine.


IL RILANCIO DEL GIOCO D'AZZARDO
Il crollo di Wall Street e la grande crisi del 1929, comporta la perdita per gli Stati Uniti di 30 miliardi dollari, motivo per cui, il governo americano per rilanciare l’economia, decide di ricorrere nuovamente al gioco d’azzardo.
Nel mentre da New Orleans e California, la patria del gioco d'azzardo clandestino diventano i grossi centri americani gestiti dalla malavita: New York, Cleveland e Chicago in primis.


MAFIA IN AMERICA
New Orleans era stato il centro che aveva dato il là al gioco d'azzardo, poi come abbiamo visto il tutto si era trasferito in California.
Nel mentre New Orleans era diventata la patria del traffico degli stupefacenti, Filadelfia quella delle bische clandestine, Miami aveva locali e sale da gioco gestiti da boss mafiosi, Chicago invece era la patria del Racket di scommesse e gioco d'azzardo.
Detroit grazie alla Detroit Partnership gestiva il narcotraffico e il riciclaggio di denaro sporco (sempre tramite Scommesse e non solo ovviamente).
New York anni 20, 30, 40 e 50 non era da meno, soprattutto la zona ad Est disseminata di sale da biliardo e circoli sociali gestiti dalle mafie.
Le famiglie più famose furono: i Gambino, Lucchese, Genovese, Bonanno e Colombo.
Tanto erano forti queste famiglie che si ricordi ad esempio Arnold Rothstein (vicino a Lucky Luciano) condizionare e far esplodere lo scandalo scommesse che colpì le World Series del 1919 (con i Chicago White Sox).
Lui iniziò la gestione di una casa di gioco a New York, diventando con il tempo un famoso e potente capo negli ambienti malavitosi, con il soprannome The Brain, ossia «La Mente».
Morì il 5 novembre 1928, un giorno dopo essere stato vittima di un agguato all' ingresso dell'hotel Park Central di New York per mano del giocatore d'azzardo George «Hump» McManus.
Spostandoci nel New Jersey, nota per i suoi casinò si può citare Atlantic City (gestita dai Bruno e Scarfo, famiglie di Filadelfia affiliate a Cosa Nostra).
Nel 1937 l'organismo che governava gli affari di Cosa Nostra a New York, inviò l'affiliato Bugsy Siegel in California per cercare di sviluppare il racket del gioco d'azzardo insieme a Jack Dragna, capo della Famiglia di Los Angeles.
Siegel scelse il gangster Mickey Cohen come suo luogotenente e, attraverso lui, iniziò a controllare il gioco d'azzardo, che avveniva su navi al largo di Los Angeles e il traffico degli stupefacenti.
Nel 1939 Siegel venne arrestato per l'omicidio del gangster ebreo Harry Greenberg, che era diventato un informatore della polizia, ma venne assolto l'anno successivo.
Il Nevada (Las Vegas) legalizza la maggior parte delle forme di gioco d’azzardo per rilanciare il turismo di cui gode a seguito del completamento del Boulder Dam (la gigantesca diga tra Nevada ed Arizona).
Nel 1947 Bugsy Siegel ottiene una licenza di gioco e apre il casinò Flamingo di Las Vegas, contribuendo a farne la capitale del gioco d’azzardo degli Stati Uniti .
L’approvazione nel 1961 dell’”Act Interstate Wire”, sancisce l’illegalità delle imprese di scommesse negli Stati Uniti. .
La prima lotteria viene introdotta nel New Hampshire nel 1964, seguita da New York nel 1967 e dal New Jersey nel 1971.
Quest’ultimo, nel 1978, è il secondo stato a legalizzare il gioco d’azzardo nei casinò allo scopo di veder rinascere la zona balneare di Atlantic City.


LA MAFIA DI CHICAGO E LA CITTA' DEL PECCATO: LAS VEGAS
Da Siegel a Lansky, passando per Tony Spilotro e Sam «Momo» Giancana.
Sono tanti i boss mafiosi di Chicago che hanno contribuito nel far diventare Las Vegas la patria del gioco d'azzardo.
Rimanendo a Chicago, si può citare anche Jack Ruby che organizzava bische clandestine (specialità che lo vedeva eccellere anche durante il servizio militare), dedicandosi anche al bagarinaggio nei pressi di manifestazioni sportive.
Alla fine del secondo conflitto mondiale Jack aveva più di trent'anni ma non aveva ancora trovato un mestiere (cosa insolita per l'epoca): si aggrappò quindi alla sorella Eva, che gli aprì un locale notturno a Dallas.
L'attività di Ruby vivacchiava: il locale che aveva in gestione, il Carousel Club, era frequentato da gente malfamata, mafiosi e da numerosi poliziotti di città, cui Jack offriva ingressi, tavolini, bottiglie di alcolici e spettacoli gratuiti.
Entrò in buoni rapporti con Frank Nitti (uno degli eredi del gangster Al Capone).
In seguito cominciò a vendere scommesse.
Ruby verrà condannato il 24 novembre del 1963 per aver sparato Lee Harvey Oswald, nei sotterranei della Polizia di Dallas, uccidendolo, due giorni dopo che questi era stato arrestato con l'accusa di aver assassinato il Presidente Kennedy e il poliziotto J.D. Tippit.


FRANK ROSENTHAL E LA CHICAGO OUTFIT
Frank Rosenthal, negli anni 60, era un super esperto di scommesse, uno dei primi scommettitori professionisti che introdusse i concetti matematici e statistici nel Betting.
Ben presto passò dall’altra parte, quella del banco.
Su di lui molte ombre, con diversi arresti per truffe ai danni di altri Gamblers.
La sua abilità nelle scommesse attirarono l’attenzione della mafia di Chicago che già guadagnava grazie al Gioco d'Azzardo.
Negli anni 60 gestì la più grossa agenzia di scommesse illegali degli States, a Chicago.
L’accusa però pesante di aver condizionato il match di alcuni incontri, lo indusse a trasferirsi con la sua attività a Miami, in Florida.
Negli anni 60 gode di una reputazione nazionale come scommettitore sportivo ma iniziano a far discutere i suoi legami con i boss mafiosi di Chicago Jackie Cerone e Fiore Buccieri.
Per questo motivo finisce sotto inchiesta per alcune partite truccate.
Sempre nella stessa decade, l’FBI apre un fascicolo su di lui di ben 300 pagine.
Nonostante decine e decine di accuse nei suoi confronti, Frank viene condannato solo una volta, nel 1963, per aver corrotto un giocatore della New York University in una partita NCAA contro North Carolina.
Diventa però una “celebrità” a Las Vegas, dove si trasferisce nel 1968.
La sua bravura nel Betting indurrà i boss (in particolare Anthony Spilotro) ad affidargli la gestione dello Stardust (a Las Vegas).
Per la prima volta nella storia del Gambling mondiale, introdusse il Betting all’interno di un casinò e volle le donne servire ai tavoli come Dealer ai tavoli di Black Jack.
Grazie a ciò, gli incassi della sala raddoppiarono e il casinò diventò uno dei centri di scommesse più noti al mondo.
E’ stato uno dei primi veri manager moderni nel gestire il banco, molto preparato sotto il profilo tecnico.
Tra gli anni 70 e 80 entrò ufficialmente nella Chicago Outfit (mafia italo americana dell'Illinois).
La mafia gli affidò anche i casinò Fremont, Marina ed Hacienda (gestiti ufficialmente dall'Argent Corporation), ma le autorità del Nevada quando scoprirono nel 1976 il giro di riciclaggio per conto della malavita, gli ritirarono la licenza.
Furono arrestate 18 persone.
Frank riuscì a corrompere il giudice Joseph Pavlikowski e a gestire la sala in modo indiretto, ma lo stesso magistrato nel 1988 lo inserì nella black list dei casinò di SinCity.
Non poteva più entrare in nessuna sala del Nevada.
Conduceva inoltre un talk show di successo all’interno del casinò che gli permetteva in qualche modo di essere presente nella struttura dello Stardust.
Nel 1982 riuscì per miracolo a scampare ad un attentato (la sua auto fu riempita di dinamite) ma per un difetto di fabbricazione della sua Cadillac Eldorado si salvò.
Anche se nessuno venne formalmente incriminato, la persona responsabile dell’attentato è da considerarsi Frank Balistrieri, il boss della mala di Milwaukee, intenzionato a dare una lezione a Rosenthal, secondo un’intercettazione, per i problemi legali che i casinò controllati dalla mala stavano subendo.
Il potere della Chicago Outfit a Las Vegas venne duramente indebolito nel 1983, quando, dopo anni di indagini, si scoprì la scrematura dei casinò e i veri padroni dei casinò, causando un'indagine che coinvolse tutti i boss del Midwest, tra cui Joseph Aiuppa, boss della Outfit.
Così, per evitare testimoni, vennero assassinati quasi tutti quelli coinvolti nella gestione dei casinò.
Tornando a Rosenthal, in seguito si trasferì prima in California e successivamente a Miami dove continuò a scommettere con successo sugli sport americani, lanciò un suo sito web di Betting e fece da consulente a vari Bookmakers offshore.
Morì nel 2008, nella sua vita venne arrestato ben 38 volte (per Gambling, gioco d'azzardo ed associazioni mafiose).


GIOCO ONLINE
Nel 1994 nella piccola isola di Antigua e Barbuda si assiste al Processing Zone Act.
Lo stato caraibico concede  licenze ai siti internet che vogliono aprire un casinò online, il primo dei quali Internet Casinò entra in scena l’anno dopo.
La prima piattaforma di Gambling online offre 18 giochi di casinò e l’accesso via internet alla lotteria nazionale.
Nel giro di un anno Internet Casinò incassa un’ottima reputazione per la sua affidabilità e sicurezza. Al contempo vengono lanciate due degli attuali colossi del settore: Microgaming (software per casinò online) e Cryptologic (pagamenti sicuri  su internet).
PartyGaming viene fondato nel 1997.
Inizialmente l’operatore offre solo giochi da casinò, successivamente, nel 2001 lancia PartyPoker, la poker room di punta dell’azienda.
Nel 2002 viene aperto Cash Splash, la prima slot machine online con un jackpot progressivo.
Da qui in poi verranno fondati Casino e siti di Poker online.
Nel 2004, un team di professionisti del Poker, tra cui Phil Ivey e Chris Ferguson, fonda  Full Tilt Poker.
Il CEO di BetOnSports, David Carruthers, viene arrestato con l’accusa di estorsione nel 2004.
Si dichiara colpevole e viene condannato a 33 mesi di prigione.
Poco dopo il Senato degli Stati Uniti approva l’Unlawful Internet Gambling Enforcement Act 2006 (UIGEA) , che proibisce alle istituzioni finanziarie di trasferire denaro da e verso i casinò online statunitensi.
L’atto è stato creato in risposta agli attacchi terroristici contro gli USA dell’11 settembre 2001, nel tentativo di impedire alle organizzazioni “terroristiche” di  usare i casinò online come una copertura per operazioni di riciclaggio.
La stragrande maggioranza dei casinò online chiude le porte ai giocatori d’azzardo online con sede fisica negli USA.
Solo PokerStars, Full Tilt Poker e Absolute Poker continuano ad ammettere giocatori provenienti dagli Stati Uniti. NETeller, provider per transizioni online, si tira fuori dal mercato statunitense definitivamente. Stessa sorte tocca a Microgaming.
Nel 2010 il New Jersey è il primo stato degli USA ad approvare una legge che legalizza espressamente alcune forme di gioco d’azzardo online.
Il 15 aprile 2011, l’FBI sequestra i domini di PokerStars, Full Tilt Poker e Absolute Poker, ponendo sotto accusa undici persone, (tra cui Isai Scheiburg, il fondatore di PokerStars, e Raymond Bitar, CEO di Tiltware e Full Tilt Poker) con pene detentive per gli imputati e 3 miliardi di dollari di risarcimento da parte delle società i cui domini sono stati sequestrati.
Le accuse  riguardano violazioni della UIGEA.
PokerStars e Full Tilt Poker chiudono definitivamente le porte ai giocatori di Poker statunitensi. Absolute Poker finisce in bancarotta.
Nel mentre più di qualcuno viene condannato per la detenzione illegale di club di Poker sotterranei a Staten Island.
Il Nevada legalizza il gioco d’azzardo on-line nel 2013 e le aziende online con sede nello stato occidentale iniziano ad offrire servizi di Gambling online per i giocatori residenti, a condizione che versino una tassa di 500$ e una quota di rinnovo annuale di 250$.
Anche il New Jersey legalizza il gioco d’azzardo e le aziende online che offrono il servizio fissano un tasso di imposta del 17%.


BISCHE CLANDESTINE
Generalmente nelle bische clandestine (nascoste in ristoranti, tabaccherie e bar) troviamo all'interno Slot Machine su postazioni internet collegate a siti illegali.
I gestori per invogliare i clienti promettono riservatezza, puntate illimitate e pagamenti celeri delle vincite e in contanti (anche più di 1.000 euro, somme generalmente vietate).
Oppure all'interno è possibile trovare sale scommesse di bookmaker che risiedono su server, illegali in Italia (per mancanza di licenze e quant'altro).


VIDEOPOKER, SLOT MACHINE, CASINO ONLINE
I terminali Videopoker (console computerizzate dove si gioca contro una macchina e non con avversari umani) vengono alterati per ottenere maggiori proventi illeciti.
Queste macchine grazie a particolari software permettono di eludere le comunicazioni con l'Amministrazione dei Monopoli di stato dei dati relativi alle giocate, consentendo all'esercente di incassare in nero i relativi importi.
I Jokerpoker installati in caffè e bar accettano monete e banconote sino a 100 dollari, generalmente ogni Videopoker calcola le vincite e le perdite e quando il giocatore smette di giocare, il gestore divide il guadagno con il malavitoso proprietario della macchinetta.
Le Slot Machine, Black Jack e Roulette invece non di rado vengono truccate, poi il funzionamento alla base è lo stesso.
Invece Betting su siti illegali (quote superiori rispetto alle ufficiali) e le stesse Slot Machine inserite nei locali permettono guadagno tramite tangenti e quant'altro.
In particolare, sale di Betting illegale, permettono puntate utilizzando conti intestati a "prestanome".
I reati più contestati alle mafie sono: riciclaggio di denaro (ovvero immettere in un mercato lecito denaro sporco), usura ed evasione fiscale (ottenuta tramite lo scollegamento delle macchinette e la clonazione delle schede elettroniche).


RICICLAGGIO DI DENARO (WASHING)
Stiamo parlando del cosiddetto fenomeno del Washing.
Mentre molte industrie sono vulnerabili al riciclaggio di denaro, il Gambling in anni recenti ha fatto un passo avanti fornendo un forum anonimo per segnalare coloro che effettuano spostamenti di denaro sospetti.
Potrebbe capitare a chiunque di giocare online con pericolosi criminali/terroristi, aiutando loro a spostare/ripulire soldi.
I giochi possono essere truccati con una strategia che permette ai “vincitori” e agli “sconfitti” di scambiarsi il denaro nascondendo la loro vera identità.
I vincitori e vinti possono essere predeterminati al fine di spostare ingenti quantità di denaro tra di loro e tra diverse posizioni fisiche.
Tale fenomeno prende il nome di Spoofing.
Una persona viene assunta da un terrorista o da un’organizzazione criminale per aprire un conto in banca e un account di Poker online su un operatore di Gambling regolamentato con una legittima identità.
Costoro forniscono tutte le informazioni di log-in e installano sul proprio computer dei software che permettono all’utente di mascherare la loro posizione geografica tramite l’IP.
Esiste poi un modo che permette ai complici, denominati “Colluders,” di controllare da remoto il loro computer in ogni momento e da qualsiasi posizione in tutto il mondo.
I Colluders utilizzano inoltre dispositivi chiamati “Frame Grabber” o fotocamere di tipo “Internet Enabled” per controllare le carte possedute dai loro partner.
Per evitare intercettazioni, i professionisti nel riciclaggio di denaro si affidano a  sistemi di messaggistica istantanea personalizzati.
Una volta che il denaro è “vinto” dall’utente fake, finisce nelle sue casse, per poi essere trasferito dal conto di Poker online dove può essere depositato nei conti correnti bancari, per poi essere prelevato di nuovo al fine di finanziare direttamente il gruppo criminale o terroristico che li appoggia.
In questo modo non ci sarebbe alcuna ragione per il governo federale di sospettare su questa operazione, dal momento che il denaro è stato “legittimamente” acquisito in una room legalizzata e regolamentata di Poker online.
Dal punto di vista di Casino e circoli fisici la situazione non cambia di molto: ad esempio l’obiettivo di uno spacciatore è liberarsi il prima possibile del denaro ottenuto vendendo droga quindi porta i soldi in contanti alla sala gioco di riferimento e con questo verranno pagate le vincite al banco.
Inoltre, dal momento che statisticamente il banco vince più spesso del giocatore, nelle casse entrerà molto denaro, a tutti gli effetti frutto di un’attività legale.
Molte di queste sale non rispettano gli orari di chiusura affissi e non chiedono i documenti ai giocatori, procedura obbligatoria per legge.


FISCO E PROVENTI NON DICHIARATI
Per eludere il fisco, si usano due metodi: lo scollegamento delle macchinette e il taroccamento delle schede.
Quando la smart card viene inserita nella macchina solo il concessionario e i Monopoli di stato sono in grado di leggerla.
Se viene staccata, il gioco smette immediatamente di funzionare e parte una segnalazione.
Quindi le macchine non collegate presenti nelle sale da gioco, sono illecita fin dalla nascita.
Per clonare una scheda servirebbe invece il collegamento di tutti i computer d’Europa.


ESTORSIONI ED USURA
Oltre a tangenti e prestiti, molto spesso le organizzazioni criminali riescono ad acquisire il monopolio della gestione e del noleggio degli apparecchi da gioco.
Cioè la gestione delle proprie sale scommesse e l'imposizione, tramite noleggio, delle proprie macchinette.


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