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martedì 12 dicembre 2017

La Storia Di "The First Hooligans": Eddie Cavanagh (FA Cup 1966)

Siamo nel 1966 allo stadio di Wembley dove va in scena la finale di FA Cup tra Sheffield Wednesday ed Everton.
Tra le 100mila persone che affollano le tribune dell'Empire Stadium c'è anche John Lennon e Paul McCartney: il duo Beatles.
Oltre a loro anche Eddie Cavanagh: colui che verrà battezzato come "The First Hooligans".
Eddie nacque a Huyton, un sobborgo di Liverpool ed è un grande tifoso dell'Everton.
Talmente tifoso che le pareti delle stanze del cottage nel quale vive sono tutte pitturate di blu: i colori dei Toffees.
Egli, inoltre, giocò per qualche anno nelle giovanili del club, ma non ebbe molta fortuna.


FINALE DI FA CUP 1966
Tuttavia il 14 maggio del 1966 entrerà definitivamente nella leggenda dei Toffees, ma anche in quella del football made in England.
Come sempre al seguito della sua squadra si presenta ai cancelli di Wembley per assistere alla finale. L'Everton dopo pochi minuti va sotto di una rete per via di una rete di McCalliog e poi di due reti al 54esimo visto che a segnare è Ford.
Eddie, come tutti i tifosi evertoniani, è abbattuto.


L'INVASIONE DI CAMPO
Ma l'Everton nel giro di 5 minuti con una doppietta di Trebilcock impatta sul 2-2.
I tifosi sono in visibilio e Eddie non resiste, scavalca quella cancellata che lo separa dal campo ed entra sul terreno di gioco.
Vuole andare ad abbracciare l'autore della doppietta.
La sua corsa nel campo è festante ma i poliziotti ovviamente lo inseguono, ma lui vuole a tutti i costi abbracciare Trebilcock.
Un poliziotto corre più forte di lui e lo afferra per la giacca.
La sua corsa pare terminata, ma arriva il colpo di genio.
Eddie Cavanagh si lascia sfilare immediatamente la giacca e il poliziotto perde l'equilibrio e cade a terra con la giacca di Cavanagh in mano.
Lo stadio esplode in un boato come neanche per un gol.
Eddie nel frattempo prosegue la sua corsa, ma ormai è braccato e un altro poliziotto lo atterra.
A quel punto anche i giocatori dell'Everton, increduli e divertiti allo stesso tempo, si avvicinano al tifoso ormai circondato da poliziotti e lo abbracciano.
Cavanagh non verrà arrestato.
Verrà semplicemente rispedito sugli spalti e sorvegliato a vista.
L'Everton segnerà ancora con Temple e vincerà la FA Cup ma Eddie stavoltà se ne rimarrà buono sulle gradinate.
Il giorno dopo tutti i giornali daranno ampio risalto all'exploit di Cavanagh che si guadagnerà l' appellativo di "The First Hooligan".
La cosa curiosa è che quella del 1966 fu la 3° FA Cup vinta dall'Everton, dopo 33 anni d'astinenza (1933 appunto).
Tornando ad Eddie Cavanagh, lui muore nel dicembre del 1999 a seguito di una malattia incurabile.
Ma il suo nome rimarrà indelebile nell'immaginario collettivo dei tifosi inglesi.

mercoledì 6 dicembre 2017

Le Ruote Lenticolari Nel Ciclismo: Vantaggi e Svantaggi

Le ruote lenticolari, a differenza delle classiche ruote “a raggi”, sono progettate per assumere una forma tipicamente discoidale/lenticolare.
In queste ruote particolari (usate su pista e nelle prove contro il tempo nel ciclismo da strada) al posto dei raggi troviamo una struttura composta da due parti solitamente in fibra di carbonio o in resina che richiama il profilo di una lente.
Il vantaggio è la maggiore resa aerodinamica dovuta all’assenza di vortici creati dai raggi.
Alla base della scelta di queste ruote vi è il concetto del momento d’inerzia che è una quantità meccanica che misura la facilità con cui è possibile far ruotare un corpo rispetto a un asse.
Se consideriamo due corpi geometricamente simili e dotati della stessa massa, con momenti d’inerzia differenti rispetto lo stesso asse, le rotazione rispetto a quell’asse risulta semplificata per il corpo avente momento minore.
Una ruota a raggi è assimilabile a un anello, mentre una lenticolare a un disco; il momento d’inerzia della prima rispetto all’asse di rotazione per il centro vale I=MR^2, mentre per la seconda vale I=½ MR^2 (M=massa, R=raggio).
Come si può facilmente capire, la rotazione risulta facilitata per una ruota lenticolare che per inerzia continuerà a girare anche se la spinta sui pedali diminuisce.

Prof. Antonio Dal Monte (l'ideatore): "Quando pensai a questa tipologia di ruote mi sono ispirato ai Radar degli aerei Awacs che avevano proprio questa forma. 
E se l’hanno adottata su quegli aerei difficilmente mi sarei sbagliato. 
In una prova in pianura, una volta vinta la resistenza inerziale, l’energia in più spesa per il mantenimento della velocità è trascurabile rispetto al vantaggio che se ne ottiene"
Il peso di queste ruote è infatti maggiore rispetto a modelli tradizionali di pari livello.
La quantità di materiale impiegato per la realizzazione è superiore ma l’aggravio di peso è accettato per i notevoli vantaggi aerodinamici che si ottengono con le ruote lenticolari.


DIFFICILE GUIDABILITA'
Una ruota fatta con struttura unica non permette il passaggio dell’aria al suo interno e, inoltre, non subisce quelle piccole deformazioni che permettono al ciclista una guida agevole della bicicletta.
Utilizzando ruote lenticolari si sentirà la bicicletta molto più dura nell’affrontare le curve e nell’assorbire le sollecitazioni della strada.
Ci vuole tempo per abituarsi poiché la prima sensazione sarà avere diverse difficoltà nel curvare.
Un altro problema può essere il vento laterale che può influire parecchio sulla guidabilità della bici. Folate improvvise possono causare sbandamenti pericolosi specialmente se è di tipologia lenticolare anche la ruota anteriore del mezzo.


REGOLAMENTO UCI
Il regolamento dice che le biciclette utilizzate nelle competizioni ufficiali non possono avere carenature.
Nel caso delle ruote lenticolari la problematica è stata aggirata affermando che la struttura della ruota è tutta portante, come se fosse un raggio unico.
Si tratta evidentemente di una spiegazione atta ad aggirare elegantemente il regolamento (le ruote lenticolari di fatto non vengono montate per la portanza della loro struttura ma proprio per il vantaggio aerodinamico) ma, di fatto, inconfutabile.

giovedì 30 novembre 2017

La Storia Dei Dale e La Rochdale Division (1974-2010)

Fondati nel 1907, il Rochdale AFC detiene un curioso primato: i Dale hanno giocato infatti ben 36 stagioni consecutive nella League Two (più precisamente nella quarta divisione, visto che prima non si chiamava così) della Football League dal 1974 al 2010, il più lungo periodo di tempo in cui una squadra è rimasta nella stessa divisione.
A seguito di ciò la quarta serie, in modo derisorio, è stata ribattezzata "la divisione del Rochdale".
Il Rochdale ha la posizione media più bassa tra tutti i club che si sono succeduti continuamente nella Football League (dalla sua espansione a quattro divisioni nel 1921/22 cioè 76esimi, passando per la sua espansione a 92 club nel 1950/51 ovvero 79esimi).
Inoltre, il club ha la particolarità di aver giocato più stagioni nella Football League senza raggiungere i primi due livelli (ben 89 stagioni fino al 2016/17) o essere retrocesso nella National League (dal 1921 non sono mai retrocessi tra i dilettanti: tantissima quarta serie e qualche stagione di terza serie).
Non solo record negativi però visto che il club ha raggiunto la finale della Coppa di Lega nel 1962 . Questa è stata la prima volta che un club di divisione inferiore ha raggiunto la finale di una competizione così importante (perdendo però contro il Norwich City).


PROMOZIONI E RETROCESSIONI QUESTE SCONOSCIUTE
Durante la sua storia, il club ha avuto tre promozioni e tre retrocessioni: promozione nel 1969, nel 2010 e nel 2014.
Retrocessione nel 1959, 1974 e 2012.
La retrocessione del 1959 ha seguito la ristrutturazione avvenuta l'anno precedente che vide la scissione delle due sezioni della Terza Divisione in Terza e Quarta Divisione.
Nella ristrutturazione, il Rochdale è riuscito ad assicurarsi un posto nella Terza Divisione, ma è stato relegato alla fine della stagione.
La prima promozione in terza serie è datata 1969 grazie a Len Richley.
Nelle prime fasi della stagione 1969/70, il Rochdale era in testa alla Terza Divisione, accendendo le speranze per una seconda promozione consecutiva.
Tuttavia la forma della squadra diminuì significativamente verso il Natale del 1969.
Le tre stagioni seguenti videro il club finire nelle posizioni più basse della Terza Divisione, scampando ogni volta alla retrocessione.
Walter Joyce venne scelto come manager per la stagione 1973/74.
Questa mossa non riuscì a pagare, e il Rochdale retrocesse in quarta serie dopo aver vinto solo 2 partite delle 46 giocate.
Il club arrivò ultimo nel 1977/78, ma riuscì a ottenere il ripescaggio.
Venne retrocesso il Southport.
Stessa cosa successe nel 1979/80, dove venne preferito all' Altrincham.
Poi sola League Two sino all'arrivo di Keith Hill, sicuramente il manager di maggior successo del club fino ad oggi.
Hill e il suo assistente, David Flitcroft, portarono il Rochdale al 5° posto nel 2007/08, assicurandosi uno spareggio promozione.
Dopo aver battuto il Darlington 5-4 ai rigori nella semifinale, il Rochdale raggiunse Wembley per la prima volta nella sua storia.
Vennero però sconfitti 3-2 dallo Stockport County.
L'anno successivo, il Rochdale raggiunse nuovamente gli spareggi di League Two per la seconda stagione consecutiva, finendo sesto in classifica con 70 punti ma anche questa volta niente da fare.
La stagione 2009/10 invece, si concluse finalmente con una promozione in League Two, dopo ben 41 anni di attesa, grazie ad una vittoria sul Northampton Town che permise ai Dale di finire terzi ottenendo la promozione diretta.
Un digiuno durato 41 anni.
41 anni dall'ultima promozione del 1969.
Così come 41 erano gli anni di Keith Hill, il manager autore di quest'impresa.
Gli anni in League Two invece furono 36 (dal 1974 al 2010).
Il Rochdale continuò la sua storia sotto Hill, nel 2011 chiusero al 9° posto in campionato con 68 punti, eguagliando il loro miglior campionato dal 1969/70.
Dopo 2 stagione, il Rochdale retrocesse nuovamente in League Two ma l'anno successivo, precisamente il 26 aprile 2014, dopo aver battuto il Cheltenham Town per 2-0 vennero di nuovo promossi in terza serie.


FAN PIU' SOFFERENTI DEL CALCIO INGLESE
Nel 2014 i fans dei Dale sono stati nominati quelli più sofferenti del calcio inglese.
È stato chiesto all'English National Football Archive di compilare un "Long-Suffering Fan Index" e di classificare 92 club della Football League.
Al 2014, il Rochdale aveva trascorso ben 78 stagioni nell'ultima serie professionistica del calcio inglese.


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giovedì 23 novembre 2017

Le Truffe Di Alvin "Titanic" Thompson (Gambler)

Quando gli chiesero come si chiamava, uno che aveva appena perso una scommessa contro di lui, rispose: "Titanic, perché se giocate contro di lui siete sicuri di sprofondare"

Alvin Clarence Thomas detto "Titanic Thompson" fu un golfista, giocatore di Poker ma soprattutto scommettitore ed abile truffatore (tra i più grandi di tutti i tempi).
Nacque nel 1893 e morì nel 1974.
Leggenda voleva che il nome Titanic nascesse dal fatto che fosse riuscito a salvarsi da quella famosa nave che stava affondando travestendosi da donna.
Principalmente era un giocatore di carte ma giocava come detto anche a Golf e scommetteva su un po' tutto: dai dadi al Biliardo, passando per scommesse proprie inventate da lui.
Nato nel Missouri, venne abbandonato dal padre giocatore d'azzardo come lui.
Viene arruolato nell'esercito e durante la Grande Guerra, riesce a guadagnare più di 50mila dollari sottratti ai suoi commilitoni compagni di carte!
Tornato nel Missouri affina le sue doti da scammers, inventandosi scommesse al limite dell’imbroglio.
Guadagnò tanto ma la sua rovina saranno le corse di cavallo.
Viaggiò in lungo e in largo negli Stati Uniti con una sacca con le mazze da Golf, per giocatori destri e mancini, nel bagagliaio della sua Piece Arrow, oltre a una palla da bowling, alcuni ferri di cavallo, una pistola e un mucchio di contanti alla ricerca di obiettivi da imbrogliare.
I suoi obiettivi erano persone famose o chiunque fosse così folle da sfidarlo a una partita a Biliardo, a Golf, a Poker, al lancio della moneta o da accettare una delle sue bizzarre scommesse non convenzionali.
Era particolarmente interessato alle probabilità di esito positivo di scommesse contrarie al senso comune nel gioco dei Dadi, nel Poker e nel lancio di una moneta.
La statistica, il significato delle sue scommesse, l'attenzione al dettaglio, il tempismo, la comprensione del linguaggio del corpo sono tutti fattori che lo resero un precursore dei suoi tempi nel valutare le debolezze comportamentali di chi aveva di fronte.
Forse anche per questo nel 1970, in occasione della prima edizione delle WSOP, quella vinta per votazione da Johnny Moss, a Titanic gli è stato consegnato una sorta di premio alla carriera, come antesignano del Poker moderno.


OMICIDI
Si sposò 5 volte.
5, esattamente come il numero degli uomini da lui uccisi.
Il primo omicidio l’ha compiuto a 18 anni quando un tizio chiamato Jim Johnson lo accusava di barare ai dadi.
I due si trovavano su una barca, da lui vinta al gioco il giorno prima, poi iniziò la discussione.
Thomas prese un martello e lo colpì due volte in testa, buttandolo poi in acqua.
Fine della storia.
Interrogato dallo sceriffo, Thompson disse che non era colpa sua se l’altro non sapeva nuotare.
Lo sceriffo si fece consegnare la barca come risarcimento ed intimò a Titanic di lasciare per sempre la città.
Altri tempi, altra giustizia.
Gli altri quattro uomini uccisi da Alvin Thomas sono stati tutti per legittima difesa, perché a suo dire tentavano di derubarlo dalle vincite ottenute.
Al massimo splendore della sua carriera pokeristica, Titanic Thompson si presentava sempre ai tavoli di Poker cash game con due guardie del corpo che lo scortavano costantemente.
Fece inoltre finire in bancarotta Rothstein, poi assassinato nel 1928 per debiti di gioco.


TRUFFA DEL TAVOLO DI BILIARDO
Nel 1912, esattamente nel periodo in cui il Titanic stava per affondare, trovò il modo di raggirare una sala Biliardo, chiamata Snow Clarks, per una cifra uguale al salario medio annuo del tempo.
Titanic stava uscendo dalla sala quando notò un cartello sul quale c'era scritto: "$200 a chiunque riesca a saltare oltre il mio nuovo Biliardo".
Qualsiasi persona che frequentava quel posto considerava quel cartello in maniera ironica, ma Titanic la prese come una sfida.
La sua bravura fu quella di comprendere immediatamente che una scommessa, come quella di saltare un tavolo da Biliardo senza toccarlo, in apparenza poteva sembrare impossibile, ma guardandola da una prospettiva diversa si poteva rivelare a suo favore.
Facendosi prendere in giro da tutte le persone del posto si vantò dicendo: "Sono in grado di farlo". Anche se in qualche modo Titanic fosse riuscito nell'impresa di saltare il tavolo, Snow Clark e i suoi clienti pensavano che la sfida fosse così pericolosa che gli infortuni che avrebbe subito non giustificassero la ricompensa quindi non l'avrebbe mai fatto.
Thompson uscì, lasciando che i dubbiosi pensassero che fosse stato deriso, ma tornò dopo soli 10 minuti, tirandosi dietro un materasso che aveva comprato in un motel nelle vicinanze.
Saltò il tavolo utilizzando il materasso per attutire la caduta, guadagnò $200 e un nome che si portò dietro per tutta la vita.
Titanic, perché secondo la sala Snow Clark: “Ha mandato tutti a picco".


TRUFFA DEL GOLF
Una volta scommise che avrebbe potuto tirare una pallina da Golf, con una mazza particolare, ad oltre 500 metri di distanza, quando un professionista riusciva a lanciarla al massimo a 200 metri. Definita l’entità della scommessa, Titanic Thompson lanciò la pallina sul letto del lago Michigan, completamente ghiacciato dove per via del ghiaccio la pallina scivolò ben oltre i 500 metri previsti.


TRUFFA DELLA DAMA
Lock Renfro, un campione di Dama, aveva lanciato una sfida da $10.000 a chiunque avesse avuto il coraggio di sfidarlo, Titanic ovviamente accettò nonostante la sua esperienza del gioco si limitasse a quella appresa ai tempi della scuola.
Una volta seduto davanti al campione, Titanic si mostrò nervoso e monotono, ma guadagnò il diritto a muovere per primo giocando come se fosse il suo sport.
Renfro non sapeva che attraverso uno spioncino nel soffitto il campione di Scacchi statunitense, Harry Lieberman, stava fornendo consigli a Titanic con un martelletto attaccato alla sua gamba!


TRUFFA DEL LANCIO DEL FERRO DI CAVALLO
Il lancio del ferro di cavallo prevede semplicemente l'infissione di un paletto (picchetto) a terra e poi si lanciano i ferri per cercare di fare centro.
Se non si colpisce il paletto, a seconda dell'errore commesso in termini di distanza, viene attribuito un punteggio da 5 a 2 punti (o nullo l'ultimo tiro).
Thompson venne a conoscenza che un lanciatore di nome Frank Jackson aveva organizzato una sfida aperta a tutti per qualsiasi cifra.
Thompson non aveva alcuna preparazione specifica in questo sport, anche se il movimento del braccio dall'alto verso il basso era simile a quello del Bowling, ma guidò fino a Des Moines in Iowa e preparò il terreno di gioco in un vicolo fuori dal suo hotel per allenarsi.
Dopo aver, volutamente, lanciato male qualche ferro, Titanic convinse Jackson a giocare per $10.000. Mentre Titanic mise a segno tutti i lanci, Jackson totalizzò un punteggio minore.
Quello che non poteva sapere era che il paletto nel campo di Titanic, dove aveva trascorso ore e ore ad allenarsi, si trovava a una distanza di 12,49 metri, invece che a 12,19 metri.


LA SFIDA AD UN PESO MASSIMO
Durante un soggiorno in un hotel incontrò un pugile professionista presuntuoso, il suo ego lo rendeva un obiettivo perfetto.
Scommise con il pugile $1.000 che lui non sarebbe riuscito a metterlo KO mentre i due si trovavano in piedi sullo stesso foglio di giornale.
Allora Thompson stese un giornale lungo l'uscio di una porta in modo che potesse stare faccia a faccia con il pugile, successivamente allontanò il foglio per chiudere la porta e riprese la sua posizione.


TRUFFA DELLA DISTANZA
Un pomeriggio, sulla via del ritorno verso casa, dopo una gita di pesca con due giocatori di Poker, Beanie Benson e Hickory McCullough, i tre passarono davanti ad alcuni operai della manutenzione stradale che stavano piantando un segnale stradale che segnalava una distanza di 20 miglia per arrivare a Joplin.
La volta successiva che il trio andò a pesca, Thompson continuò a offrire da bere agli altri due e sulla via del ritorno disse che il segnale era sbagliato, non mancavano 20 miglia.
Beanie disse: "Certo che è giusto, stanno attenti a queste cose"
Thompson rispose: "Scommetto $100 che la distanza è inferiore a 15 miglia"
Beanie replicò: "Scommetto $500 che hai torto", 500 dollari equivalevano a più di un buon salario mensile.
Hickory si unì: "Ne metto altri 500"
"Ragazzi, puntate accettate", e la scommessa ebbe inizio.
I tre avevano gli occhi incollati al contachilometri della macchina e facevano silenzio mentre tornavano a Joplin, il risultato fu che il tragitto era inferiore alle 15 miglia.
Maledicendo l'ente stradale i due pagarono e giurarono che non avrebbero più scommesso con Titanic.
Ovviamente quello che Benson e McCullough non sapevano era che Titanic aveva visto il segnale quando era stato piantato, aveva pagato qualcuno per riportarlo al luogo in cui era stato messo da Joplin per poterlo rimuovere e spostare cinque miglia più vicino alla città.


TRUFFA DEL LANCIO DI NOCCIOLINE E FRUTTA
Era una delle caratteristiche di Titanic: inventare tipologie di gioco e scommettere su tutto.
Il lancio di una nocciolina, di una noce o di un pezzo di frutta oltre un edificio era tra le sue truffe preferite.
Le sue vittime erano, comprensibilmente scettiche e accettavano la sua sfida, incluso Al Capone.
La maggior parte delle volte Thompson pagava un fruttivendolo per consegnargli un prodotto appesantito, con del piombo, in modo che avesse un peso sufficiente per vincere la sfida.
A volte queste scommesse si basavano solo sulle parole.
Una sfida come "Scommetto di riuscire a mandare un'anguria in cima a quel palazzo" poteva essere vinta prendendo un'ascensore e l'uscita di sicurezza con un frutto sotto braccio.


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giovedì 16 novembre 2017

Classifica Squadre Più Fallose Della Storia Della Premier League (1992-2017)

Secondo uno studio di DirtyTeams.co.uk, l'Everton è stato considerato la squadra più "sporca" della storia della Premier League per quanto riguarda rossi, gialli e falli.
Il sito ha utilizzato un sistema punti per classificare i club dalla nascita della Premier League (1992) in poi.
Le varie squadre hanno totalizzato 25 punti per ogni rosso, 5 per il cartellino giallo e 1 per ogni fallo.
Il club della Merseyside ha accumulato 21.211 punti in 962 partite mentre lo Swindon Town è in fondo alla classifica con 486 punti, anche se il loro calcolo è basato su solo 42 partite (stagione inaugurale con 22 squadre).
L'Everton è una delle 6 squadre ad aver giocato ogni stagione della Premier League insieme ad Arsenal, Chelsea, Liverpool, Manchester United e Tottenham Hotspur.
Essendoci stati ben 50 derby di Liverpool, ciò non deve sorprendere.
Tutte e 6 le squadre sono nelle prime dieci posizioni.
Segue il Chelsea con 20.572 e l'Arsenal con 20.048.
Il Derby County è la squadra più fallosa in media con quasi 26 punti per partita.
Hanno anche più cartellini gialli (2.02) e falli per partita (14.28) rispetto a qualsiasi altra squadra.
Per quanto riguarda i gialli, a seguire troviamo lo Stoke, Sunderland, Watford, Barnsley, Hull e Bolton.
La stagione 1998/99 del Blackburn Rovers è stata la più "dirty" della storia della Premier League, con 8 cartellini rossi e 80 gialli (725 falli) mentre il Coventry City detiene la stagione più pulita (nel 1993-94 con solo 12 cartellini gialli).
Lo studio ha anche rivelato che il numero complessivo di falli è diminuito nel tempo e la scorsa stagione ha visto pochi licenziamenti dal 1993-94.


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sabato 11 novembre 2017

Paul Salata e Il Draft NFL: Mr.Irrelevant e Il Lownsman Trophy

Il Draft NFL non finisce certo con le prime scelte, anzi.
O forse si perchè quelli decisivi che ti fanno vincere il Super Bowl, tendenzialmente, sono le primissime scelte.
In ogni caso la formula attuale prevede 7 giri di chiamate, ed appunto all’ultimo giocatore chiamato in assoluto, spetta il titolo di “Mister Irrelevant”.
Il detentore di tale titolo vince una settimana di vacanza a Newport Beach (nella cosiddetta "Irrelevant Week": tra cui biglietto per Disneyland, regata velica, un torneo di Golf e una cena di beneficienza) e il Lownsman Trophy (una parodia dell’Heisman in cui il giocatore non è ritratto mentre porta la palla, ma mentre commette un Fumble).
A scanso di equivoci, va comunque precisato che essere draftati, seppur per ultimi, è sempre e comunque un successo.
Il tutto nacque grazie ad un'idea di Paul Salata, ex ricevitore che ha giocato per il San Francisco 49ers di AAFC / NFL (1949-1950) e i Baltimore Colts di AAFC (1950).
Negli anni successivi, Salata è diventato noto appunto per la creazione del Mr.Irrelevant, aggiudicato annualmente all'ultima scelta del draft.


MR.IRRELEVANT FAMOSI
Raramente i Mr.Irrelevant sono stati capaci di diventare “rilevanti” per il loro team, solo pochi sono riusciti a costruirsi una solida carriera NFL.
Il primo fu Kelvin Kirk, selezionato al numero 487 del draft del 1976.
Kirk credeva che lo stessero prendendo per i fondelli quindi decise di non presentarsi alle "celebrazioni".
In seguito venne contattato da Salata e company che gli notificarono che non si trattava di uno scherzo ma quando doveva partire perse l'aereo.
Gli organizzatori trovarono un macellaio (che assomigliava a Kirk) e si spacciò per lui.
Kirk poi arrivò e, come se nulla fosse, prese il suo "ruolo" sostituendo il macellaio.
Nel 1979 i Los Angeles Rams, con la penultima selezione, hanno deliberatamente "lasciato passare" affinchè i Pittsburgh Steelers, con l'ultima selezione, scegliessero prima di loro.
Gli Steelers passarono pure loro.
Le due squadre continuarono a rifiutare di scegliere un giocatore fino a quando il commissario della NFL Pete Rozelle costrinse le due squadre a scegliere.
L'incidente portò alla "Salata Rule", che vieta ai team di "passare" per ottenere la scelta finale.
Ebbero una discreta carriera il FB Jim Finn (Giants) e il più “rilevante” di tutti che fu forse il Kicker Ryan Succop, che è stato titolare nei Chiefs con un buon 80% di realizzazione nei FG.
Marty Moore dello Special Team è diventato il primo Mr.Irrelevant a giocare in un Super Bowl, con i New England Patriots nel Super Bowl XXXI.
Mike Green ha giocato dal 2000 al 2008 su discreti livelli.
Sempre in tempi recenti David Vobora, è diventato titolare nel 2009 con i Rams.
Prima di lui Tim Toone (Detroit Lions).
Squadre e giocatori tendenzialmente la prendono a "ridere" e, nel suo piccolo, rimane una scelta sempre curiosa ma va ricordato il caso di McGriff.
Unico a non presentarsi alle festività, ritenendole offensive, fu appunto Tyrone McGriff, scelto al numero 333 (c'erano più giri di scelta, all'epoca) dai Pittsburgh Steelers nel 1980.
Curiosamente McGriff tornò poi nel 1981 come...guardia del corpo del Mr.Irrelevant di quell'anno, Phil Nelson, che al contrario di McGriff nella NFL non giocò mai.
Ed infine c’è lo strano caso di Jimmy Walker, scelto dai Saints.
Una chiamata piuttosto strana, se si considera che Jimmy, al College, non aveva mai giocato a football!
Walker infatti declinò l’offerta dei Saints, per diventare, pochi mesi dopo, la prima scelta assoluta nel Draft a lui più gradito, quello NBA!
Da Mr.Irrelevant a prima scelta assoluta, seppure in due sport diversi.


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domenica 5 novembre 2017

Lonzo Ball, LaVar Ball e Gli Insulti Ai Giocatori (NBA)

"Mia moglie sapeva che volevo tre ragazzi, ed è quello che ho avuto"

I tre figli di LaVar Ball vengono battezzati seguendo una tradizione che pulsava forte nell’albero genealogico della famiglia Ball (i fratelli di Lavar erano in ordine: LaValle, LaFrance, LaRenzo, LaShon) e investiti da subito di un compito gravoso ma allo stesso entusiasmante: cambiare il gioco.
I tre figli Lonzo, LiAngelo e LaMelo diventano la ragione di vita di LaVar, che abbandona ogni sua aspirazione professionale per allenare giorno e notte i suoi ragazzi.
Si trasferiscono in una canonica villetta nella zona residenziale di Chino Hills, a est di Los Angeles, tra Anheim e Riverside: tre camere, cucina, piscina sul retro, ma soprattutto un canestro attaccato al muro nel giardino.
Poi allenamenti durissimi.
I suoi estenuanti allenamenti, modellati su principi inaccettabili fino a pochi anni fa, trovano la loro consacrazione in campo.

"L’unico brutto tiro è un tiro su cui non ci si è mai allenati. È meglio tirate da otto metri completamente smarcati piuttosto che da più vicino ma con un uomo addosso"

Negli ultimi mesi LaVar Ball ha inanellato una serie di sparate da incorniciare, alzando esponenzialmente l’asticella della spavalderia fino ad entrare nei territori della fantascienza.
In un’intervista rilasciata ad USA Today dal titolo “LaVar Ball and his boys are here to change the world”, LaVar, spiega chiaramente la sua ricetta: anche chi non ha la minima intenzione di volerlo ascoltare, prima o poi sarà costretto a farlo. E non importa che se ne parli bene o male: l’importante è che se ne parli.
Il percorso di avvicinamento al Draft 2017 del figlio maggiore Lonzo Ball è stato trasformato in un interminabile reality show che non ha eguali nella storia recente.
Viene scelto dai Los Angeles Lakers come seconda scelta assoluta.
Prima della fama nazionale, degli haters, delle comparsate in ogni show televisivo, prima che Lonzo si trasferisse nel campus di Westwood rompendo l’equilibrio dell’adolescenza, l’attore principale di questa saga familiare rimane ovviamente il padre.
È lui che domina ogni aspetto del branding dei suoi figli.
In un’epoca che ha trasformato tutti in influencer e in “imprenditori di se stessi”, nella famiglia Ball vige ancora una visione novecentesca in cui i figli fino al raggiungimento della maggiore età sono sotto la tutela del padre.
E se a lui sono concessi tutti gli istrionismi immaginabili, Lonzo, LiAngelo e LaMelo devono rigare dritto.
Niente feste, cattive compagnie o atteggiamenti sopra le righe: i tre conducono una vita estremamente monotona, che sfiora il monacale se non andassero a scuola con fuoriserie a tre zeri.
Durante una lite con Stephen A.Smith, nel momento culmine del litigio, quando entrambi sono rossi in viso e al limite di passare alle mani, improvvisamente l’opinionista di ESPN si ferma e gli fa i complimenti per come, nonostante tutto, abbia cresciuto i propri figli.
Cioè in un ambiente ostile, dovendo affrontare tutte quelle difficoltà che definiscono la vita di un afroamericano in America.


LONZO MEGLIO DI STEPH CURRY?
Nelle interviste LaVar ha sempre definito suo figlio Lonzo Ball molto più forte del due volte MVP Steph Curry dei Golden State Warriors.

"Ho piena fiducia in ciò che il mio ragazzo sta facendo. Lasciamelo dire ora, per me è meglio di Steph Curry. Mettete Steph Curry nella squadra di UCLA in questo momento e il mio ragazzo a Golden State e vedete cosa succede. Se non sapessi di cosa è capace mio figlio non avrei fatto quella dichiarazione. Steph avrà problemi a marcarlo. Fateli giocare 1 vs 1"

Le aspettative di LaVar Ball non si limitano al figlio maggiore:
"Penso che tutti e tre i miei ragazzi [Lonzo, LiAngelo, LaMelo] saranno all’ All Star Game NBA un giorno. Non sono diventati forti tutt’un tratto. Lo sono stati fin da piccoli, sono migliorati e migliorati e quando arriveranno al top alzeranno ancora di più il livello"


IL LITIGIO CON MICHAEL JORDAN
LaVar poi ha sfidato Michael Jordan in uno contro uno, finendo per lanciare la sua linea di scarpe.

"Nei miei giorni migliori avrei fatto il culo a Michael Jordan in uno contro uno.
Non ci sarebbe partita, io sarei stato in grado di segnare sia di gancio destro che di gancio sinistro, e lui avrebbe dovuto puntare tutto sul tiro da tre punti, che non era il suo forte, perchè io ero più veloce di lui e se avesse penetrato per attaccare il ferro gli avrei rubato il pallone ad ogni azione"

Queste le audaci parole rilasciate a Josh Peter di USA TODAY Sports.
Durante una sessione di Q&A in California, Michael Jordan ha risposto alla provocazione: "LaVar ha giocato al college, giusto? 2.2 punti di media a partita, davvero? Non meriterebbe una replica, ma rispondo perché me lo avete chiesto. Non mi batterebbe neanche se avessi una gamba sola"


LA POLEMICA CON LEBRON JAMES ED KYRIE IRVING
Sia LeBron James che Kyrie Irving hanno sollevato il problema di quanto l’influenza di LaVar possa alla lunga risultare dannosa per il figlio, ricevendo indietro insulti in carta bollata.
Addirittura a Irving ha risposto che lui non si può permettere di metter bocca perché "non sa com’è crescere con entrambi i genitori"  (la madre di Irving è morta quando lui aveva 4 anni).
A James invece non sono piaciuti i commenti fatti da LaVar sui figli di vari giocatori NBA, soprattutto quando è stato nominato anche suo figlio maggiore, ed ha voluto mandare un messaggio a Ball.

LaVar: "La questione è che bisogna valutare le possibilità. Ci sono stati un sacco di grandi giocatori, e tutti i loro figli sono scarsi. Kareem ha figli, Jordan ha figli, Shaq ha figli. No ok, il figlio di Shaq è abbastanza bravo [dopo che il giornalista Chris Broussard lo aveva incalzato sottolineando che Shareef, il figlio di O’Neal, è anch’egli proiettato verso una buona carriera almeno per il momento]. Mentre per quel che riguarda i mostri della NBA, loro non avevano dei padri particolarmente forti. Erano ok, ma ad esempio il vecchio Curry [Dell, padre di Steph e Seth] non era nemmeno un All Star, sapeva tirare ma non era freddo. Anche Kobe Bryant aveva un padre che non era poi così bravo, mentre lui è diventato un mostro. Parlando di LeBron, sarà difficile affermarsi per i suoi figli. La gente li guarderà e gli dirà “Devi essere come tuo padre”, mettendo enorme pressione sulle loro spalle. Penseranno “Perché devo essere come mio padre? Non posso essere me stesso?. E alla fine diranno che sono troppo soft o non abbastanza bravi, perché le aspettative sono troppo alte.

James: "Mi piace come gioca suo figlio, veramente, ha un ottimo gioco. Però suo padre, può parlare di quello che vuole, del suo brand, di suo figlio, di basketball, può persino parlare male di me, ma deve tenere la mia famiglia fuori da tutto questo"


LA POLEMICA CON PHILADELPHIA
La notte del Draft, dopo che i Philadelphia 76ers avevano chiamato alla n°1 Markelle Fultz, preferendolo proprio a Ball, i neo-compagni del prodotto di Washington Ben Simmons e Joel Embiid si erano apertamente schierati al suo fianco non lesinando qualche piccola frecciatina al suo rivale per la primissima chiamata assoluta, Lonzo Ball appunto.
In particolare un tweet di Embiid non aveva lasciato dubbi sul (relativo) gradimento del centro camerunense quando il soggetto del discorso è la famiglia Ball: "Ti prego schiacciagli in testa così forte da far correre suo padre in campo a salvarlo", l’invito rivoltO da Embiid a Simmons, con Lonzo Ball bersaglio (indiretto) della sua frustrazione.
La reazione di papà LaVar ovviamente non si è fatta attendere, ed è arrivata con una telefonata alla trasmissione 97.5 The Fanatic (talk show sportivo di una radio): "Quando non vinci, non fai neppure i playoff e non resti neppure in campo abbastanza, tutto quello che ti rimane da fare è twittare qualche stupidata. Nessun altro lo fa, perché i giocatori veri sono in palestra ad allenarsi. Questi ragazzini non hanno giocato una partita, sono sempre infortunati, sono ancora in fondo allo status NBA. Vogliono un consiglio? Portate il vostro didietro in palestra".

Parole che non sono ovviamente passate inosservate a Philadelphia, e che hanno generato un'inequivocabile risposta dallo stesso Embiid, mai timido pure lui quando c’è da fare notizia.
In un Instagram Live, il centro dei Sixers viene pizzicato mentre usa la famosa “f word” americana per mandare sostanzialmente a quel paese il padre del rookie dei Lakers.
Dopo il draft, indossando il cappellino giallo del proprio marchio, invece di quello dei Lakers, LaVar ha detto: "Lonzo riporterà i Lakers ai playoff".
Il figlio non ha stoppato il padre: "E’ l’obiettivo: si gioca per vincere, del resto".


LA DIATRIBA CON CHARLES BARKLEY E I PRESUNTI ELOGI
LaVar ha indicato Barkley come il suo giocatore preferito, nonchè uno dei giocatori più forti di sempre, anche più di Michael Jordan.

"Chiaro di carnagione, forte, che poteva correre, veloce, sicuro di sè. Questo è il mio ragazzo! Ma adesso ha superato i 50 e ha iniziato a parlare come un pazzo, è ok, capisco che sia cambiato.
Lui non ha vinto nulla. 
Non ha titoli, ma quel ragazzo era proprio il mio tipo. Forte, appena si metteva in moto. 
Recuperava la palla. Giocava semplicemente con coraggio e dava tutto se stesso. 
Ma era un cattivo ragazzo quando giocava. Era un cattivo ragazzo. 
Michael Jordan era un po’ troppo magro per i miei gusti. 
Charles era grosso come me. Sapeva muoversi, saltare. Era forte e ben piazzato. Mi piaceva il suo modo di giocare. Le persone potrebbero dire 'Oh, Lavar (specialmente quando sono diventato calvo) assomigli un po’ a Michael Jordan'.
E io rispondo ‘non assomiglio di più a Charles Barkley?’ Pelle chiara. Duri. Dai, siate realisti"


GLI INSULTI A PATRICK BEVERLEY
Prima partita di Lonzo Ball nella NBA e, puntuale, arriva già la prima polemica che lo riguarda, ovviamente alimentata dal padre LaVar, a cui hanno dato parecchio fastidio le parole pronunciate all’esterno dello spogliatoio dei Clippers da Patrick Beverley: "Portate questo fenomeno in campo, datemelo da marcare e lo distruggo", la versione (molto) edulcorata uscita dalla bocca dell'ex giocatore di Houston, dopo una gara in cui nei 29 possessi che lo hanno visto accoppiato con Lonzo Ball il rookie di L.A. è riuscito solo a prendersi due tiri, sbagliandoli entrambi.
Giunte alle orecchie di papà LaVar, le parole della guardia dei Clippers hanno scatenato la sua immediata reazione.
"Chi è Patrick Beverley?", ha chiesto in maniera sarcastica.
"Che chiuda quella bocca, che tanto non prenderà mai un soldo più di quelli che già prende. È stato in campo tutto l’anno scorso e nessuno ha mai parlato di lui. Oggi ha tutti i riflettori puntati su di lui e l’unica ragione è che ha marcato mio figlio. Ora vediamo le sue prossime cinque partite, vediamo se avrà la stessa intensità che ha messo in campo oggi o se invece tornerà a fare il suo classico 0/5 al tiro con due-tre rimbalzi al massimo. A nessuno frega nulla di uno così, l’unico modo perché possa ottenere che si parli di lui è associando il suo nome a quello di Lonzo. Ho visto il modo in cui mi guardava mentre era in panchina, cercando di stabilire un contatto visivo con me, ma vi dico la verità: l’ho ignorato, perché per me Beverley non è nessuno, mentre noi siamo Big Baller [il nome del brand ideato e commercializzato da LaVar Ball stesso]".


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sabato 4 novembre 2017

La Storia Della Metropolitan Police FC: Forze Armate Nel Calcio Inglese

Metropolitan Police FC sino al 2011 fu il club ufficiale del distretto di Polizia di Londra.
La squadra è sita nell'East Molesey (Surrey), appena fuori Londra e giocano ad Imber Court (una struttura sportiva che la Polizia acquistò nel 1919).
70-80 tifosi in media.
Come regola da sempre del club, quello di entrare in giacca e cravatta nell'impianto.
Oggi giocano nell'Isthmian Premier League (settima divisione).
Il club è stato fondato nel 1919 e ha giocato amichevoli sino al 1928 dove poi è stato annesso alla Spartan League, una lega in cui hanno giocato fino al 1960.
In seguito sono passati alla Metropolitan League nel 1960 e poi alla Southern League nel 1971.
Sono poi entrati a far parte dell'Isthmian League Division Two nel 1977 e promossi al primo tentativo.
Tra sali e scendi dall'Isthmian, arrivano in Division One della stessa lega nel 2004.
Nel 2010, vinsero il primo trofeo senior, battendo l' AFC Wimbledon 5-3 ai rigori dopo un pareggio 4-4 nella finale della London Senior Cup.
Chiusero la stagione 2010/11 come campioni della divisione Isthmian League One South, davanti al Bognor Regis Town .

L'ispettore detective Mullings, un ufficiale di CID che ha lavorato con la squadra omicidi di Trident (ora sciolta) a Brent e Hackney è stato un imponente difensore centrale dal 1987 al 2001.
Descritto come un gigante gentile subì una pausa forzata nel 1993: "Abbiamo rappresentato il Met contro le squadre di polizia in tutto il mondo: Hong Kong, Barbados, Francia, America, Italia. Tour davvero ottimi"

Sino al 2011 come detto in precedenza si trattava del club di Polizia Metropolitana, dopo questa data il commissario si rifiutò di fornire tempo libero per gli agenti atleti.
Ai tempi il carnevale di Notting Hill era in città e il commissario Sir Paul Stephenson preoccupato per il rischio di disordini, tolse il tempo libero agli agenti mettendoli in attesa di servizio.
Ciò significava che le partite erano state spostate, in particolare quelle contro il Wingate & Finchley e la successiva con il Leatherhead.
Dopo di ciò, non ci fu più alcun obbligo per la squadra di essere composta da soli agenti di polizia: venivano reclutati giocatori semipro comprati anche da altre squadre.
"Avere una squadra di poliziotti in disparte e allo stesso tempo allenarsi due volte alla settimana e giocare partite era logicamente impossibile", dice Graham Wettone (che ha gestito stazioni di polizia quali l'Hammersmith, Limehouse ed ha fatto parte anche di Scotland Yard gestendo l'ordine pubblico e lottano contro l'Hooligalismo).
Nel 2012 Jim Cooper, detective e allo stesso tempo manager della squadra, venne coinvolto nell'operazione Withern, che stava tentando di rintracciare tutti i partecipanti ai disturbi di Londra avvenuti nel 2011.
Dal 6 al 10 agosto 2011 infatti si verificarono una serie di disordini in Inghilterra, che inizialmente interessarono i quartieri periferici della capitale britannica, Londra, con saccheggi, episodi di sciacallaggio, violenza e rivolte.
I disordini cominciarono nel quartiere di Tottenham, per poi espandersi senza controllo intorno alla città in zone come Chelsea, Brixton e persino Oxford Circus, una delle maggiori attrattive turistiche di tutta Londra.
La causa delle sommosse fu l'uccisione di Mark Duggan, padre di quattro figli, ucciso in una sparatoria con la polizia.
La rivolta, originata in Tottenham, si propagò velocemente nei quartieri di Wood Green, Enfield Town e Ponders End.
Vandalismi e comportamenti violenti furono registrati anche in molte altre aree di Londra.
Molti negozi vennero dati alle fiamme, saccheggiati e distrutti da gruppi di manifestanti.
Almeno 35 poliziotti facenti parte del Metropolitan Police Service furono feriti.
L'8 agosto gli incidenti si diffusero anche in altre città come Birmingham, Liverpool e Bristol.
In seguito Manchester.
Questi disordini furono considerati come la peggiore rivolta nel loro genere dai disordini di Brixton del 1995.
Cooper fu manager della squadra per nove anni dopo aver giocato anche 10 anni come giocatore.
"Abbiamo arrestato fino a 4.700 persone e probabilmente ne abbiamo altre 1.200 persone che potremmo identificare. Non riposeremo finché queste persone non saranno sbattute in carcere
Amo il lavoro che faccio e sono orgoglioso di rappresentare la polizia metropolitana"

L'ultimo ufficiale di polizia fu Craig Brown nel 2013 in un match di FA Cup contro il Crawley Town.


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giovedì 2 novembre 2017

Quando Alan Minter Uccise Angelo Jacopucci (Boxe)

Alan Minter o meglio noto come “Boom boom”, classe 1951, di Crawley è ricordato per aver ucciso (involontariamente) un avversario sul ring.
Peso medio con un sinistro devastante e tanto ardore che gli ha consentito di vincere pur senza dare spettacolo, passa professionista fortedel titolo britannico di campione della sua categoria.
Batte il connazionale Maurice Thomas il 31 ottobre 1972 alla Royal Albert Hall di Kensington per KO. alla sesta ripresa, per poi infilare una lunga serie di successi interrotta da una prima sconfitta con lo scozzese Don McMillan il 5 giugno 1973.
A fine carriera saranno 9, a fronte di 39 vittorie e un “no contest” contro Jan Magdziarz.
E così, dopo aver conquistato il titolo britannico dei pesi medi battendo ai punti Kevin Finnegan il 4 novembre 1975, infine Minter ha l’occasione per mettersi in bacheca quel titolo europeo sfuggito da dilettante, quando il 4 febbraio 1977, al Palazzo dello Sport di Milano, demolisce in cinque round Germano Valsecchi.
Ma sono i successi con Tony Licata, sfidante iridato battuto da Carlos Monzon al Madison Square Garden nel giugno del 1975, e con Sugar Ray Seales, campione olimpico dei pesi welter a Montreal nel 1976, così come una franca vittoria contro Emile Griffith, ad inserire Minter tra i pretendenti più accreditati per un combattimento per il titolo mondiale dei pesi medi.


LA MORTE DI JACOPUCCI SUL RING
Il giorno che però lo consacrerà alla storia (anche se dalla porta sbagliata) è però il drammatico 19 luglio 1978, data che segnerà la sua vita sua e soprattutto, tragicamente, quella del suo avversario, Angelo Jacopucci.
Allo Stadio Municipale di Bellaria, nel corso della 12esima ripresa, l’italiano abbassa improvvisamente la guardia, consentendo a Minter di colpirlo ripetutamente e duramente al volto. Jacopucci sbanda con la testa, rimbalzando all’indietro, sottoposta a traumi evidenti e i muscoli del collo ormai rilassati, impossibilitati ad offrire la seppur minima resistenza.
A quel punto ci sarebbero tutti i presupposti per una immediata interruzione del match.
Ma né l’arbitro, né i secondi, né il medico a bordo ring lo ritengono opportuno. Il pugile italiano finisce al tappeto e viene sconfitto per KO.
Jacopucci, tuttavia, si rialza dopo il conto totale, rassicurando tutti sulle sue condizioni.
Questa incapacità di prevenire il peggio gli sarà fatale.
Non si sottrae, infatti, poche ore dopo l’incontro, alla cena di festeggiamento del neocampione d’Europa e, davanti allo stesso Minter, avverte improvvisamente forti attacchi di vomito.
Una volta tornato in albergo finisce improvvisamente in coma.
Trasportato immediatamente all’ospedale “Bellaria” di Bologna, il pugile di Tarquinia viene dichiarato morto per emorragia cerebrale nella mattina del 22 luglio 1978.
Aveva solo 29 anni.


MINTER CAMPIONE DEL MONDO
Minter diviene campione del mondo 2 anni dopo, nel 1980, battendo Vito Antuofermo.
Il 28 giugno dello stesso anno vede i due rivali si incrociano ancora alla Wembley Arena di Londra. Minter domina il match costringendo Octavio Meyran, arbitro dell’incontro, ad interrompere il combattimento all’ottavo round, confermando il titolo dell’inglese.
Non resta, a questo punto, per legittimare le stimmate di numero 1 del mondo del pesi medi, che affrontare proprio Hagler, in un match programmato sempre alla Wembley Arena, il 27 settembre 1980.
Minter è dato leggermente favorito e i 12.000 spettatori presenti all’evento, rigurgitanti nazionalismo a piene mani, si attendono la recita del beniamino di casa.
Ma, inatteso, Hagler è padrone del match, sommergendo il malcapitato campione di colpi che ne provocano numerosi tagli vicino agli occhi.
attorno all’occhio sinistro è definitivo, dopo 1’45” dall’inizio del terzo round, e nonostante il parere contrario dell’angolo di Minter, il panamense Carlos Berrocal interrompe il match assegnando vittoria e cintura iridata allo sfidante.
Il pubblico non ci sta, anche perchè le dichiarazioni di Hagler prima dell’incontro non sono state certo improntate al fair-play “non stringo la mano all’avversario che devo affrontare il giorno dopo“, in risposta al “non voglio essere detronizzato da un negro” di Minter, lanciando lattine e bottiglie sul ring e costringendo i due pugili ad uscire dall’impianto sotto la scorta della polizia.


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venerdì 27 ottobre 2017

L'Inganno Di Melky Cabrera e Il Sito Web Fake (MLB)

Melky Cabrera nel 2012 in forza ai San Francisco Giants, visse una stagione da sogno, prima della seconda sospensione per doping (alti livelli di testosterone) dopo la prima sospensione risalente all'Operazione Balco.
Prima della sospensione, guidava in MLB la stat con 159 Hit ed era secondo nella NL con una media di battuta .346.
Poi 11 HR, 10 tripli, 60 RBI e 13 basi rubate in 18 opportunità.
Assolutamente eleggibile come miglior battitore della NL.
Cabrera per evitare d'incorrere nella squalifica di 50 partite con altri del suo entourage contattò Juan Nunez (10mila dollari la retribuzione) che avrebbe dovuto comprare e modificare un sito web già esistente con il preciso compito di vendere un integratore sportivo (in realtà inesistente) che contenesse testosterone ed altri steroidi.
Ovviamente creare un sito web da zero non avrebbe avuto senso (visto che la data di creazione del sito è facilmente controllabile).
Cabrera e soci in poche parole stavano cercando di sintetizzare lo stesso Testosterone (che era apparso nel campione di urine di Cabrera) nell'integratore che avrebbero dovuto vendere sul sito web di Nunez.
L'idea, a quanto pare, era quella di dimostrare che Cabrera avesse ordinato quell'integratore che provocò il test positivo e poi ad affidarsi a una clausola del regolamento antidoping che consente a un giocatore positivo di appellarsi o comunque di fare ricorso per aver ingerito una sostanza vietata senza avere colpe.

Un suo familiare: "Un prodotto ha causato la sua positività"
Nel mentre Jeff Novitzky, famoso investigatore per quanto riguarda casi di doping (Food And Drug Administration che smascherò anche l'Operazione Balco), si mise subito all'opera cercando di smascherare la truffa tramite analisi forensi.
Poco dopo il sito scomparve nel nulla, ma le forze federali tramite tracciamento riuscirono a risalire a lui.
Juan Nunez (creatore del sito): "Sono stato io a gestire il sito, Seth e Sam Levinson (agenti del giocatori) non ne sapevano niente"

Lo scopo era quello di ingannare MLB e l'unione dei giocatori, presentando loro un sito web fake e le conseguenti informazioni su prodotti falsi, facendo credere che Cabrera avesse ordinato un integratore con testosterone, causando così il controllo positivo.

Smascherato l'inganno Cabrera dirà: "Il mio test positivo è stato il risultato dell'uso di una sostanza che non avrei dovuto usare. Accetto la sospensione nell'ambito del Joint Drug Program e cercherò di continuare con la mia vita. Mi dispiace profondamente per il mio errore e mi scuso con i miei compagni di squadra, con l'organizzazione di San Francisco Giants e con i tifosi per averli abbandonati"

Cabrera saltò le 45 partite rimanenti della stagione regolare e poi avrebbe dovuto scontare il resto in post-season o nella stagione 2013.
In realtà i Giants vinceranno le World Series quindi Cabrera, in teoria, sarebbe stato eleggibile per giocare nel proseguo della post-season ma non venne schierato.
Riceverà comunque l'anello di campione, per aver contribuito appunto al successo dei Giants nella prima parte di stagione.
Nelle stagioni successive Cabrera andrà prima in Canada con i Toronto Blue Jays, poi con i Chicago White Sox ed infine nel 2017 si accaserà con i Kansas City Royals.



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venerdì 20 ottobre 2017

La Storia Di David Feherty: Alcool, Depressione, Citazioni Famose

David Feherty nordirlandese nato a Bangor, nella contea di Down, non è stato esattamente quello che può essere considerato tra i golfisti più forti della storia.
Diventato pro nel 1976, vinse solo 5 titoli minori dell'European PGA Tour tra gli anni 80 e 90.
Lo si ricorda anche nella Ryder Cup del 1991.
Sposato più volte ha avuto 5 figli, di cui 2 dall'ex relazione.
Lo si ricorda soprattutto per aver avuto una lunga lotta contro la depressione, la droga (Marijuana Cocaina, Vicodin) e l'alcolismo (Whiskey in primis), che ha affrontato pubblicamente nel 2006.
In un'intervista a Golf Magazine sui suoi problemi, Feherty ha dichiarato: "Ho usato l'alcool per mascherare i miei demoni interni".
Tom Cruise disse che la depressione si combatte con l'esercizio fisico, Faherty senza pensarci due volte ribattè "l'esercizio di prenderlo a calci in culo mi avrebbe sicuramente aiutato".
Nel 2015, a Feherty ormai sobrio è stato comunque diagnosticato un disturbo bipolare ed ha continuato a combattere contro i suoi demoni: depressione ed insonnia.
Feherty è stato molto aiutato da sua moglie, anche se in un'intervista ha ricordato un momento fondamentale mentre stava facendo un segmento televisivo con compagni di Golf Tom Watson e Jack Nicklaus: "Ad un certo punto, Tom mise la mano sulla telecamera e mi chiese 'Non stai bene, vero?' io risposi 'No'. Poi gli chiesi come lo sapesse, e lui mi disse 'Lo vedo dai tuoi occhi'. Io ribattei 'Cosa vedi?, e lui 'Il mio riflesso'"


POLITICA ED ALTRI PENSIERI CONTROVERSI
Feherty appoggiò spesso e volentieri George W.Bush, si ricordi un'uscita poco lusinghiera nei confronti dei due democratici Nancy Pelosi ed Harry Reid.

"Dalla mia personale esperienza in visita alle truppe del Medio Oriente, posso dirvi che: al di là di come il conflitto viene rappresentato dai nostra media, se dessimo ad un soldato americano una pistola con due pallottole e si trovasse in un ascensore con Nancy Pelosi, Harry Reid e Osama Bin Laden, c'è una buona probabilità che Nancy Pelosi sarebbe stata sparata due volte, Harry Reid e Bin Laden invece strangolati a morte"

Feherty fece le seguenti osservazioni controverse e descrisse la sua idea di politica: "Quanto a me, la mia idea di politica è da qualche parte nel mezzo e al di fuori dei due schieramenti. 
Credo nella pena di morte, specialmente per i pro-lifers, sono contrario al matrimonio gay, credo nell'abolizione delle tasse immobiliari e del piano Pickens. Avrei abbassato l'età legale per bere e avrei aumentato l'età di guida a 18 anni a livello nazionale, avrei fatto Kinky Friedman governatore del Texas e in tutte le scuole pubbliche e private farei iniziare la lezione con un'ora di esercizio fisico"


MORTE DEL FIGLIO
Il dolore però più grande della sua vita è stato sicuramente veder morire il suo figlio 29enne Shey, il 29 luglio 2017, per overdose.

David Feherty: "I suoi begli occhi azzurri avrebbero potuto bloccare una stanza, ma non potevano fissare il nemico che si nasconde nell'ombra e impedirgli di allontanarsi per afferrarlo con sè nel suo periodo più buio.
Shey, ha combattuto duramente per vincere le sue battaglie con la tossicodipendenza ma alla fine i mostri hanno vinto.
La preoccupazione che abbiamo avvertito per la sua lotta con la sua dipendenza è ora stata sostituita da una sensazione di perdita così profonda, sapendo che non vedremo più il suo volto sorridente e i suoi begli occhi.
Vorrei sottolineare che non c'è vergogna nel chiedere aiuto"


CITAZIONI CELEBRI
"È il modo di affrontare il fallimento che determina il successo"

"Guardare Phil Mickelson giocare a Golf è come guardare un ubriaco inseguire un pallone vicino al bordo di una scogliera"

"Il giocatore di Tennis numero uno del mondo spende il 90% del suo tempo vincendo, mentre il numero uno del mondo di Golf trascorre il 90% del suo tempo perdendo. I golfisti sono grandi perdenti"
"Non ho smesso di bere perché ero un ubriaco marcio. Smisi perché ero un ubriaco pazzo. Era tipo un videogioco, dove si deve arrivare al livello più alto ma qui non è neanche una sfida"
"Ho un sano rispetto per la religione. Davvero. Quando Colombo ha scoperto l'America nel 1492 portò sifilide, difterite, tubercolosi, influenza e cristianità. Queste malattie erano curabili"

"Non soffro di una malattia mentale, vivo con essa"

"La cosa più difficile che ho mai fatto è stato diventare sobrio. Stavo bevendo due bottiglie e mezza di whisky al giorno e prendendo 40 Vicodin. Se avessi saputo che avrei dovuto vivere così a lungo, mi sarei preso cura di me stesso"

"Giocare ad Augusta è come giocare in un paesaggio di Salvador Dali. Mi aspettavo che un orologio prima o poi scendesse dagli alberi e mi colpisse in faccia"

"Stavo oscillando come una porta del gabinetto su un peschereccio di gamberi"

"Se Dio voleva che la gente credesse in lui, perché ha inventato la logica?"

"È difficile dire chi vincerà questa settimana, ma probabilmente non sarà uno grande e grasso" 

"Non voglio che qualcuno capisca la mia depressione, perché per capirla bisogna provarla, e non voglio che qualcun altro ci finisca dentro"

"Mi dispiace che Nick Faldo non ci sarà questa settimana. Sta partecipando alla nascita della sua futura moglie"

"Questo sarebbe stato un grande colpo, se avessero messo la buca qui oggi"

[in riferimento a Jim Furyk]
"Sembra un uomo armato che cerca di lottare contro un serpente in una cabina telefonica"

[Swing di Jim Furyk]
"Sembra che un polipo scenda da un albero"

[su Tiger Woods]
""Non so cosa sia, ma so che non c'erano due sull' Arca di Noè"

"VJ colpisce più palle rispetto al mento di Elton John"

"Quel verde appare più piccolo di un capezzolo di Pygmie".

"Fortunatamente, Rory ha 22 anni, quindi il polso destro dovrebbe essere il muscolo più forte del suo corpo"

"Il peggiore taglio di capelli che abbia mai visto in vita mia. E ne ho visti di brutti. Sembra che lui (John Daly) abbia un divot su ogni orecchio"

"Devo fare qualcosa che mi faccia concentrare su quel qualcosa, quindi mi siedo e ascolto la musica, o leggerò, o vado a prendere le munizioni nella mia officina. Devo occuparmi"

"Vinci e sei l'essere migliore di tutto l'universo; perdi, e le pulci di un milione di roditori, infettano ogni tuo orifizio"

"Hurling sembra un po 'come una croce tra lacrosse e un omicidio di secondo grado"

"Essere bipolare, un tossicodipendente e un alcolista serve per tenermi molto occupato. Dormo poco. Sono fortunato se dormo tre ore a notte quindi mi alzo, e la testa è piena di porte sbarrate"

"Sanno di tutto su di me. Ho svuotato tutti gli scheletri dal mio armadio molto tempo fa"

"Ho perso 150 libbre, se includi anche mia moglie"



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giovedì 12 ottobre 2017

Migliori Frasi Di Massimo Marianella (Calcio Inglese)

Massimo Marianella telecronista di Sky Sport nelle sue telecronache di calcio inglese se l'è spesso presa (a torto o ragione) con moltissimi giocatori tra i quali Dunne, A.Cole, Bramble, B.Thatcher, O'Shea, Adebayor (dopo esser passato al Manchester City), Almunia, Koscielny, A.Smith ed ovviamente J.Barton.
Le sue vittime preferite come squadre furono sicuramente Bolton e Blackburn, a suo dire squadre di picchiatori.
Ricordato anche per il suo "amore" nei confronti di D.Drogba.
Vediamo alcune citazioni storiche dalla sue telecronache.


"NEMICI" STORICI: BOLTON WANDERERS, JOEY BARTON, ALAN SMITH
"La zuccata l'ha presa anche lui, è andato sull'uomo più che sul pallone il capitano dei Trotters. Testata terribile tra i due. Però ha ragione a lamentarsi Fabregas perchè comunque entra sempre per far male Davies, questo non è lo spirito del calcio inglese esser duri va benissimo ma Davis entra sempre per far male e francamente ha stancato"

"Diaby, altra botta dura di Robinson che poi mi sembra vada a sincerarsi, uuuhhhh, mamma mia, anche questo è un intervento da espulsione ma non possono picchiare così i giocatori del Bolton.
Che brutto intervento. Ed infatti si rialza Diaby furibondo ed ha ragione ed ha ragione, ha visto a rischio la sua carriera per un fallo simile di Smith il giocatore del Sunderland, qualche anno fa, era il 2006, ha dovuto saltare la finale di Champions League.
Non si può entrare in maniera assassina così ma perchè? La regia dovrebbe farlo rivedere, bruttissimo, è entrato con i tacchetti sulla tibia di Diaby...Robinson.
Non c'è niente da fare i giocatore dell'Arsenal più giocano bene e più vengono picchiati, ha ragione Wenger.
Finora il Bolton, qui, è venuto solo per picchiare: Davies poteva essere espulso, questo signore dovrebbe essere espulso per atti osceni...far vedere quegli addominali lì è illegale"
"E' curioso dare una rimessa dal fondo così, solo un arbitro vergognoso come Attwell può non dare il rigore qui. Bisogna essere pesantemente incapaci e l'ha dimostrato in pieno questo Stuart Attwell, segnatevelo questo nome perchè va evitato il più possibile un arbitro così. Pericolosamente scarso"

[durante Newcastle v Arsenal]
"Ancora Simpson, c'è un contatto con...e poi Barton, eccolo lì l'animo di Barton, per una cosa buona che aveva fatto, si alza prendendo per il collo l'avversario, che scena pietosa, Barton è una vergogna per la Premier League. Definirlo uno sportivo francamente è un insulto a tutti gli altri sportivi. Stava bene dove stava qualche tempo fa Barton. Gervinho giustamente espulso perchè gli ha tirato un cazzotto ma Barton è una roba veramente vergognosa, è sempre la stessa storia ed è sempre lui, una vergogna veramente, l'arbitro dovrebbe cacciare anche lui...invece l'ammonisce soltanto. 'Ah anche perchè chiede', incredibile, Barton è un personaggio vergognoso, vergognoso. Qualcuno dei guardalinee dovrà aver visto che Barton ha preso per il collo Gervinho e l'ha rialzato. Allora questo è quello che è accaduto, il contatto con Tiotè c'è ma non granchè, guardate Barton! Guardate cosa fa Barton, alla fine Gervinho reagisce, gli dà un'unghiata, in realtà purtroppo non riesce a prenderlo bene. E l'arbitro ammonisce Szczesny ed anche in questo caso secondo me giustamente, Szczesny ha fatto 60 metri e qualsiasi sia la motivazione non ha ragione di lasciare la porta ed andare nell'area avversaria. Oh Barton è lo stesso che durante il party di Natale del 2004 aggredì un ragazzo delle giovanili spegnendogli addosso un sigaro acceso, è lo stesso che fu rispedito a casa nella tournèè estiva del 2005 perchè si era preso una rissa con un tifoso ad un bar, fu arrestato per l'aggressione di un taxista a Liverpool nel marzo del 2007 ed è quello che in maniera vergognosa mandò all'ospedale colpendolo da vigliacco qual è chiaramente, da dietro, Dabo. Ricorderete le foto impressionanti di un Dabo pesto finito all'ospedale. Davvero un bruttissimo personaggio Barton. 'He punch me ha detto' ma che si vergognasse, guardate, da rissaiolo da strada qual è...
Viene da una famiglia difficile che non è una giustificazione ma insomma, due suoi cugini nell'agosto 2007 condannati per aver accoltellato ed ucciso una persona aiton nella zona di Liverpool.
Il fratello Michael sta scontando una condanna di 18 anni per l'omicidio a Liverpool di Anthony Walker, suo zio Joe fu invece assassinato quando lui era molto giovane, un altro zio...zio Edward lasciato in una pozza di sangue in un locale di scommesse, insomma contesto famigliare non straordinario"

[durante Manchester City v QPR]
"Guardate la segnalazione del guardalinee, il solito Barton l'ha combinata grossissima. Adesso vediamo il guardalinee cosa segnala all'arbitro, vado dal guardalinee ha detto. Vediamo cosa è successo, azione in basso, Barton...e Tevez va...non mi sembrava nulla di gravissimo, sicuramente era fuori area quello che è accaduto ma Barton è veramente un giocatore incredibile. Sembra che abbia detto free kick ed è rosso per Barton. 'He punch in the face' ha detto Barton 'è lui che mi ha dato un pugno in faccia', Barton è veramente un cretino però. Nell'occasione più importante della sua squadra, da capitano, adesso dà un calcio ad Aguero...è un criminale, Barton è un criminale, infatti è stato in galera due volte, è uno stupido ed un criminale. E' uno stupido per la sua squadra ed è francamente un criminale, infatti è un ex galeotto. Micah Richards lo va a prendere e lo porta fuori dal campo, adesso arriva Balotelli e gli dice qualcosa, Hart gli dice a Balotelli 'tu vatti a sedere'. L'ultima volta che si è segnalato da queste parti Joey Barton è perchè da vigliacco ha tirato un pugno in faccia da dietro ad un suo compagno di squadra, cioè Dabo, e l'ha mandato all'ospedale fratturandogli la faccia. Guardate qui il calcio che dà ad Aguero, booom, gli dà una ginocchiata anche qui da vigliacco perchè lui è un vigliacco, vedete li colpisce alle spalle, che brutta persona. Non dovrebbe mai stare in un campo di Premier League neanche con un biglietto Joey Barton. E' la peggiore immagine che si può dare allo sport e la Premier League è un bellissimo campionato che ha fatto pulizia dei tifosi, ha reso vivibile per famiglie gli stadi ma nessuno dovrebbe mai vedere su un campo di calcio un giocatore come Joey Barton. Che vergogna, è un giocatore vergognoso, vergognoso. E l'arbitro giustamente l'ha espulso e lui in senso responsabile, da capitano della sua squadra, li lascia in 10 quando stanno per retrocedere. Tanto per far meglio la conoscenza del personaggio, Joey Barton fu protagonista di un party di Natale del Manchester City quando ha pensato bene che fosse divertente aggredire un ragazzo delle giovanili tale Jamie Tandy e gli ha spento una sigaretta sulla guancia, fu rispedito a casa in quell'occasione. Poi è stato arrestato per aver picchiato un taxista a Liverpool, poi ha aggredito Dabo nello spogliatoio ma non è finita...

"Alan Smith uno dei giocatori più violenti della storia del calcio inglese"

"Smith dovrebbe essere ammonito a prescindere, prima dell'inizio di ogni partita"



ARSENAL
"Pallonetto, ehhhh, altra pennellata di Henry altro gol fantastico di questo meraviglioso giocatore. Se cerchiamo il numero 1 del mondo è meglio andare a dare un'occhiata ad Highbury perchè c'è un fenomeno che si chiama Henry. 2 a 0 per l'Arsenal, che meraviglia, un pittore di questo sport Henry.
E tanti saluti a chi gli faceva fare il terzino avanzato"

"Il destro di Henry, la piazza, ahahah non so più cosa dire"

"Walcott prova lo slalom, prova l'accelerazione, sono 4 contro 3, va lui, entra in area, appoggia al centro...Adebayor!!! E l'Arsenal con Adebayor trova il gol del 2-2 al 38esimo del secondo tempo e va a ballare, va a festeggiare sotto i suoi tifosi"

"Adebayooor, ehhh, wow"

"Che errore, mamma mia, Adebayor"

"Adebayooor, Arsenal in vantaggio, allarga le braccia e va a baciare lo stemma dell'Arsenal...poteva risparmiarselo, l'aveva fatto anche a Derby quando ha segnato una tripletta e poi ha cominciato a trattare con tutte le squadre d'Europa"

"Arsenal alle corde"

"Almunia con un grandissimo intervento ancora in calcio d'angolo...un intervento con i piedi, poi di pugno, Almunia una saracinesca"

"Lehmann è una calamità"

"Se Chamakh è la torre...stiamo freschi"



DROGBA
"Drogbaaa, sempre lui, sempre Drogba, ancora una volta meravigliosamente Didier Drogba"

"Drogba cerca spazio...Drogbaaaa, sempre Drogba, sempreee, straordinariamente Didier Drogba. 8 partite in questo Wembley e se lo deve lasciare lo fa in grande stile, lo fa alla Drogba!"

"Drogbaaaa, ancora una volta, sempre Drogba, meravigliosamente, incredibilmente sempre Drogba"

"Drogbaaaa, sempre lui, meravigliosamente lui, Drogbaaa"

"Incredibilmente, incommensurabilmente Drogba!"


VARIE
"Calcia malissimo"

"Gli dà una botta"

"Lo abbatte"

"Viene livellato al suolo"

"Col destro, a pelo d'erba ma largo"

"Kenny riesci ad arpionare il pallone"

"Ed arriva l'autorete, indovinate un po' di chi? Ma naturalmente di Dunne, il difensore più scoordinato di tutta la Premier League!"

"Attenzione a Mackie, Mackieeeee porta addirittura il QPR in vantaggio. Incredibile all'Ethiad, un dramma agonistico, il QPR è in vantaggio con un gol di Mackie sulla sgroppata di Traorè"

[durante Manchester City v QPR]
"A Sunderland è finita, e lo United ha vinto, Balotelli al limite, scivola, serve l'assist per Aguero, Aguerooo! Aguero! Aguero! Al 94', il gol del Kun, che vuol dire titolo!
Nella maniera più incredibile possibile! Nella maniera più pazzesca possibile!
Nella maniera più impensabile possibile!
Il Manchester City, non da Manchester City, diventa Campione d'Inghilterra! È il modo più bello per farlo, ma è il modo più rischioso, perché si prendono infarti così!"

"Torres, si gira, aaaaahhhhh un gol bellissimo, El Nino, solo lui può fare un gol così e poi scivola come un torero sotto lo Kop. Liverpool in vantaggio"

"Gerraaaard, il suo capitano, fa esplodere la Kop!"

"Nani, cerca spazio, attenzione al sinistro di Nani!"

"Va Alex, ehhh, un siluroooo"

"Oscaaaar, mamma mia, uno due terribile di questo ragazzo brasiliano, poco più di 2 minuti...Oscar segna una doppietta e il secondo gol è straordinario"

"Attenzione a Suarez in area, ancora Suarezz! El Pistolero!! Sempre lui, straordinariamente, inevitabilmente Suarez ed è 2 a 1"

"Rooney con il mancino, uh, brividi!"

"Wayne Rooooney, un gol fantasticooo che entrerà nella leggenda dei derby di Manchester"

"Van Persieeeee, trova l'angolo giusto e regala probaiblmente una vittoria da sogno a Sir Alex"

"Oggi Mike Dean è stato bravo, per i suoi standard sorprendentemente bravo"

"Finisce qui!"



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domenica 8 ottobre 2017

Chris Ferguson e Lo Scadalo Black Friday (Poker)

Nel 2010, secondo uno studio curato delle Università del Nevada, le rooms di Poker che operavano negli USA avevano registrato profitti complessivi (rake) pari a quasi un miliardo.
Un business colossale che evaporò come neve al sole l'anno successivo.
Il 15 aprile 2011, infatti, viene ricordato da tutti gli appassionati di Poker come il "Black Friday" nonchè uno dei momenti più bassi della storia dei tavoli.
Il Dipartimento di Giustizia sequestrò i tre siti più importanti del panorama americano: PokerStars, Full Tilt Poker e Absolute/UB.
Mentre i giocatori cercavano informazioni, si scatenava il panico.
11 persone furono accusate di frode bancaria e riciclaggio di denaro, inclusi Isai Scheinberg di PokerStars, Ray Bitar di Full Tilt Poker e Scott Tom di Absolute Poker.
Full Tilt Poker ha sempre sostenuto che i fondi dei giocatori erano al sicuro e separati dai fondi operativi, il Dipartimento di Giustizia invece non fu dello stesso avviso: Full Tilt Poker non agiva legalmente, ma il suo operato poteva essere ricondotto al classico “schema ponzi”, ovvero un sistema “truffaldino” che permette a chi comincia la catena e ai primi coinvolti di ottenere alti ritorni economici a breve termine, ma richiede continuamente nuove vittime disposte a pagare le quote.
I guadagni derivano infatti esclusivamente dalle quote pagate dai nuovi investitori e non da attività produttive o finanziarie.

Il procuratore Preet Bharara: "Gli imputati sono accusati di aver architettato un elaborato schema di frode, ingannando alcune banche degli Stati Uniti, e coinvolgendone attivamente altre, per assicurare il continuo flusso di miliardi derivati dai profitti legati al gambling illegale.
Inoltre, secondo l'accusa, nel loro assiduo tentativo di aggirare le leggi sul gioco d'azzardo, gli imputati si sono anche macchiati dei reati di riciclaggio di ingenti quantità di denaro, e di frode bancaria.
Le aziende straniere che decidono di operare negli Stati Uniti non possono ignorare le leggi, solo perché non sono di loro gradimento e perché non vogliono privarsi dei loro profitti"

PokerStars, Full Tilt Poker e Absolute/UB vennero oscurati.
Le poker room risposero immediatamente passando al dominio .eu, e continuando a raccogliere giocatori provenienti dal resto del mondo.
Inoltre, tutte e tre le room resero pubblico un comunicato che diceva essenzialmente la stessa cosa: ci dispiace per l'inconveniente, ma è tutto a posto e i giocatori americani riceveranno a breve tutti i loro soldi.
PokerStars riuscì velocemente a stringere un accordo con il Dipartimento di Giustizia, in modo da recuperare il dominio .com e iniziare a restituire ai giocatori americani i loro soldi.
Full Tilt e UB/Absolute Poker, invece, non furono così celeri.
Più tardi si scoprì che una serie di depositi fantasma, uniti al sequestro del denaro, avevano lasciato Full Tilt Poker quasi in bancarotta.
Agli azionisti continuarono ad essere distribuite ingenti somme di denaro, anche se in cassa non entrava più nemmeno un centesimo.
Nello stesso periodo, la compagnia proprietaria di AP/UB, Blanca Games, finì in bancarotta.
Blanca Games diffuse un comunicato nel quale, invece, si parlava di compensazione e di una ri-assunzione del 20% del personale da sistemare in posizioni chiave.
Le cose si misero pure peggio durante il primo giorno delle WSOP 2011, quando Phil Ivey fece una dichiarazione pazzesca, sconvolgendo il mondo del Poker: il giocatore di punta della poker room non avrebbe partecipato alle WSOP per solidarietà coi giocatori di FTP, che si erano ritrovati i soldi bloccati sul sito e che per questo motivo, magari, non potevano iscriversi agli eventi.
Ivey non si fermò a questo: dichiarò anche di aver fatto causa al suo ex sponsor.
Nel settembre 2011, la Alderney Gambling Commission revocò la licenza di Full Tilt.
Da quel momento, nessun giocatore ha più avuto accesso al sito.


LA TRUFFA
Precisamente il 29 giugno l’Alderney Gambling Control Commission (AGCC) revocò la licenza a Full Tilt Poker per l’incapacità della room di rimborsare 300 milioni ai propri players.
L’AGCC non si dimostrò comunque un ente regolatore attento visto che scoprì le grosse falle gestionali di Tilt solo quando il danno era già stato cagionato a migliaia di players.
Schema Ponzi
Come funzionava lo schema Ponzi? I fondi apportati dai nuovi clienti servivano per rimborsare le periodiche operazioni di cash out dei vecchi iscritti.
La cosa grave è che i manager ed i soci utilizzavano i fondi dei players (pratica vietata in Italia e non solo) investendo nel marketing cifre folli (circa 20 milioni di dollari al mese): una sorta di concorrenza sleale nei confronti degli altri siti.
Prestavano inoltre soldi (a fondo perduto) ad altri soci: Ivey, Lindgren, Matusow e molti altri, hanno utilizzato circa 18 milioni di dollari per sedersi ai tavoli High Stakes.
Di fatto, quei fondi appartenevano ai “comuni giocatori”.
Oltre ai 300 milioni non restituiti ai clienti di Full Tilt Poker: il Black Friday sancì il fallimento di Absolute Poker e del sito gemello UB.com.
Il motivo è banale: Absolute e UB avevano clienti esclusivamente negli USA.
Alla fine del 2011, il Dipartimento di Giustizia aggiunse alla lista degli obiettivi Howard Lederer, Rafe Furst e Chris Ferguson, etichettando come detto l'intera operazione come uno "schema Ponzi".
Ferguson i suoi primissimi tornei inizia a disputarli nel 1994, in California, e nel 1995 partecipò alle sue prime WSOP.
Nel 2000 riuscì poi a laurearsi campione del mondo battendo nel testa a testa finale, al main event delle World Series, T.Cloutier.
Una vittoria che gli fruttò un primo premio del valore di 1,500,000$.
Vinse inoltre altri 4 titoli, trionfando in un evento Seven Card Stud, Omaha Hi-Lo Split Eight or Better e (Limit Hold'em/Seven Card Stud).
Si dimostrò anche un ottimo giocatore heads-up, piazzandosi per ben due volte secondo al NBC National Heads-Up Poker Championship, per poi trionfare finalmente nel 2008.
In totale in carriera ha collezionato oltre 200 ITM, guadagnando più di otto milioni di dollari.
L'ultimo suo Itm risale al 2010, proprio in quegli anni nasceva lo scandalo Full Tilt e il Black Friday citati.
Il Dipartimento di Giustizia americano rese anche note le cifre che contestano ad alcuni, tra i maggiori, azionisti di Full Tilt Poker:

– Furst, $11.706.323.96
– Lederer, $41.856.010,92
– Bitar, $40.954.781,53
– Ferguson, $25.000.000,00

In ogni caso, scoperta la truffa, la sentenza per gli appassionati americani fu terribile.
I players americani, di fatto, da quella data non poterono più giocare su internet.
Alcune poker rooms rimasero attive, prima di subire la confisca dei fondi da parte del Governo.
Molti pro si trasferirono all’estero: Phil Galfond, Olivier Busquet, Shane Schleger, Jon Aguiar, Dan “jungleman12” Cates e Isaac Haxton.
L’amministratore delegato Raymond Bitar e i due fondatori Howard Lederer e Chris Ferguson vennero incriminati per aver raggirato migliaia di giocatori, i quali si ritrovarono improvvisamente con l’impossibilità di fare log in e prelevare i propri fondi.
Nei giorni che seguirono lo scandalo, Bitar, Ferguson e Lederer fecero in modo di far perdere le proprie tracce.


IL RIMBORSO NEGLI USA
Circa 3 anni dopo, dopo essere stata rilevata da PokerStars, Full Tilt riuscì a rimborsare gran parte dei suoi ex giocatori americani (le cose andarono diversamente altrove, tipo in Italia).
La concreta possibilità di minacce e ritorsioni ha indotto “Jesus” e “The Professor” ad abbandonare ogni genere di circuito live, WSOP comprese.
WSOP che nel 2012 decisero addirittura di rimuovere il gonfalone dedicato a Ferguson per la vittoria del main event 2000.



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mercoledì 4 ottobre 2017

La Storia Di Allen Iverson: Dall'Arresto Per Rissa Alla NBA

Allen Iverson nasce il 7 giugno 1975 nei quartieri ghetto di Newport News, Hampton (Virginia).
Infanzia come si può facilmente immaginare molto difficile: i soldi scarseggiano quindi pochi vestiti, mamma Ann lo partorisce a 15 anni (a seguito di un rapporto occasionale), la sorella Tiaura malata, il padre naturale fuggito prima della sua nascita, il compagno della madre arrestato per possesso di cocaina e crack (e poi condannato definitivamente per omicidio), il miglior amico d'infanzia freddato per un regolamento di conti.
Se cresci in posti così, anche se hai le mani che fanno magie con una palla e un canestro, è difficile immaginarti un futuro diverso da quello degli altri, quasi tutti finiti in carcere o sepolti sotto 3 metri di terra.
La madre non ha soldi e non sa se conviene comprare vestiti o da mangiare.
Lui va male a scuola, salta le lezioni però ama il Basket e soprattutto il Football.


LA RISSA
Hampton ai tempi (anni 90 e non solo) era una città molto divisa per motivi razziali: bianchi e neri vivevano separatamente.
L'8 settembre 1993 Iverson era andato a giocare a bowling con i suoi amici di sempre per festeggiare una vittoria.
Nulla di strano, se non fosse che, dopo aver ricevuto alcune richieste di fare meno baccano, la situazione improvvisamente degenera in una rissa con un altro gruppo di ragazzi.
I quali, ovviamente bianchi, non risparmiarono insulti a sfondo razziale.
Volano parole grosse, insulti e alla fine anche sedie.
Una di queste, Allen, la fracassa sulla testa di Barbara Steele, una bianca di 23 anni.
O almeno così si dice (in realtà non verrà mai dimostrato).
Gli unici a finire in manette sono Iverson e i suoi amici.
Il giudice Overton è inflessibile: lo processa e gli dà 15 anni di carcere.

Iverson: "Dovevo utilizzare l’intera situazione come qualcosa di positivo. 
Andare in prigione, permette agli altri di vedere le tue debolezze ed esporle. 
Io non ne ho mai mostrata nessuna. Sono stato forte fino al giorno in cui sono uscito"

Di anni comunque ne dovrebbe scontare solo 5.
Iverson scontò il carcere al Newport News Correctional Facilities dove fortunatamente trovo vita facile perchè la sua famiglia era nota in quegli ambienti: c'era chi conosceva il vero padre, Allen, oppure il secondo padre, Micheal Freeman, e quindi fu il benvenuto fra i carcerati.
5 anni di carcere sono tanti ma fortunatamente per lui dopo 4 mesi il governatore Wilder (della Virginia), su pressione della comunità nera, lo grazia quindi può uscire di prigione.


LA NBA E I 76ERS
E' la svolta: il piccolo Iverson viene reclutato da Georgetown University.
Due anni dopo lascia gli studi, perchè sa che la NBA lo vuole: Philadelphia lo ingaggia come sua nuova star, prima di tutti anche di Kobe Bryant e Ray Allen.
Si ambienta subito, ma i 21 tatuaggi, la bandana che sa di gangstar, gli occhiali scuri e il look da rapper incavolato lasciano perplesso il commissioner David Stern e chi lo vede in TV.
Poi, nell'agosto del 1997, la polizia lo ferma per eccesso di velocità: gli trova in auto Marijuana e una pistola.
Se la cava anche perchè ormai è The Answer, "la risposta", a tutti i problemi dei 76ers, che finalmente, dopo anni, iniziano a vincere (anche se i playoff rimarranno lontani).
Ad ogni modo la prima stagione in maglia Sixers è spettacolare.
Segna 23.5 punti, distribuisce 7.5 assist e fa registrare 4.1 rimbalzi e 2.1 recuperi a partita.
Viene eletto rookie dell’anno a mani basse, ma questo non basta per portare una squadra come i 76ers ai playoff.
Ma Allen si muove ancora come se fosse a Newport News.
Non capisce perchè lo multino quando arriva in ritardo, spesso di oltre un'ora, agli allenamenti.
Mangia 21 tacos per colazione invece di cereali e frutta e continua a presentarsi con gli amici di una volta, che hanno le facce da criminali.
Non capisce perchè il suo CD, Forty Bars, in cui se la prende con i gay, faccia incazzare tutti.
Solo quando coach Brown comincia a credere che sia meglio licenziarlo o comunque mandarlo via ai Clippers o ai Pistons, capisce che le sue giocate valgono poco, se non diventa adulto.
La seconda stagione registra un ulteriore miglioramento (32-51), ma non basta ancora per arrivare ai playoff.
È la terza la stagione del cambio di marcia: Allen esplode, diventando il miglior marcatore dell’NBA con una media di 26.8 punti a partita e portando Philadelphia ad un record di 28 vinte e 22 perse durante l’anno del lockout.
Finalmente arriva ai Playoff del 1999, dove la sua squadra sconfigge 3-1 gli Orlando Magic di Penny Hardaway, ma viene estromessa al turno successivo, dagli Indiana Pacers, con un umiliante 4-0.
Il culmine della carriera di Allen Iverson è nella stagione 2000/2001, alla corte di Larry Brown arriva Dikembe Mutombo, uno dei migliori difensori della Lega.
The Answer guida Phila al primo posto della Eastern Conference, viene nominato MVP e capocannoniere della lega.
In questa stagione porterà la sua squadra alle finali NBA contro i Los Angeles Lakers.
Philadelphia riesce a sbancare lo Staples Center in gara 1, guidata dai 48 punti di Iverson. Indimenticabile il crossover a Tyrone Lue alla fine della partita, come la frase dello stesso Iverson al rientro negli spogliatoi: “Mettete via le scope!”.
Ma purtroppo sarà una chimera, alla fantastica gara 1 seguono quattro sconfitte in altrettanti incontri, malgrado i 35.6 punti di media del suo miglior giocatore.
Nonostante il bis come capocannoniere, la stagione 2001/2002 è molto deludente per Allen, per colpa dei vari infortuni che lo perseguono.
Ai playoff del 2003 Philly supera gli Hornets al primo turno, ma deve cedere ai Detroit Pistons 4-2.
Anche l’annata successiva si rivelerà molto deludente, e segnerà l’inizio del declino di Allen, con l’abbandono di Brown.
Infatti i Sixers riescono ad andare ai playoff solo nel 2005, quando The Answer vince il suo ultimo titolo di miglior realizzatore e registra il suo career high, 60 punti, segnati contro gli Orlando Magic.


IL GIROVAGARE DA UNA SQUADRA ALL'ALTRA
Nel corso della stagione 2006/07 viene ceduto ai Denver Nuggets in cambio di Andre Miller, Joe Smith e due prime scelte.
In Colorado, Iverson va a formare la migliore coppia dell’NBA con Carmelo Anthony, ma i risultati non arrivano: i Nuggets escono al primo turno ai playoff del 2007 e del 2008.
Nel novembre 2008 viene nuovamente ceduto, ai Detroit Pistons.
Durante l’estate firma con i Memphis Grizzlies, ma viene tagliato dopo sole 3 partite perché non è disposto a partire dalla panchina.
Pensa al ritiro, ma avviene un clamoroso ritorno a Philadelphia, con cui gioca solamente 25 partite a 13 punti di media.
Il 25 gennaio 2010 la sua ultima grande prestazione in NBA, contro i Los Angeles Lakers, in cui ingaggia un entusiasmante duello con Kobe Bryant, testimoniando che a 35 anni Allen Iverson non è un giocatore “finito”.
Abbandona la squadra in anticipo rispetto alla fine della stagione per i problemi di salute della figlia.
Per un breve periodo del 2010 gioca al Besiktas, in Turchia, ma per problemi fisici lascia la squadra. Prova a rientrare in NBA ma il 21 agosto 2013, a 38 anni, chiude definitivamente la sua carriera professionistica.
Il primo marzo 2014 i Philadelphia 76ers ritirano la sua maglia, la numero 3.



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