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giovedì 16 novembre 2017

Classifica Squadre Più Fallose Della Storia Della Premier League (1992-2017)

Secondo uno studio di DirtyTeams.co.uk, l'Everton è stato considerato la squadra più "sporca" della storia della Premier League per quanto riguarda rossi, gialli e falli.
Il sito ha utilizzato un sistema punti per classificare i club dalla nascita della Premier League (1992) in poi.
Le varie squadre hanno totalizzato 25 punti per ogni rosso, 5 per il cartellino giallo e 1 per ogni fallo.
Il club della Merseyside ha accumulato 21.211 punti in 962 partite mentre lo Swindon Town è in fondo alla classifica con 486 punti, anche se il loro calcolo è basato su solo 42 partite (stagione inaugurale con 22 squadre).
L'Everton è una delle 6 squadre ad aver giocato ogni stagione della Premier League insieme ad Arsenal, Chelsea, Liverpool, Manchester United e Tottenham Hotspur.
Essendoci stati ben 50 derby di Liverpool, ciò non deve sorprendere.
Tutte e 6 le squadre sono nelle prime dieci posizioni.
Segue il Chelsea con 20.572 e l'Arsenal con 20.048.
Il Derby County è la squadra più fallosa in media con quasi 26 punti per partita.
Hanno anche più cartellini gialli (2.02) e falli per partita (14.28) rispetto a qualsiasi altra squadra.
Per quanto riguarda i gialli, a seguire troviamo lo Stoke, Sunderland, Watford, Barnsley, Hull e Bolton.
La stagione 1998/99 del Blackburn Rovers è stata la più "dirty" della storia della Premier League, con 8 cartellini rossi e 80 gialli (725 falli) mentre il Coventry City detiene la stagione più pulita (nel 1993-94 con solo 12 cartellini gialli).
Lo studio ha anche rivelato che il numero complessivo di falli è diminuito nel tempo e la scorsa stagione ha visto pochi licenziamenti dal 1993-94.

sabato 11 novembre 2017

Paul Salata e Il Draft NFL: Mr.Irrelevant e Il Lownsman Trophy

Il Draft NFL non finisce certo con le prime scelte, anzi.
O forse si perchè quelli decisivi che ti fanno vincere il Super Bowl, tendenzialmente, sono le primissime scelte.
In ogni caso la formula attuale prevede 7 giri di chiamate, ed appunto all’ultimo giocatore chiamato in assoluto, spetta il titolo di “Mister Irrelevant”.
Il detentore di tale titolo vince una settimana di vacanza a Newport Beach (nella cosiddetta "Irrelevant Week": tra cui biglietto per Disneyland, regata velica, un torneo di Golf e una cena di beneficienza) e il Lownsman Trophy (una parodia dell’Heisman in cui il giocatore non è ritratto mentre porta la palla, ma mentre commette un Fumble).
A scanso di equivoci, va comunque precisato che essere draftati, seppur per ultimi, è sempre e comunque un successo.
Il tutto nacque grazie ad un'idea di Paul Salata, ex ricevitore che ha giocato per il San Francisco 49ers di AAFC / NFL (1949-1950) e i Baltimore Colts di AAFC (1950).
Negli anni successivi, Salata è diventato noto appunto per la creazione del Mr.Irrelevant, aggiudicato annualmente all'ultima scelta del draft.


MR.IRRELEVANT FAMOSI
Raramente i Mr.Irrelevant sono stati capaci di diventare “rilevanti” per il loro team, solo pochi sono riusciti a costruirsi una solida carriera NFL.
Il primo fu Kelvin Kirk, selezionato al numero 487 del draft del 1976.
Kirk credeva che lo stessero prendendo per i fondelli quindi decise di non presentarsi alle "celebrazioni".
In seguito venne contattato da Salata e company che gli notificarono che non si trattava di uno scherzo ma quando doveva partire perse l'aereo.
Gli organizzatori trovarono un macellaio (che assomigliava a Kirk) e si spacciò per lui.
Kirk poi arrivò e, come se nulla fosse, prese il suo "ruolo" sostituendo il macellaio.
Nel 1979 i Los Angeles Rams, con la penultima selezione, hanno deliberatamente "lasciato passare" affinchè i Pittsburgh Steelers, con l'ultima selezione, scegliessero prima di loro.
Gli Steelers passarono pure loro.
Le due squadre continuarono a rifiutare di scegliere un giocatore fino a quando il commissario della NFL Pete Rozelle costrinse le due squadre a scegliere.
L'incidente portò alla "Salata Rule", che vieta ai team di "passare" per ottenere la scelta finale.
Ebbero una discreta carriera il FB Jim Finn (Giants) e il più “rilevante” di tutti che fu forse il Kicker Ryan Succop, che è stato titolare nei Chiefs con un buon 80% di realizzazione nei FG.
Marty Moore dello Special Team è diventato il primo Mr.Irrelevant a giocare in un Super Bowl, con i New England Patriots nel Super Bowl XXXI.
Mike Green ha giocato dal 2000 al 2008 su discreti livelli.
Sempre in tempi recenti David Vobora, è diventato titolare nel 2009 con i Rams.
Prima di lui Tim Toone (Detroit Lions).
Squadre e giocatori tendenzialmente la prendono a "ridere" e, nel suo piccolo, rimane una scelta sempre curiosa ma va ricordato il caso di McGriff.
Unico a non presentarsi alle festività, ritenendole offensive, fu appunto Tyrone McGriff, scelto al numero 333 (c'erano più giri di scelta, all'epoca) dai Pittsburgh Steelers nel 1980.
Curiosamente McGriff tornò poi nel 1981 come...guardia del corpo del Mr.Irrelevant di quell'anno, Phil Nelson, che al contrario di McGriff nella NFL non giocò mai.
Ed infine c’è lo strano caso di Jimmy Walker, scelto dai Saints.
Una chiamata piuttosto strana, se si considera che Jimmy, al College, non aveva mai giocato a football!
Walker infatti declinò l’offerta dei Saints, per diventare, pochi mesi dopo, la prima scelta assoluta nel Draft a lui più gradito, quello NBA!
Da Mr.Irrelevant a prima scelta assoluta, seppure in due sport diversi.

domenica 5 novembre 2017

Lonzo Ball, LaVar Ball e Gli Insulti Ai Giocatori (NBA)

"Mia moglie sapeva che volevo tre ragazzi, ed è quello che ho avuto"

I tre figli di LaVar Ball vengono battezzati seguendo una tradizione che pulsava forte nell’albero genealogico della famiglia Ball (i fratelli di Lavar erano in ordine: LaValle, LaFrance, LaRenzo, LaShon) e investiti da subito di un compito gravoso ma allo stesso entusiasmante: cambiare il gioco.
I tre figli Lonzo, LiAngelo e LaMelo diventano la ragione di vita di LaVar, che abbandona ogni sua aspirazione professionale per allenare giorno e notte i suoi ragazzi.
Si trasferiscono in una canonica villetta nella zona residenziale di Chino Hills, a est di Los Angeles, tra Anheim e Riverside: tre camere, cucina, piscina sul retro, ma soprattutto un canestro attaccato al muro nel giardino.
Poi allenamenti durissimi.
I suoi estenuanti allenamenti, modellati su principi inaccettabili fino a pochi anni fa, trovano la loro consacrazione in campo.

"L’unico brutto tiro è un tiro su cui non ci si è mai allenati. È meglio tirate da otto metri completamente smarcati piuttosto che da più vicino ma con un uomo addosso"

Negli ultimi mesi LaVar Ball ha inanellato una serie di sparate da incorniciare, alzando esponenzialmente l’asticella della spavalderia fino ad entrare nei territori della fantascienza.
In un’intervista rilasciata ad USA Today dal titolo “LaVar Ball and his boys are here to change the world”, LaVar, spiega chiaramente la sua ricetta: anche chi non ha la minima intenzione di volerlo ascoltare, prima o poi sarà costretto a farlo. E non importa che se ne parli bene o male: l’importante è che se ne parli.
Il percorso di avvicinamento al Draft 2017 del figlio maggiore Lonzo Ball è stato trasformato in un interminabile reality show che non ha eguali nella storia recente.
Viene scelto dai Los Angeles Lakers come seconda scelta assoluta.
Prima della fama nazionale, degli haters, delle comparsate in ogni show televisivo, prima che Lonzo si trasferisse nel campus di Westwood rompendo l’equilibrio dell’adolescenza, l’attore principale di questa saga familiare rimane ovviamente il padre.
È lui che domina ogni aspetto del branding dei suoi figli.
In un’epoca che ha trasformato tutti in influencer e in “imprenditori di se stessi”, nella famiglia Ball vige ancora una visione novecentesca in cui i figli fino al raggiungimento della maggiore età sono sotto la tutela del padre.
E se a lui sono concessi tutti gli istrionismi immaginabili, Lonzo, LiAngelo e LaMelo devono rigare dritto.
Niente feste, cattive compagnie o atteggiamenti sopra le righe: i tre conducono una vita estremamente monotona, che sfiora il monacale se non andassero a scuola con fuoriserie a tre zeri.
Durante una lite con Stephen A.Smith, nel momento culmine del litigio, quando entrambi sono rossi in viso e al limite di passare alle mani, improvvisamente l’opinionista di ESPN si ferma e gli fa i complimenti per come, nonostante tutto, abbia cresciuto i propri figli.
Cioè in un ambiente ostile, dovendo affrontare tutte quelle difficoltà che definiscono la vita di un afroamericano in America.


LONZO MEGLIO DI STEPH CURRY?
Nelle interviste LaVar ha sempre definito suo figlio Lonzo Ball molto più forte del due volte MVP Steph Curry dei Golden State Warriors.

"Ho piena fiducia in ciò che il mio ragazzo sta facendo. Lasciamelo dire ora, per me è meglio di Steph Curry. Mettete Steph Curry nella squadra di UCLA in questo momento e il mio ragazzo a Golden State e vedete cosa succede. Se non sapessi di cosa è capace mio figlio non avrei fatto quella dichiarazione. Steph avrà problemi a marcarlo. Fateli giocare 1 vs 1"

Le aspettative di LaVar Ball non si limitano al figlio maggiore:
"Penso che tutti e tre i miei ragazzi [Lonzo, LiAngelo, LaMelo] saranno all’ All Star Game NBA un giorno. Non sono diventati forti tutt’un tratto. Lo sono stati fin da piccoli, sono migliorati e migliorati e quando arriveranno al top alzeranno ancora di più il livello"


IL LITIGIO CON MICHAEL JORDAN
LaVar poi ha sfidato Michael Jordan in uno contro uno, finendo per lanciare la sua linea di scarpe.

"Nei miei giorni migliori avrei fatto il culo a Michael Jordan in uno contro uno.
Non ci sarebbe partita, io sarei stato in grado di segnare sia di gancio destro che di gancio sinistro, e lui avrebbe dovuto puntare tutto sul tiro da tre punti, che non era il suo forte, perchè io ero più veloce di lui e se avesse penetrato per attaccare il ferro gli avrei rubato il pallone ad ogni azione"

Queste le audaci parole rilasciate a Josh Peter di USA TODAY Sports.
Durante una sessione di Q&A in California, Michael Jordan ha risposto alla provocazione: "LaVar ha giocato al college, giusto? 2.2 punti di media a partita, davvero? Non meriterebbe una replica, ma rispondo perché me lo avete chiesto. Non mi batterebbe neanche se avessi una gamba sola"


LA POLEMICA CON LEBRON JAMES ED KYRIE IRVING
Sia LeBron James che Kyrie Irving hanno sollevato il problema di quanto l’influenza di LaVar possa alla lunga risultare dannosa per il figlio, ricevendo indietro insulti in carta bollata.
Addirittura a Irving ha risposto che lui non si può permettere di metter bocca perché "non sa com’è crescere con entrambi i genitori"  (la madre di Irving è morta quando lui aveva 4 anni).
A James invece non sono piaciuti i commenti fatti da LaVar sui figli di vari giocatori NBA, soprattutto quando è stato nominato anche suo figlio maggiore, ed ha voluto mandare un messaggio a Ball.

LaVar: "La questione è che bisogna valutare le possibilità. Ci sono stati un sacco di grandi giocatori, e tutti i loro figli sono scarsi. Kareem ha figli, Jordan ha figli, Shaq ha figli. No ok, il figlio di Shaq è abbastanza bravo [dopo che il giornalista Chris Broussard lo aveva incalzato sottolineando che Shareef, il figlio di O’Neal, è anch’egli proiettato verso una buona carriera almeno per il momento]. Mentre per quel che riguarda i mostri della NBA, loro non avevano dei padri particolarmente forti. Erano ok, ma ad esempio il vecchio Curry [Dell, padre di Steph e Seth] non era nemmeno un All Star, sapeva tirare ma non era freddo. Anche Kobe Bryant aveva un padre che non era poi così bravo, mentre lui è diventato un mostro. Parlando di LeBron, sarà difficile affermarsi per i suoi figli. La gente li guarderà e gli dirà “Devi essere come tuo padre”, mettendo enorme pressione sulle loro spalle. Penseranno “Perché devo essere come mio padre? Non posso essere me stesso?. E alla fine diranno che sono troppo soft o non abbastanza bravi, perché le aspettative sono troppo alte.

James: "Mi piace come gioca suo figlio, veramente, ha un ottimo gioco. Però suo padre, può parlare di quello che vuole, del suo brand, di suo figlio, di basketball, può persino parlare male di me, ma deve tenere la mia famiglia fuori da tutto questo"


LA POLEMICA CON PHILADELPHIA
La notte del Draft, dopo che i Philadelphia 76ers avevano chiamato alla n°1 Markelle Fultz, preferendolo proprio a Ball, i neo-compagni del prodotto di Washington Ben Simmons e Joel Embiid si erano apertamente schierati al suo fianco non lesinando qualche piccola frecciatina al suo rivale per la primissima chiamata assoluta, Lonzo Ball appunto.
In particolare un tweet di Embiid non aveva lasciato dubbi sul (relativo) gradimento del centro camerunense quando il soggetto del discorso è la famiglia Ball: "Ti prego schiacciagli in testa così forte da far correre suo padre in campo a salvarlo", l’invito rivoltO da Embiid a Simmons, con Lonzo Ball bersaglio (indiretto) della sua frustrazione.
La reazione di papà LaVar ovviamente non si è fatta attendere, ed è arrivata con una telefonata alla trasmissione 97.5 The Fanatic (talk show sportivo di una radio): "Quando non vinci, non fai neppure i playoff e non resti neppure in campo abbastanza, tutto quello che ti rimane da fare è twittare qualche stupidata. Nessun altro lo fa, perché i giocatori veri sono in palestra ad allenarsi. Questi ragazzini non hanno giocato una partita, sono sempre infortunati, sono ancora in fondo allo status NBA. Vogliono un consiglio? Portate il vostro didietro in palestra".

Parole che non sono ovviamente passate inosservate a Philadelphia, e che hanno generato un'inequivocabile risposta dallo stesso Embiid, mai timido pure lui quando c’è da fare notizia.
In un Instagram Live, il centro dei Sixers viene pizzicato mentre usa la famosa “f word” americana per mandare sostanzialmente a quel paese il padre del rookie dei Lakers.
Dopo il draft, indossando il cappellino giallo del proprio marchio, invece di quello dei Lakers, LaVar ha detto: "Lonzo riporterà i Lakers ai playoff".
Il figlio non ha stoppato il padre: "E’ l’obiettivo: si gioca per vincere, del resto".


LA DIATRIBA CON CHARLES BARKLEY E I PRESUNTI ELOGI
LaVar ha indicato Barkley come il suo giocatore preferito, nonchè uno dei giocatori più forti di sempre, anche più di Michael Jordan.

"Chiaro di carnagione, forte, che poteva correre, veloce, sicuro di sè. Questo è il mio ragazzo! Ma adesso ha superato i 50 e ha iniziato a parlare come un pazzo, è ok, capisco che sia cambiato.
Lui non ha vinto nulla. 
Non ha titoli, ma quel ragazzo era proprio il mio tipo. Forte, appena si metteva in moto. 
Recuperava la palla. Giocava semplicemente con coraggio e dava tutto se stesso. 
Ma era un cattivo ragazzo quando giocava. Era un cattivo ragazzo. 
Michael Jordan era un po’ troppo magro per i miei gusti. 
Charles era grosso come me. Sapeva muoversi, saltare. Era forte e ben piazzato. Mi piaceva il suo modo di giocare. Le persone potrebbero dire 'Oh, Lavar (specialmente quando sono diventato calvo) assomigli un po’ a Michael Jordan'.
E io rispondo ‘non assomiglio di più a Charles Barkley?’ Pelle chiara. Duri. Dai, siate realisti"


GLI INSULTI A PATRICK BEVERLEY
Prima partita di Lonzo Ball nella NBA e, puntuale, arriva già la prima polemica che lo riguarda, ovviamente alimentata dal padre LaVar, a cui hanno dato parecchio fastidio le parole pronunciate all’esterno dello spogliatoio dei Clippers da Patrick Beverley: "Portate questo fenomeno in campo, datemelo da marcare e lo distruggo", la versione (molto) edulcorata uscita dalla bocca dell'ex giocatore di Houston, dopo una gara in cui nei 29 possessi che lo hanno visto accoppiato con Lonzo Ball il rookie di L.A. è riuscito solo a prendersi due tiri, sbagliandoli entrambi.
Giunte alle orecchie di papà LaVar, le parole della guardia dei Clippers hanno scatenato la sua immediata reazione.
"Chi è Patrick Beverley?", ha chiesto in maniera sarcastica.
"Che chiuda quella bocca, che tanto non prenderà mai un soldo più di quelli che già prende. È stato in campo tutto l’anno scorso e nessuno ha mai parlato di lui. Oggi ha tutti i riflettori puntati su di lui e l’unica ragione è che ha marcato mio figlio. Ora vediamo le sue prossime cinque partite, vediamo se avrà la stessa intensità che ha messo in campo oggi o se invece tornerà a fare il suo classico 0/5 al tiro con due-tre rimbalzi al massimo. A nessuno frega nulla di uno così, l’unico modo perché possa ottenere che si parli di lui è associando il suo nome a quello di Lonzo. Ho visto il modo in cui mi guardava mentre era in panchina, cercando di stabilire un contatto visivo con me, ma vi dico la verità: l’ho ignorato, perché per me Beverley non è nessuno, mentre noi siamo Big Baller [il nome del brand ideato e commercializzato da LaVar Ball stesso]".

sabato 4 novembre 2017

La Storia Della Metropolitan Police FC: Forze Armate Nel Calcio Inglese

Metropolitan Police FC sino al 2011 fu il club ufficiale del distretto di Polizia di Londra.
La squadra è sita nell'East Molesey (Surrey), appena fuori Londra e giocano ad Imber Court (una struttura sportiva che la Polizia acquistò nel 1919).
70-80 tifosi in media.
Come regola da sempre del club, quello di entrare in giacca e cravatta nell'impianto.
Oggi giocano nell'Isthmian Premier League (settima divisione).
Il club è stato fondato nel 1919 e ha giocato amichevoli sino al 1928 dove poi è stato annesso alla Spartan League, una lega in cui hanno giocato fino al 1960.
In seguito sono passati alla Metropolitan League nel 1960 e poi alla Southern League nel 1971.
Sono poi entrati a far parte dell'Isthmian League Division Two nel 1977 e promossi al primo tentativo.
Tra sali e scendi dall'Isthmian, arrivano in Division One della stessa lega nel 2004.
Nel 2010, vinsero il primo trofeo senior, battendo l' AFC Wimbledon 5-3 ai rigori dopo un pareggio 4-4 nella finale della London Senior Cup.
Chiusero la stagione 2010/11 come campioni della divisione Isthmian League One South, davanti al Bognor Regis Town .

L'ispettore detective Mullings, un ufficiale di CID che ha lavorato con la squadra omicidi di Trident (ora sciolta) a Brent e Hackney è stato un imponente difensore centrale dal 1987 al 2001.
Descritto come un gigante gentile subì una pausa forzata nel 1993: "Abbiamo rappresentato il Met contro le squadre di polizia in tutto il mondo: Hong Kong, Barbados, Francia, America, Italia. Tour davvero ottimi"

Sino al 2011 come detto in precedenza si trattava del club di Polizia Metropolitana, dopo questa data il commissario si rifiutò di fornire tempo libero per gli agenti atleti.
Ai tempi il carnevale di Notting Hill era in città e il commissario Sir Paul Stephenson preoccupato per il rischio di disordini, tolse il tempo libero agli agenti mettendoli in attesa di servizio.
Ciò significava che le partite erano state spostate, in particolare quelle contro il Wingate & Finchley e la successiva con il Leatherhead.
Dopo di ciò, non ci fu più alcun obbligo per la squadra di essere composta da soli agenti di polizia: venivano reclutati giocatori semipro comprati anche da altre squadre.
"Avere una squadra di poliziotti in disparte e allo stesso tempo allenarsi due volte alla settimana e giocare partite era logicamente impossibile", dice Graham Wettone (che ha gestito stazioni di polizia quali l'Hammersmith, Limehouse ed ha fatto parte anche di Scotland Yard gestendo l'ordine pubblico e lottano contro l'Hooligalismo).
Nel 2012 Jim Cooper, detective e allo stesso tempo manager della squadra, venne coinvolto nell'operazione Withern, che stava tentando di rintracciare tutti i partecipanti ai disturbi di Londra avvenuti nel 2011.
Dal 6 al 10 agosto 2011 infatti si verificarono una serie di disordini in Inghilterra, che inizialmente interessarono i quartieri periferici della capitale britannica, Londra, con saccheggi, episodi di sciacallaggio, violenza e rivolte.
I disordini cominciarono nel quartiere di Tottenham, per poi espandersi senza controllo intorno alla città in zone come Chelsea, Brixton e persino Oxford Circus, una delle maggiori attrattive turistiche di tutta Londra.
La causa delle sommosse fu l'uccisione di Mark Duggan, padre di quattro figli, ucciso in una sparatoria con la polizia.
La rivolta, originata in Tottenham, si propagò velocemente nei quartieri di Wood Green, Enfield Town e Ponders End.
Vandalismi e comportamenti violenti furono registrati anche in molte altre aree di Londra.
Molti negozi vennero dati alle fiamme, saccheggiati e distrutti da gruppi di manifestanti.
Almeno 35 poliziotti facenti parte del Metropolitan Police Service furono feriti.
L'8 agosto gli incidenti si diffusero anche in altre città come Birmingham, Liverpool e Bristol.
In seguito Manchester.
Questi disordini furono considerati come la peggiore rivolta nel loro genere dai disordini di Brixton del 1995.
Cooper fu manager della squadra per nove anni dopo aver giocato anche 10 anni come giocatore.
"Abbiamo arrestato fino a 4.700 persone e probabilmente ne abbiamo altre 1.200 persone che potremmo identificare. Non riposeremo finché queste persone non saranno sbattute in carcere
Amo il lavoro che faccio e sono orgoglioso di rappresentare la polizia metropolitana"

L'ultimo ufficiale di polizia fu Craig Brown nel 2013 in un match di FA Cup contro il Crawley Town.

giovedì 2 novembre 2017

Quando Alan Minter Uccise Angelo Jacopucci (Boxe)

Alan Minter o meglio noto come “Boom boom”, classe 1951, di Crawley è ricordato per aver ucciso (involontariamente) un avversario sul ring.
Peso medio con un sinistro devastante e tanto ardore che gli ha consentito di vincere pur senza dare spettacolo, passa professionista fortedel titolo britannico di campione della sua categoria.
Batte il connazionale Maurice Thomas il 31 ottobre 1972 alla Royal Albert Hall di Kensington per KO. alla sesta ripresa, per poi infilare una lunga serie di successi interrotta da una prima sconfitta con lo scozzese Don McMillan il 5 giugno 1973.
A fine carriera saranno 9, a fronte di 39 vittorie e un “no contest” contro Jan Magdziarz.
E così, dopo aver conquistato il titolo britannico dei pesi medi battendo ai punti Kevin Finnegan il 4 novembre 1975, infine Minter ha l’occasione per mettersi in bacheca quel titolo europeo sfuggito da dilettante, quando il 4 febbraio 1977, al Palazzo dello Sport di Milano, demolisce in cinque round Germano Valsecchi.
Ma sono i successi con Tony Licata, sfidante iridato battuto da Carlos Monzon al Madison Square Garden nel giugno del 1975, e con Sugar Ray Seales, campione olimpico dei pesi welter a Montreal nel 1976, così come una franca vittoria contro Emile Griffith, ad inserire Minter tra i pretendenti più accreditati per un combattimento per il titolo mondiale dei pesi medi.


LA MORTE DI JACOPUCCI SUL RING
Il giorno che però lo consacrerà alla storia (anche se dalla porta sbagliata) è però il drammatico 19 luglio 1978, data che segnerà la sua vita sua e soprattutto, tragicamente, quella del suo avversario, Angelo Jacopucci.
Allo Stadio Municipale di Bellaria, nel corso della 12esima ripresa, l’italiano abbassa improvvisamente la guardia, consentendo a Minter di colpirlo ripetutamente e duramente al volto. Jacopucci sbanda con la testa, rimbalzando all’indietro, sottoposta a traumi evidenti e i muscoli del collo ormai rilassati, impossibilitati ad offrire la seppur minima resistenza.
A quel punto ci sarebbero tutti i presupposti per una immediata interruzione del match.
Ma né l’arbitro, né i secondi, né il medico a bordo ring lo ritengono opportuno. Il pugile italiano finisce al tappeto e viene sconfitto per KO.
Jacopucci, tuttavia, si rialza dopo il conto totale, rassicurando tutti sulle sue condizioni.
Questa incapacità di prevenire il peggio gli sarà fatale.
Non si sottrae, infatti, poche ore dopo l’incontro, alla cena di festeggiamento del neocampione d’Europa e, davanti allo stesso Minter, avverte improvvisamente forti attacchi di vomito.
Una volta tornato in albergo finisce improvvisamente in coma.
Trasportato immediatamente all’ospedale “Bellaria” di Bologna, il pugile di Tarquinia viene dichiarato morto per emorragia cerebrale nella mattina del 22 luglio 1978.
Aveva solo 29 anni.


MINTER CAMPIONE DEL MONDO
Minter diviene campione del mondo 2 anni dopo, nel 1980, battendo Vito Antuofermo.
Il 28 giugno dello stesso anno vede i due rivali si incrociano ancora alla Wembley Arena di Londra. Minter domina il match costringendo Octavio Meyran, arbitro dell’incontro, ad interrompere il combattimento all’ottavo round, confermando il titolo dell’inglese.
Non resta, a questo punto, per legittimare le stimmate di numero 1 del mondo del pesi medi, che affrontare proprio Hagler, in un match programmato sempre alla Wembley Arena, il 27 settembre 1980.
Minter è dato leggermente favorito e i 12.000 spettatori presenti all’evento, rigurgitanti nazionalismo a piene mani, si attendono la recita del beniamino di casa.
Ma, inatteso, Hagler è padrone del match, sommergendo il malcapitato campione di colpi che ne provocano numerosi tagli vicino agli occhi.
attorno all’occhio sinistro è definitivo, dopo 1’45” dall’inizio del terzo round, e nonostante il parere contrario dell’angolo di Minter, il panamense Carlos Berrocal interrompe il match assegnando vittoria e cintura iridata allo sfidante.
Il pubblico non ci sta, anche perchè le dichiarazioni di Hagler prima dell’incontro non sono state certo improntate al fair-play “non stringo la mano all’avversario che devo affrontare il giorno dopo“, in risposta al “non voglio essere detronizzato da un negro” di Minter, lanciando lattine e bottiglie sul ring e costringendo i due pugili ad uscire dall’impianto sotto la scorta della polizia.

venerdì 27 ottobre 2017

L'Inganno Di Melky Cabrera e Il Sito Web Fake (MLB)

Melky Cabrera nel 2012 in forza ai San Francisco Giants, visse una stagione da sogno, prima della seconda sospensione per doping (alti livelli di testosterone) dopo la prima sospensione risalente all'Operazione Balco.
Prima della sospensione, guidava in MLB la stat con 159 Hit ed era secondo nella NL con una media di battuta .346.
Poi 11 HR, 10 tripli, 60 RBI e 13 basi rubate in 18 opportunità.
Assolutamente eleggibile come miglior battitore della NL.
Cabrera per evitare d'incorrere nella squalifica di 50 partite con altri del suo entourage contattò Juan Nunez (10mila dollari la retribuzione) che avrebbe dovuto comprare e modificare un sito web già esistente con il preciso compito di vendere un integratore sportivo (in realtà inesistente) che contenesse testosterone ed altri steroidi.
Ovviamente creare un sito web da zero non avrebbe avuto senso (visto che la data di creazione del sito è facilmente controllabile).
Cabrera e soci in poche parole stavano cercando di sintetizzare lo stesso Testosterone (che era apparso nel campione di urine di Cabrera) nell'integratore che avrebbero dovuto vendere sul sito web di Nunez.
L'idea, a quanto pare, era quella di dimostrare che Cabrera avesse ordinato quell'integratore che provocò il test positivo e poi ad affidarsi a una clausola del regolamento antidoping che consente a un giocatore positivo di appellarsi o comunque di fare ricorso per aver ingerito una sostanza vietata senza avere colpe.

Un suo familiare: "Un prodotto ha causato la sua positività"
Nel mentre Jeff Novitzky, famoso investigatore per quanto riguarda casi di doping (Food And Drug Administration che smascherò anche l'Operazione Balco), si mise subito all'opera cercando di smascherare la truffa tramite analisi forensi.
Poco dopo il sito scomparve nel nulla, ma le forze federali tramite tracciamento riuscirono a risalire a lui.
Juan Nunez (creatore del sito): "Sono stato io a gestire il sito, Seth e Sam Levinson (agenti del giocatori) non ne sapevano niente"

Lo scopo era quello di ingannare MLB e l'unione dei giocatori, presentando loro un sito web fake e le conseguenti informazioni su prodotti falsi, facendo credere che Cabrera avesse ordinato un integratore con testosterone, causando così il controllo positivo.

Smascherato l'inganno Cabrera dirà: "Il mio test positivo è stato il risultato dell'uso di una sostanza che non avrei dovuto usare. Accetto la sospensione nell'ambito del Joint Drug Program e cercherò di continuare con la mia vita. Mi dispiace profondamente per il mio errore e mi scuso con i miei compagni di squadra, con l'organizzazione di San Francisco Giants e con i tifosi per averli abbandonati"

Cabrera saltò le 45 partite rimanenti della stagione regolare e poi avrebbe dovuto scontare il resto in post-season o nella stagione 2013.
In realtà i Giants vinceranno le World Series quindi Cabrera, in teoria, sarebbe stato eleggibile per giocare nel proseguo della post-season ma non venne schierato.
Riceverà comunque l'anello di campione, per aver contribuito appunto al successo dei Giants nella prima parte di stagione.
Nelle stagioni successive Cabrera andrà prima in Canada con i Toronto Blue Jays, poi con i Chicago White Sox ed infine nel 2017 si accaserà con i Kansas City Royals.



T'interessano altri articoli su storie sportive(doping, scandali, suicidi, partite vendute, etc) e scommesse?
Qui trovi l'indice completo ed aggiornato del blog:  Indice Storie Sportive(Doping, Suicidi, Partite Vendute, Stake, etc)

venerdì 20 ottobre 2017

La Storia Di David Feherty: Alcool, Depressione, Citazioni Famose

David Feherty nordirlandese nato a Bangor, nella contea di Down, non è stato esattamente quello che può essere considerato tra i golfisti più forti della storia.
Diventato pro nel 1976, vinse solo 5 titoli minori dell'European PGA Tour tra gli anni 80 e 90.
Lo si ricorda anche nella Ryder Cup del 1991.
Sposato più volte ha avuto 5 figli, di cui 2 dall'ex relazione.
Lo si ricorda soprattutto per aver avuto una lunga lotta contro la depressione, la droga (Marijuana Cocaina, Vicodin) e l'alcolismo (Whiskey in primis), che ha affrontato pubblicamente nel 2006.
In un'intervista a Golf Magazine sui suoi problemi, Feherty ha dichiarato: "Ho usato l'alcool per mascherare i miei demoni interni".
Tom Cruise disse che la depressione si combatte con l'esercizio fisico, Faherty senza pensarci due volte ribattè "l'esercizio di prenderlo a calci in culo mi avrebbe sicuramente aiutato".
Nel 2015, a Feherty ormai sobrio è stato comunque diagnosticato un disturbo bipolare ed ha continuato a combattere contro i suoi demoni: depressione ed insonnia.
Feherty è stato molto aiutato da sua moglie, anche se in un'intervista ha ricordato un momento fondamentale mentre stava facendo un segmento televisivo con compagni di Golf Tom Watson e Jack Nicklaus: "Ad un certo punto, Tom mise la mano sulla telecamera e mi chiese 'Non stai bene, vero?' io risposi 'No'. Poi gli chiesi come lo sapesse, e lui mi disse 'Lo vedo dai tuoi occhi'. Io ribattei 'Cosa vedi?, e lui 'Il mio riflesso'"


POLITICA ED ALTRI PENSIERI CONTROVERSI
Feherty appoggiò spesso e volentieri George W.Bush, si ricordi un'uscita poco lusinghiera nei confronti dei due democratici Nancy Pelosi ed Harry Reid.

"Dalla mia personale esperienza in visita alle truppe del Medio Oriente, posso dirvi che: al di là di come il conflitto viene rappresentato dai nostra media, se dessimo ad un soldato americano una pistola con due pallottole e si trovasse in un ascensore con Nancy Pelosi, Harry Reid e Osama Bin Laden, c'è una buona probabilità che Nancy Pelosi sarebbe stata sparata due volte, Harry Reid e Bin Laden invece strangolati a morte"

Feherty fece le seguenti osservazioni controverse e descrisse la sua idea di politica: "Quanto a me, la mia idea di politica è da qualche parte nel mezzo e al di fuori dei due schieramenti. 
Credo nella pena di morte, specialmente per i pro-lifers, sono contrario al matrimonio gay, credo nell'abolizione delle tasse immobiliari e del piano Pickens. Avrei abbassato l'età legale per bere e avrei aumentato l'età di guida a 18 anni a livello nazionale, avrei fatto Kinky Friedman governatore del Texas e in tutte le scuole pubbliche e private farei iniziare la lezione con un'ora di esercizio fisico"


MORTE DEL FIGLIO
Il dolore però più grande della sua vita è stato sicuramente veder morire il suo figlio 29enne Shey, il 29 luglio 2017, per overdose.

David Feherty: "I suoi begli occhi azzurri avrebbero potuto bloccare una stanza, ma non potevano fissare il nemico che si nasconde nell'ombra e impedirgli di allontanarsi per afferrarlo con sè nel suo periodo più buio.
Shey, ha combattuto duramente per vincere le sue battaglie con la tossicodipendenza ma alla fine i mostri hanno vinto.
La preoccupazione che abbiamo avvertito per la sua lotta con la sua dipendenza è ora stata sostituita da una sensazione di perdita così profonda, sapendo che non vedremo più il suo volto sorridente e i suoi begli occhi.
Vorrei sottolineare che non c'è vergogna nel chiedere aiuto"


CITAZIONI CELEBRI
"È il modo di affrontare il fallimento che determina il successo"

"Guardare Phil Mickelson giocare a Golf è come guardare un ubriaco inseguire un pallone vicino al bordo di una scogliera"

"Il giocatore di Tennis numero uno del mondo spende il 90% del suo tempo vincendo, mentre il numero uno del mondo di Golf trascorre il 90% del suo tempo perdendo. I golfisti sono grandi perdenti"
"Non ho smesso di bere perché ero un ubriaco marcio. Smisi perché ero un ubriaco pazzo. Era tipo un videogioco, dove si deve arrivare al livello più alto ma qui non è neanche una sfida"
"Ho un sano rispetto per la religione. Davvero. Quando Colombo ha scoperto l'America nel 1492 portò sifilide, difterite, tubercolosi, influenza e cristianità. Queste malattie erano curabili"

"Non soffro di una malattia mentale, vivo con essa"

"La cosa più difficile che ho mai fatto è stato diventare sobrio. Stavo bevendo due bottiglie e mezza di whisky al giorno e prendendo 40 Vicodin. Se avessi saputo che avrei dovuto vivere così a lungo, mi sarei preso cura di me stesso"

"Giocare ad Augusta è come giocare in un paesaggio di Salvador Dali. Mi aspettavo che un orologio prima o poi scendesse dagli alberi e mi colpisse in faccia"

"Stavo oscillando come una porta del gabinetto su un peschereccio di gamberi"

"Se Dio voleva che la gente credesse in lui, perché ha inventato la logica?"

"È difficile dire chi vincerà questa settimana, ma probabilmente non sarà uno grande e grasso" 

"Non voglio che qualcuno capisca la mia depressione, perché per capirla bisogna provarla, e non voglio che qualcun altro ci finisca dentro"

"Mi dispiace che Nick Faldo non ci sarà questa settimana. Sta partecipando alla nascita della sua futura moglie"

"Questo sarebbe stato un grande colpo, se avessero messo la buca qui oggi"

[in riferimento a Jim Furyk]
"Sembra un uomo armato che cerca di lottare contro un serpente in una cabina telefonica"

[Swing di Jim Furyk]
"Sembra che un polipo scenda da un albero"

[su Tiger Woods]
""Non so cosa sia, ma so che non c'erano due sull' Arca di Noè"

"VJ colpisce più palle rispetto al mento di Elton John"

"Quel verde appare più piccolo di un capezzolo di Pygmie".

"Fortunatamente, Rory ha 22 anni, quindi il polso destro dovrebbe essere il muscolo più forte del suo corpo"

"Il peggiore taglio di capelli che abbia mai visto in vita mia. E ne ho visti di brutti. Sembra che lui (John Daly) abbia un divot su ogni orecchio"

"Devo fare qualcosa che mi faccia concentrare su quel qualcosa, quindi mi siedo e ascolto la musica, o leggerò, o vado a prendere le munizioni nella mia officina. Devo occuparmi"

"Vinci e sei l'essere migliore di tutto l'universo; perdi, e le pulci di un milione di roditori, infettano ogni tuo orifizio"

"Hurling sembra un po 'come una croce tra lacrosse e un omicidio di secondo grado"

"Essere bipolare, un tossicodipendente e un alcolista serve per tenermi molto occupato. Dormo poco. Sono fortunato se dormo tre ore a notte quindi mi alzo, e la testa è piena di porte sbarrate"

"Sanno di tutto su di me. Ho svuotato tutti gli scheletri dal mio armadio molto tempo fa"

"Ho perso 150 libbre, se includi anche mia moglie"



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